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Riccardo Mares

Analisi Keyword: Astrazione e Strumenti

Riccardo Mares
Analisi Keyword: Astrazione e Strumenti

Come trovare centinaia di nuove parole chiave e scegliere le migliori

L’analisi keyword è, secondo me, una delle attività più difficili per un SEO. I suoi risultati, una volta applicati, devono essere in grado di:

  • Portare traffico.

  • Portare traffico qualificato.

  • Garantire traffico / posizionamenti precedenti (nel caso di sito esistente).

  • Supportare la link building.

Il tutto ovviamente coordinato con gli obiettivi di business prefissi e i goal stabiliti negli strumenti di analisi (il “qualificato” non era a caso).

C’è però una domanda ancora più difficile, ovvero quando ti chiedono “Come si fa l’analisi keyword?”. È difficile perché ~ squillo di trombe ~ la risposta non c’è. È un po’ come se ti chiedessi come si conquista un partner: non c’è una ricetta specifica, ci sono differenti approcci. Quello giusto? Quello che porta gli obiettivi migliori con la minore spesa.

Quale keyword, di che tipo?

Un’altra bella domanda è quella relativamente a quali keyword scegliere, o meglio che tipo di parole chiave scegliere. Prendo in prestito una suddivisione di HubSpot in merito alla Buyer’s Journey:

Buyer's Journey by HubSpot.com

Credits Hubspot.com

Abbiamo tre stati ben definiti dell’utente:

  • Awareness: quando all’utente si rivela un problema o un’opportunità

  • Consideration: quando l’utente dà un nome al problema o all’opportunità

  • Decision: quando l’utente cerca la soluzione al problema o all’opportunità

Allo stesso modo potremmo interpretare il viaggio dell’utente da un sintomo fino alla ricerca di qualcosa con il FunnelMrx:

Analisi keyword: FunnelMrx - Il SEO Funnel di Merlinox

Abbiamo momenti diversi dell’utente, con esigenze diverse e modalità diverse di ricerca nel web. Le domande che possiamo porci sono:

  • Posso essere una risorsa per quell’utente in ognuno dei momenti?

  • Ho informazioni generiche sui sintomi?

  • Ho informazioni sulla tipologia di soluzione?

  • Ho contenuti che supportino la decisione?

Rispondendo a queste domande siamo già in grado di creare - ancora prima dell’analisi keyword - dei contenitori di idee, che poi dovranno essere verificati per contestualità e (importante) per traffico organico e livello di concorrenza.

Keyword e Vettori di Astrazione

Abbandoniamo un attimo le basi dell’inbound marketing per tornare nel terreno più arido dell’analisi keyword. Concretizzando, ciò che potremmo fare è partire da una parola chiave e creare dei vettori di astrazione per la definizione di successive keyword.

Provo con un esempio facile facile:

Analisi Keyword e Vettori di Astrazione

Sono partito dalla keyword (turistica) “hotel cesenatico” e ho creato 3 vettori di astrazione: tipologia turistica, tempo, località. Questi vettori mi permettono di astrarre l’analisi keyword in tre dimensioni, creando nuove potenziali chiavi, in questo modo:

Analisi keyword: Combinazione di parole chiave

Creato con: PPC Keyword Generator by OverZone Software

Con questa astrazione ho ottenuto 100 keyphrase diverse: tutte buone? Tutte con traffico? Tutte in target? Da verificare! Intanto però le abbiamo ottenute con uno sforzo di ricerca minimo.

Risultato?

Analisi Keyword - Astrazione di "Hotel Cesenatico"

Che te ne pare? Non male. Questo metodo di analisi è applicabile a qualsiasi tipo di keyword e i vettori di astrazione possono essere decisi anche in base agli stati in cui l’utente si trova - discussi precedentemente - o alle caratterizzazioni della parola chiave stessa.

Cosa me ne faccio di tutte queste keyword?

Ora che hai una lista di parole chiave, devi decidere cosa farne, valutandone:

  • contestualità,
  • regimi di traffico (stagionalità),
  • concorrenza.

Sicuramente hai usato almeno una volta (dì di sì in ogni caso!) il Keyword Planner di Google Adwords per la valutazione dei volumi di traffico. Nel report restituito hai anche un numerino che si chiama Concorrenza e - in quel caso - rappresenta la concorrenza su Google Adwords. Lato SEO come facciamo? Possiamo inventarci un super nuovo algoritmo basato su tutti i dati che riusciamo ad estrarre, oppure fidarci dell’esperienza di SEMrush, che mette a disposizione un tool che si chiama proprio Strumento Keyword Difficulty:

La metrica si basa sulla concorrenza tra domini che compaiono per le keyword richieste tra i primi 20 risultati di ricerca organica in Google

— SEMrush

Prendo quindi le keyword a mia disposizione e gliele do in pasto (convertite da separate da virgola con il Merlinox Keywords list converter tool). Il report è semplice e riporta informazioni decisamente interessanti per la nostra analisi keyword: la difficoltà SEO, il volume delle ricerche, il numero di risultati in SERP, la tipologia di SERP (con knowledge box, loca, notizie, …) e i trend. Ordinando per “Volume” possiamo vedere subito le parole chiave sulle quali è conveniente metterci la testa. Ovviamente in pole position troveremo “Hotel Cesenatico” sulla quale ti lascio alcune domande aperte:

  • È la miglior keyword su cui puntare?

  • Sono in grado di competere?

Molte delle keyword sembrano non avere traffico. Non buttiamole direttamente nel cestino perché possono sempre essere di supporto alle keyword buone al fine di aiutare i motori di ricerca a contestualizzare meglio la pagina che stanno analizzando!

Analisi delle keyword: il Keyword Difficulty Tool di SEMrush

Il Keyword Difficulty Tool di SEMrush

Voglio altre keyword!!!

Se sei un esoso di parole chiave, sempre SEMrush è in grado di deliziarti, fornendoti nuovi spunti per la tua analisi di keyword. Tra i vari strumenti disponibili offre:

  • Corrispondenza a frase: ovvero trova keyword simili a quella ricercata mantenendo fedeltà ai lemmi, dando un risultato che potresti ottenere mixano SuggestMrx e Adwords Keyword Planner.

  • Keyword Correlate: che propone keyword tematicamente in linea con la chiave cercata, fornendo anche un indice di correlazione e il resto dei dati su traffico e concorrenza.

  • Cronologia Annunci: questo può essere utile per studiare come i nostri concorrenti cercando di persuadere il pubblico. Che tecniche usano? Che parole? A chi si rivolgono?

Conclusione

Ribadisco, l’analisi keyword è un tema davvero complesso le cui soluzioni sono infinite. Spero di aver introdotto - con questo approccio - qualche nuovo stimolo da aggiungere al metodo che quotidianamente già usi.

Se devo lasciarti con dei consigli direi:

  • Non di solo traffico vive il sito.

  • Essere coscienti delle proprie possibilità.

  • Raggruppare: la verticalizzazione nella SEO è fondamentale, ma non per keyword simili, bensì per intenti di ricerca.

  • Non è il motore di ricerca che converte, ma l’utente.

  • Il traffico fine a se stesso è una voce di costo: il ricavo è la conversione (lead, acquisto, …).

Quante nuove keyword hai trovato con questo metodo di analisi? Quante ti sono state utili?

Aspetto i tuoi commenti.

Riccardo nella SEO ne ha viste di cotte e di crude su diverse tipologie di siti web: dal B2B al B2C, dai web site di annunci agli e-Commerce, dai siti di hotel a quelli sul travel, dai blog ai portali editoriali con centinaia di migliaia di pagine. È Search Engine Manager presso Studio Cappello e autore di “Mamma, posso spiegarti: lavoro nel web”

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merlinox
merlinox
Ciao Ilario si assolutamente. Solitamente durante il corso io le chiamo "vocabolario". Specialmente le chiavi che sputa fuori il suggest (uno qualsiasi tanto la fonte dati è google) spesso non hanno ricerche, ma sicuramente aiutano molto a contestualizzarsi sul topic.

Tra l'altro, con i cambiamento di Adwords, il traffico delle parole chiave (quasi) esatto non l'avremmo più.
Nel report Adwords oggi è saltato ricerche, in luogo di "Impression Previste". Il gap su piccole parole è enorme, perché sono numerosi i casi che piccoli volumi non attivino gli annunci e quindi niente impression.
Ilario Gobbi
Ilario Gobbi
Ciao, grazie per questo approfondimento!
Mi sembra un buon approccio all'argomento,
giusto anche ricordare di impiegare i termini a basso volume di ricerca per contestualizzare meglio il contenuto anziché buttarle nel cestino.
Valentina Pacitti
Ilario Gobbi
Esatto Ilario, alcune keyword rappresentano delle vere e proprie opportunità e non ci si dovrebbe mai limitare ad una semplice analisi quantitativa dei volumi di ricerca. Ragionare sugli intenti di ricerca degli utenti è la chiave, a mio parere! :)
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