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Storytelling

Guida alla creazione di un progetto di Visual storytelling

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Guida alla creazione di un progetto di Visual storytelling

Jessica Fraccaroli
Guida alla creazione di un progetto di Visual storytelling

Visual stoytelling: come si imposta un progetto di successo

Storytelling, visual storytelling, corporate storytelling, storytelling con patate, storytelling alla griglia… ce n’è per tutti i gusti.

Come orientarsi in questo universo, e soprattutto, come farlo bene? Esploriamo assieme questo argomento così attuale, per capire come poterlo integrare nelle nostre strategie di marketing.

La mia esperienza

Fino a qualche tempo fa non mi occupavo di visual storytelling, lo confesso. Poi vuoi per il fatto che univa le mie due passioni, quella per la scrittura e quella per la grafica, vuoi perché mi sono resa conto della sua importanza e della potenza che può avere (se ben fatto) per un brand, ho cominciato a studiarlo e ad utilizzarlo.

La strada è ancora lunga, d’altra parte “Roma non è stata costruita in un giorno”.

Vorrei però condividere con te il percorso che ho fatto, che parte dal capire innanzitutto che cos’è il visual storytelling, analizzando in seguito alcune strategie e tool utili da mettere subito in pratica.

Storytelling: l’arte di raccontare storie

Cominciamo dalle presentazioni. Che cos'è il visual storytelling? Semplice, lo dice il nome. Storytelling vuol dire raccontare storie, visual vuol dire che lo fai con degli elementi visivi.

Ehm, non proprio…

Lo storytelling è il processo attraverso il quale si costruisce e si organizza la narrazione di un racconto, e il visual storytelling fa questo anche grazie all’utilizzo delle immagini e dei video.

Okay, in parte uno storyteller racconta delle storie, ma c’è un qualcosa di più. Lo storytelling è un’arte, dove queste storie vengono raccontate in modo strutturato ed organizzato, ponendosi un determinato obiettivo. Alle persone piacciono le storie. Da sempre amano raccontarle e ascoltarle, le condividono e ne traggono insegnamenti. E questo accade da molti, molti, molti anni.

Già il tuo pro-pro-pro-pro zio probabilmente utilizzava il visual storytelling quando rappresentava l’esito della sua ultima battuta di caccia al bisonte sulla parete della sua caverna.

Le pitture rupestri di Altamira: esempi ancestrali di visual storytelling Le pitture rupestri di Altamira, uno dei primi esempi di visual storytelling

Molti anni più tardi gli antichi egizi riempivano interi papiri di geroglifici, ossia di elementi visuali, e di scene che rappresentavano le loro divinità o più semplicemente la loro vita quotidiana.

Da sempre quindi facciamo visual storytelling senza rendercene conto.

L’uomo ha cominciato a comunicare prima in modo visivo, e solo in seguito ha inventato un alfabeto e un modo di esprimersi testuale. Ma gli elementi visuali sono rimasti comunque largamente utilizzati. Perché?

Velocità elaborazione stimoli cervello rispetto alle immagini

Le immagini vengono elaborate 60.000 volte più velocemente dal nostro cervello rispetto a un testo da leggere. La comunicazione visiva è quindi più immediata ed è più semplice da comprendere.

Le immagini riescono a raccontare, spiegare e illustrare ciò che le parole a volte fanno fatica a comunicare in modo immediato. Ma allora basta costruire un racconto per riuscire a conquistare ilpubblico e avere successo? No, non esattamente. Come tutto ciò che riguarda il marketing occorre sempre avere una strategia ben pianificata.

Come facciamo allora a creare un visual storytelling di successo?

Le 7 regole d’oro da rispettare per fare Visual Storytelling

1. Impara a conoscere il tuo brand

Dai, questo è scontato, certo che lo conosco! Ma lo conosci veramente a fondo?

Lo so, mi ripeto, ma non posso farne a meno. Qui ritorniamo alla base di ogni strategia di brand: è necessario analizzare e definire con attenzione i valori del brand. Che cosa ritiene più importante? Che cosa vuole trasmettere ai propri utenti? Per far questo occorre chiaramente avere alle spalle una solida brand identity, sennò ciaone!

2. Lo schema narrativo

Il principe incontra la principessa, che viene però rapita dal drago cattivo. Il principe lo sfida, salvandola, e vissero felici e contenti.

Questo è lo schema narrativo classico che ritroviamo in tantissimi racconti scritti, ma il principio è valido anche nell’ambito del visual. C’è una situazione iniziale di equilibrio dell’eroe, l’equilibrio viene rotto dall’antagonista, l’eroe deve affrontare mille peripezie, spesso appoggiato da un aiutante, finché non ritrova l’equilibrio.

Schema narrativo classico valido anche per il Visual storytelling

Non si tratta di raccontare storie tutte uguali, ma utilizzare uno schema narrativo riconoscibile, perché l’utente ha bisogno di trovare qualcosa che conosce per riuscire ad orientarsi, e qui mi collego al punto successivo.

3. Riconoscibilità

Non solo attraverso l’utilizzo di uno schema narrativo.

Le immagini che scegliamo per il nostro progetto di visual storytelling devono far parte della sfera di conoscenza dei nostri utenti.

Se vogliamo comunicare con qualcuno dobbiamo usare un linguaggio che sia da lui comprensibile, senza offendere e senza urtare la sensibilità di nessuno. Questo vale anche per le immagini. Un esempio è la simbologia dei colori nelle varie culture. Il bianco ha un significato diverso per un utente occidentale da quello che gli viene attribuito da un utente orientale. Allo stesso modo ci sono colori che attirano di più l’attenzione, o colori che possono suscitare emozioni diverse: il blu infonde tranquillità e fiducia, il rosso energia ed emozioni più forti.

Non a caso i segnali stradali rossi comunicano pericoli o divieti, mentre quelli blu degli obblighi o dei comportamenti che sono consentiti.

Si tratta di capire che cosa dobbiamo comunicare e a chi.

4. Emozionare

C’è poco da fare, le emozioni guidano il cuore e la mente delle persone. Possiamo anche aver scelto il fotografo più bravo, il video maker più creativo, il set più figo, ma se non suscitiamo emozioni negli utenti che ci seguono il nostro progetto di visual storytelling sarà del tutto inutile.

Dobbiamo generare curiosità, creare empatia e coinvolgere il più possibile gli utenti, fornendo contenuti che possano risvegliare le loro emozioni.

Mostriamo il lato umano del brand, perché alla fine della fiera siamo sempre persone che si rivolgono ad altre persone.

5. Stabilisci un piano d'azione

Lo dico sempre, la strategia è fondamentale. Se non hai un piano ben definito che comprenda:

  • che cosa vuoi comunicare,

  • come vuoi farlo,

  • dove vuoi farlo,

  • a chi vuoi comunicare,

  • quando vuoi farlo,

beh allora lascia stare. È facile dai, le classiche 5W.

6. Qualità

Investi nella qualità. Se possibile utilizza contenuti originali, foto e video realizzati ad hoc. Sono più genuini, autentici e attirano di più l’attenzione raggiungendo lo scopo di suscitare emozioni.

Tempo medio di attenzione cervello umano

Ricordiamoci anche che il tempo medio di attenzione del cervello umano è calato a soli 8 secondi, vuoi per la quantità di informazioni da cui è quotidianamente bombardato, vuoi per il poco tempo a disposizione.

È quindi importante centrare l’obiettivo in un lasso di tempo veramente breve.

Se proprio non hai la possibilità di creare contenuti tuoi vabbè, puoi ripiegare sugli archivi stock, non sono la Morte Nera. Scegli immagini o video che non sembrino troppo “finti”. Ne puoi trovare sia sulle piattaforme classiche, quelle a pagamento come Istock, Depositphotos o Shutterstock, oppure anche sugli archivi gratuiti. Su Unsplash, ad esempio, si trovano immagini molto belle e realistiche, così come su Freepik, Splitshire e Pixabay. Per i video invece ti consiglio Pexels.

7. Non essere troppo autoreferenziale

Oggi posto la foto di un prodotto, domani la foto di un prodotto, dopodomani il video… di un prodotto. No, non funziona proprio così.

Mostrare sempre e soltanto il proprio prodotto non è coinvolgente, non suscita emozioni.

Sì, però il prodotto devo farlo vedere se voglio vendere, dirai tu. Certo, ma usa modi astuti per farlo. Mostra ad esempio come nasce, attraverso foto o video di backstage. Fai parlare le persone che il tuo prodotto lo utilizzano. Oppure crea contenuti utili, come video o suggerimenti. Non puntare subito a vendere, ma cerca di stabilire un contatto con il tuo pubblico e conquistalo.

Sii di ampie vedute

Ok, ho capito tutto. Creo una bella immagine dei miei operai che lavorano per costruire un macchinario, ci abbino un buon copy e lo condivido su Facebook. Sono stata brava.

Non limitarti ai social! Il visual storytelling passa attraverso diversi canali e non è nemmeno fatto soltanto di immagini e video.

Anche le presentazioni che fai a clienti o colleghi possono essere occasioni per fare visual storytelling.

Le infografiche: quale migliore occasione per utilizzare degli elementi grafici? Ricordiamoci che le persone tendono a ricordare l’80% di quello che vedono e il 20% di quello che leggono.

Visual storytelling: Immagini vs Testi

Ecco che in certi casi mostrare dati visivamente oltre che utilizzare solo parole può essere di grande aiuto. È il caso anche dei grafici, quando ad esempio dobbiamo presentare dei report a un cliente.

E poi come tralasciare i meme, che riescono ad abbinare gli elementi visuali all’umorismo e sono diretti e immediati.

Meme: un elemento da sfruttare in una strategia di visual storytelling

(Colgo l'occasione per citare e ringraziare la pagina Baby George ti disprezza che periodicamente ci regala risate a profusione :D)

I tool per fare visual storytelling

Vorrei suggerirti ora alcuni strumenti molto utili che possono aiutarti nella tua attività di visual storyteller. Dei tool con i quali puoi creare elementi grafici accattivanti, dalle immagini ai video alle infografiche, per le tue strategie di comunicazione.

È un’App per iPhone che consente di creare brevi video della durata massima di 15 secondi, permettendo di utilizzare anche una serie di filtri preimpostati per dare degli effetti particolari ai tuoi filmati. Con Cinamatic puoi poi condividere il tuo video su Instagram, Facebook o YouTube, al solo costo dell’App di €3,49.

È uno strumento dichiaratamente votato allo storytelling, che vanta fra i suoi utilizzatori aziende del calibro della BBC, The Guardian, The Telegraph. In pratica ti permette di creare vere e proprie pagine web ricche di video, immagini e testi. I piani proposti in questo caso non sono proprio economici, essendo uno strumento più professionale rispetto al precedente.

È un tool molto utile per realizzare velocemente contenuti grafici di impatto da condividere sui social, senza dover passare da software specifici come Photoshop. Consente di scegliere fra una serie di formati già impostati, ad esempio per i post di Facebook, e mette a disposizione una libreria di immagini, font e template gratuiti più altri a pagamento, consentendo di caricare anche le proprie immagini e di salvare i propri progetti (per approfondire l'uso di questo strumento puoi leggere il post Programmi di grafica gratis: i Tutorial di Canva e Snappa).

Simile al precedente, ma con una particolarità: si utilizza solo sull’App per mobile. Consente di realizzare bellissime storie utilizzando foto, video e testo, e condividerle poi sui vari social. Steller non è soltanto un’App, ma anche una community: gli utenti possono infatti condividere le proprie storie all’interno della community e interagire con gli altri utenti commentando e mettendo Mi piace alle loro storie.

Dimentica i grafici noiosi e difficili da leggere! Con Infogr.am è possibile realizzare grafici animati, con la possibilità di aggiungere tooltip e informazioni utili quando si passa con il puntatore sui dati. Si parte da un piano Basic gratuito fino alle soluzioni Enterprise.

È un pratico tool per la creazione di grafiche animate. Le possibilità e gli ambiti di applicazione sono davvero tanti, dall’e-commerce, alle mappe, ai blog e le infografiche. Anche qui si parte da un piano Basic gratuito, che ti permette di testare alcune funzionalità, fino a quello personalizzato.

Strategie visual: quelli bravi...

Vediamo ora qualche esempio di come i grandi brand fanno uso del visual storytelling, nel bene e nel male. Non sempre infatti avere budget smisurati e le migliori agenzie è una garanzia di successo.

La prima della classe, che non manca mai in ogni esempio di marketing vincente, è sicuramente Apple, che riesce sempre a fare centro. Un esempio è l’ultima serie di spot per Ipad Pro: brevi, ironici e mirati, raccontano ministorie risolvendo necessità più o meno reali degli utenti.

Come dimenticare poi lo spot di Natale con protagonista un Frankenstein addirittura commovente?

Un altro bell’esempio di visual storytelling è il recente cortometraggio di Fiat per il 60° compleanno di 500. Lascia che abbiano scelto una delle migliori agenzie pubblicitarie al mondo. Lascia che abbiano ingaggiato un attore dal fascino particolarmente rétro che ha impersonato al meglio il protagonista. Lascia che il prodotto in sé sia un’auto iconica. Il risultato comunque è un corto imperdibile, romantico e divertente.

Passiamo dai video alle immagini e spostiamoci su un altro canale.

Tourism Ireland ha pubblicato sul suo profilo Instagram una foto che già da sola bastava ad emozionare e far desiderare di essere in quei luoghi. Ma poi non si sono limitati a descrivere di quale posto si trattasse, hanno raccontato le sensazioni che puoi provare trovandoti sulla cima di quelle scogliere, il senso di libertà, la natura selvaggia, l’infinito. A me è venuta la pelle d’oca, non so a voi...

Strategia di visual storytelling di Tourism Ireland (Instagram post)

...e i rimandati!

E poi ci sono le storie venute male. È il caso di uno degli ultimi adv di McDonald’s per la tv inglese. Lo spot racconta di un ragazzino, rimasto orfano di padre, che chiede alla propria madre di raccontargli qualcosa di lui. Scopre deluso di non avere nulla in comune con il genitore tranne… il Filet-O-Fish! Ora, a parte che mi piacerebbe sapere a chi piace l’hamburger di pesce, lo spot ha sollevato un sacco di polemiche da parte di vari genitori e associazioni, accusato di essere indelicato, opportunista ed insensibile, ed è stato ritirato. Saggia decisione, ma ormai il danno era stato fatto, e sicuramente McDonald’s ha perso molti punti nella considerazione di una certa fetta dei suoi clienti. È il caso di dire che ha proprio toppato strategia.

Tirando le somme

Quindi, in conclusione, quali sono i punti focali di una strategia di visual storytelling fatta bene?

  • ascolta il tuo pubblico,

  • segui una strategia,

  • trasmetti emozioni.

Infine un consiglio bonus: osserva, studia, sperimenta, riavvolgi. Perché non si smette mai di imparare e la perfezione è irraggiungibile.

E tu, hai dei suggerimenti o vuoi condividere il tuo percorso nel mondo del visual storytelling?

Non essere timido e metti mano alla tastiera!

Jessica Fraccaroli
Guru

Un grande saggio del marketing digitale.

Scrittrice, pittrice, fotografa, compratrice compulsiva con la passione per l’inglese. Curiosa per natura e assetata di novità, sperimento di continuo buttandomi in 1000 nuovi progetti, sperando di ricevere presto la mia GiraTempo. Appassionata di web da sempre, canalizzo tutte queste mie qualità nella gestione dell'area digital marketing di Sicis - The Art Factory.
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