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Angelica Eruli

Pillar Page di successo: definizione, esempi e guida alla realizzazione

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Angelica Eruli
Pillar Page di successo: definizione, esempi e guida alla realizzazione

Hai mai pensato di poter costruire una casa senza le colonne portanti? No, semplicemente impossibile. E altrettanto impossibile è costruire un blog senza una Pillar Page: questo termine, non a caso, significa proprio “pagina pilastro” e indica una specifica tipologia di testo che deve trovarsi alla base di ogni strategia di content marketing.

Conosciamola meglio e capiamo come proprio questo “formato” sia quello sul quale puntare per poter migliorare il posizionamento delle pagine del tuo sito su Google. 

Le Pillar Page nel Topic Cluster Model

Prima di addentrarsi nel concetto di Pillar Page è fondamentale introdurre quello di Topic Cluster Model del quale è una parte fondamentale.

Il Topic Cluster Model è un nuovo approccio alla realizzazione delle strategie di content marketing che si focalizza su temi più ampi piuttosto che su argomenti targettizzati e posizionati con keyword (parole chiave) di coda lunga. In questo modo i contenuti all’interno del blog possono essere organizzati in modo che i tuoi utenti possano individuare le risposte alle proprie domande in maniera precisa e veloce.

Gli elementi che costituiscono questo modello sono:

  • la Pillar Page,
  • Cluster Content
  • Link interno (meglio noto come hyperlink).

il modello di cluster per le pagine pilastro (pillar page)

La figura mostra come i tre elementi basilari per una strategia di content marketing efficace debbano collocarsi tra di loro. L’asset portante è costituito dalla Pillar Page che tratta – usualmente – di un argomento principale molto ampio in maniera diffusa ma non dettagliata; collegato ad essa, attraverso preziosi link interni, si trovano i differenti Cluster Content ossia contenuti più brevi e di approfondimento chirurgicamente verticale su un determinato argomento (sub topic).

I vantaggi SEO del Topic Cluster Model

I vantaggi di adottare questa struttura possono essere quindi riassunti come segue:

  • Vantaggi per gli utenti: l’internauta che atterra sulla Pillar Page individua le informazioni di base nella pagina medesima e ha la possibilità di approfondirne determinati aspetti cliccando sul link interno che lo porta sul Cluster Content verticale.
  • Vantaggi per il motore di ricerca: grazie alla fitta rete di link interni che si crea tra le singole pagine web, lo spider di Google comprende con maggiore facilità l’importanza delle singole pagine comprendendone in maniera immediata la relazione tematica. Di conseguenza, non esaurirà l’intero budget crawl in una singola pagina, ma potrà visitarne altre indicizzandole o aggiornandole.
  • Vantaggi per il sito web: l’architettura del blog e del sito risulta complessivamente più ordinata e organica, grazie ad un corretto collegamento tra le singole pagine che – tra di loro – permettono una distribuzione ottimale del link juice.  

Per approfondire leggi: Come gestire il link juice lavorando sulla struttura dei link interni di un sito

Che cosa è la Pillar Page

A questo punto è facile comprendere il rilievo e l’importanza della Pillar Page in quanto “pagina pilastro” dell’intera strategia di content marketing basata sul Topic Cluster Model.

Ma cosa è, nella pratica, una Pillar Page? È una tipologia di testo con queste caratteristiche:

  • Lunghezza: la Pillar Page per dirsi tale deve essere di circa 3.000 parole.
  • Tematica verticale: la parte più difficile di scrivere una Pillar Page è individuare un tema sufficientemente articolato e ramificato da poter essere trattato in maniera diffusa, ma non approfondita.
  • Link Interno: questa è una delle peculiarità che rende la Pillar Page una tipologia di testo davvero straordinaria per il posizionamento su Google.

Come creare una Pillar Page perfetta

Scrivere una Pillar Page non lascia spazio all’improvvisazione, ma il gesto della “digitazione della tastiera” è solo l’atto finale di un processo ben più articolato. Scopriamolo insieme:

1. Seleziona l’argomento

Come detto, si tratta della fase più delicata per una serie di questioni che si intersecano tra di loro ma dalle quali puoi uscire vincitore partendo proprio dal tuo target: ascolta quello che scrivono e che cercano i tuoi utenti attraverso gli strumenti di monitoraggio; individua quali sono i loro problemi più ricorrenti, le domande che pongono più spesso al motore di ricerca e chiediti come puoi aiutarli a trovare la risposta.

La tua Pillar Page – insieme ai Cluster Content collegati da hyperlink – deve essere la soluzione più esaustiva e completa che possano trovare in tutto il web.

In questa prima fase non devi pensare alla Pillar Page come un insieme di parole chiave, ma concentrati prima sugli argomenti da trattare e su come farlo per interessare e coinvolgere la tua audience.

Non dimenticare, infine, che quando selezioni l’argomento per la Pillar Page devi già avere una visione strategica dei contenuti che potranno essere trattati nei Cluster Content. Per aiutarti, ti suggerisco di disegnare una mappa concettuale dei temi.

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2. Cerca le keyword e comincia a scrivere

Una volta selezionato l’argomento è fondamentale passare alle parole chiave da inserire all’interno dell’articolo in maniera naturale, dando il giusto spazio alle keyword correlate alla principale. Queste dovranno essere le protagoniste dei titoli dei paragrafi (H2) e dei sottoparagrafi (H3), nonché collocate in zone strategiche del testo per renderlo ottimizzato agli occhi dei motori di ricerca.

Per approfondire leggi il post: Ricerca di parole chiave: la guida di SEMrush

Ora puoi finalmente passare alla scrittura della Pillar Page, un passaggio delicato fondamentale non solo perché presuppone una conoscenza approfondita dell’argomento e una proprietà di linguaggio tale da permetterti di parlare direttamente al cuore del tuo target. Ricorda che l’utilizzo di termini tecnici non viene sempre apprezzato dal tuo pubblico – a meno che non ti rivolgi ad un target strettamente di specialisti – ma potrebbe rischiare di allontanare il tuo lettore: la Pillar Page non è la tesi di laurea dove dare sfoggio delle tue conoscenze.

Un esempio pratico di Pillar Page

Per mettere a terra il concetto di Pillar Page, passiamo ad un esempio pratico di come potresti organizzare strategicamente i temi del tuo articolo o blog post.

Come sempre, mi piace partire dall’attualità, una situazione reale nella quale potresti trovarti: immaginiamo che ti venga richiesto di strutturare un piano editoriale sul tema green o energia. Dopo aver raccolto il brief dal tuo cliente, effettua una ricerca su Google Trend, Topic Research di SEMrush e tutti gli altri strumenti a tua disposizione per informarti approfonditamente su un certo tema che vorresti proporre.

Quale potrebbe essere il risultato? Ecco qualche idea:

  • Il contenuto della Pillar Page potrebbe riguardare le fonti d’energia in generale o nel dettaglio le fonti d’energia rinnovabile. Il testo potrebbe cominciare con un’introduzione, un primo paragrafo (h2) sull’importanza dell’energia rinnovabile e, a seguire, dedicare un paragrafo alle principali tipologie esistenti. Ricorda che non devi scrivere un trattato, ma pensare al contenuto dei singoli paragrafi come “assaggi” in quanto ciascun tema verrà approfondito nei Cluster Content dedicati;
  • I Cluster Content, invece, dovranno trattare verticalmente e in maniera approfondita delle singole tipologie d’energia rinnovabile: energia eolica, solare, maremotrice.

esempio pratico di come sviluppare una pillar page

Una riflessione a parte deve essere riservata all’inserimento dei link interni (hyperlink): si tratta di un elemento fondamentale che funge da ponte tra la Pillar Page e i singoli Cluster Content. Per questo è importante ricordare che:

  • No all’inserimento casuale: anche i link interni devono rientrare all’interno dell’intera strategia del Topic Cluster Model. Tieni sempre presente che gli hyperlink permettono all’utente di proseguire la navigazione all’interno del tuo sito internet, ottenendo più informazioni.
  • Scegli anchor text coerenti: all'interno della Pillar Page ti suggerisco di inserire i link interni sulla parola (o sulle sequenze di parole) esatta che descrive meglio l’argomento del Content Cluster. Es: all’interno del paragrafo dove accenni alle tipologie di energia solare, puoi inserire un primo link sulla parola “solare termico” in modo che l’utente che clicca su queste parole arrivi su un argomento di suo interesse. Leggi: 
    Anchor text: 4+4 buoni consigli per scegliere le keyword e i link giusti.
  • Non dimenticare il concetto di Link Juice: questo concetto si riferisce al grado di autorevolezza che viene trasmesso da una pagina all’altra attraverso il link interno. Sebbene il tema del Link Juice venga usualmente impiegato per classificare tutte le pagine di un sito (non solo quelle del blog), tuttavia è fondamentale tenerlo in considerazione quando si realizza una strategia di content marketing. Del resto, nulla vieta che la Pillar Page possa linkare una pagina dei servizi, purché questi siano coerenti con i temi trattati.

Per approfondire leggi: Come inserire i link interni

Perché scrivere Pillar Page

Il modello della pagina pilastro e del topic cluster migliora la tua content strategist

Ora che abbiamo approfondito questa tipologia di contenuto testuale è importante comprendere le ragioni per cui sia fondamentale strutturare la content strategy del proprio blog aziendale secondo il Topic Cluster Model.

La Pillar Page, a mio parere, è uno dei formati più attuali e utili per tutti coloro che desiderano costruire un posizionamento nella SERP dei propri testi in maniera strategica e duratura.

Ma perché proprio la Pillar Page e non un Long Form qualsiasi?

  • Risponde alle necessità degli utenti: le tipologie di ricerche fatte dagli utenti sui motori di ricerca è cambiata in maniera sostanziale negli ultimi anni in base non solo all’acquisita familiarità con lo strumento Web, ma anche per individuare le informazioni necessarie in tempi rapidi. Ci si sta spostando sempre più verso query di ricerca lunghe e conversazionali che consentono di selezionare in maniera più precisa i risultati di ricerca (che, d’altro canto, crescono entropicamente ogni secondo). A questo proposito, è sufficiente sapere che il 64% degli utenti digita tra le 2 e le 4 parole nella research tab prima di avviare la ricerca.
  • Risponde alle necessità del motore di ricerca: Google è prima di tutto un’azienda che deve soddisfare i propri clienti e per farlo lavora continuamente a micro (e talvolta, macro) aggiornamenti del suo algoritmo. Le continue modifiche, talvolta complesse da comprendere, si muovono sempre nella direzione del miglioramento dell’esperienza dell’utente che – come detto sopra – vuole trovare informazioni complete in maniera rapida. Quale tipologia di contenuto migliore se non la Pillar Page con la sua struttura ordinatamente ramificata in Cluster Content?
  • Voice Search Friendly: la struttura argomentativa non verticale delle Pillar Page, la semantica semplice ma chiara e che lascia spazio ad approfondimenti corrisponde esattamente a quello che gli utenti cercano… soprattutto se effettuano una vocal search. Sebbene i più pensino che questa modalità di avvio della ricerca online sia avveniristica è già realtà: secondo recenti studi, il 20% degli utenti coinvolge un assistente vocale – Siri o Google Assistant.  

In conclusione: nel DNA della Pillar Page ci sono gli utenti e le loro abitudini e, forse proprio per questo, si tratta di un formato utile – nonché immancabile – quando si progetta una strategia di content marketing.

Comincia a creare le tue pillar page!

Se hai ancora qualche dubbio su come gestire il contenuto della pagina web o se un argomento specifico è idoneo come pillar content, scrivimi.

Potenzia la tua strategia di contenuti

Con il toolkit per il Content Marketing di SEMrush.

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Angelica Eruli
Esperto

Offre preziosi consigli e dà profondità alla conversazione.

Nata ai piedi del Cupolone, ma cresciuta all'ombra della Madonnina unisco vizi e virtù di Firenze e Milano. Determinata, innamorata della lingua italiana e appassionata di Digital ho fondato Wecontent la prima content house italiana.

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