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Heat Map: i migliori tool per creare mappe di calore

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Wow-Score
Il Wow-Score mostra il livello di interazione del posto di un blog. Si calcola sulla correlazione tra il tempo di lettura attivo degli utenti, la loro velocità di scrolling e la lunghezza dell'articolo.

Heat Map: i migliori tool per creare mappe di calore

Francesca Caponetto
Heat Map: i migliori tool per creare mappe di calore

Cos'è una heat map?

Una mappa di calore, anche heat map, è uno strumento sotto forma di rappresentazione grafica a colori che evidenzia le aree in cui i consumatori focalizzano la loro attenzione e quindi ne mostrano il comportamento. 

Mappe di calore: come possono aiutarti a migliorare il tuo sito web

Avete mai fatto caso a come è strutturata l'home page del vostro sito? Oppure come sono organizzati i contenuti nelle pagine interne?

Sappiate che questo può fare la differenza tra il fatto che un utente continui a navigare sul sito web o meno.

Esistono diversi strumenti per capire quale sia l'impatto dei nostri contenuti e della loro organizzazione sugli utenti. Ad esempio Google Analytics permette di capire come le persone arrivino sul nostro sito, quante e quali pagine visitino e da quale pagina la navigazione sia abbandonata.

Anche SEMrush ha strumenti per capire quali sono le pagine del nostro sito più visitate, ma per la navigazione in page possiamo fare qualcosa per analizzare il traffico e il comportamento degli utenti?

Anche per questa specifica analisi Analytics ci fornisce alcuni dati interessanti: 

  • La fonte di acquisizione
  • Le visualizzazioni di pagina
  • Le visualizzazioni di pagine uniche
  • Il tempo medio di permanenza dell’utente sulla pagina
  • La frequenza di rimbalzo relativa alla pagina in questione che visualizzi
  • La percentuale di uscite

Esiste però un altro strumento in grado di renderci informazioni utili su quello che gli utenti fanno una volta fatto arrivati su una pagina del nostro sito: si tratta delle mappe di calore.

Le heat maps sono una rappresentazione grafica di dati rappresentati attraverso i colori e, nel caso specifico del web, servono a capire come si muovono gli utenti sul vostro sito web, dove si concentrano i clic, e consentono di registrare intere sessioni di navigazione in video.

A seconda delle loro funzionalità, le mappe di calore sono divise in tre tipologie diverse:

  • le hover map, 
  • le click map,
  • le scroll map.

Scroll Maps: la tua pagina è ben organizzata?

Le Scroll Map, come suggerisce il loro nome, ci aiutano a capire fino a che punto un utente scorra la pagina che sta visualizzando. Spesso gli articoli di blog e le landing page, per essere esplicativi, presentano contenuti molto lunghi da leggere: le scroll maps in questo caso possono rivelarsi molto utili.

Possono indicarci una potenziale mancanza di navigazione dell'intera pagina da parte di un utente, così da permetterci di sistemare i contenuti o le call to action più importanti in posizione predominante, o di accorgerci di potenziali mancanze di interesse generate da temi da noi trattati. Inoltre, le scroll maps possono indicare una mancanza di legami tra vari contenuti della pagina. Grazie a questi suggerimenti sarà possibile riprogettare il layout e il design della pagina in questione.

Click Maps: con quali elementi gli utenti interagiscono?

Queste Heat Map sono molto importanti per capire dove le persone agiscono sulla nostra pagina web, cioè quali sono le call to action o i link, video e immagini che attirano la loro attenzione. Se abbiamo un contenuto con cui le persone interagiscono non ottimizzato, forse sarebbe utile sfruttare al meglio questa nostra risorsa. 

Anche queste tipologie di mappe vanno lette in base ai colori: un contenuto evidenziato di rosso ha avuto più clic, blu meno e bianco o giallo indicano una zona con un'alta concentrazione di interazioni. 

Hover Maps: come si muove l'utente sulla pagina?

Tracciano gli spostamenti del mouse sulla pagina che l'utente sta visitando. Il mouse starebbe a rappresentare il movimento oculare sulla pagina web, in realtà il movimento oculare dell'utente non corrisponde sempre al movimento che la stessa persona imprime al mouse. Questo metodo di analisi è quindi considerato meno attendibile rispetto ai primi due tipi.

Heat Maps: con quali Tool creare mappe di calore

Le mappe di calore possono pessere generate grazie a servizi come ClickTale o Crazy Egg. Per chi ha un sito Wordpress, è possibile utilizzare invece diversi plugin: sia free, sia a pagamento. Come risorsa gratuita è possibile saricare e istallare Heatmap per Wordpress, mentre a pagamento è disponibile User Track.

Heatmap for Wordpress per analizzare il comportamento degli utenti su WP

Come funziona Crazy Egg

Vediamo allora come si creano le Heat Map con Crazy Egg, uno dei tool più completi per analizzare le visite degli utenti sulle pagine del nostro sito web. Crazy Egg ha un periodo di prova gratuito di 30 giorni, successivamente sarà necessario sottoscrivere un piano di abbonamento. Vediamo insieme come si utilizza questo strumento.

Set up di Crazy Egg:

Anche se si desidera avviare la free trial di un mese, è necessario dare le coordinate della propria carta di credito sottoscrivendo un piano di abbonamento: nessun addebito verrà comunque fatto sulla carta prima dello scadere del mese di prova gratuita. Perché il tool interagisca con il sito che desideriamo analizzare, è necessario istallare sul sito il codice script di tracciamento: farlo è semplice e lo si può fare in diversi modi.

Tool per creare mappe di calore: istallazione Crazy Egg

 

Istallare Crazy Egg su Wordpress

Per utilizzare il tool su Wordpress, basta istallare l’apposito plugin Crazyegg-Heatmap-Tracking dalla dashboard di Wordpress e settare il codice di otto cifre che ci viene rilasciato sulle impostazioni di Crazy Egg. In questo caso, come possiamo vedere dall’immagine sottostante, basterà copia incollare 00606830 andando in impostazioni e aprendo Crazyegg Heatmap Tracking. Ricordate di salvare la scheda.

Come istallare Crazy Egg su WordPress per generare mappe di calore

Istallare Crazy Egg incollando lo script sul nostro sito

Se il tuo sito ti permette di inserire codice javascript direttamente sulle tue pagine, puoi ottenere direttamente lo script che ti serve e inserirlo nelle pagine che desideri monitorare prima della chiusura del tag </head>

Heat map: come istallare Crazy Egg tramite script sul sito

Istallare Crazy Egg con Google Tag Manager

In questo caso sarà necessario loggarsi al proprio account Google Tag Manager e cliccare sulla voce Tags sul menu di sinistra, cliccare ancora su Nuovo e scegliere Crazy Egg. Potrai inserire qui il tuo codice di verifica di otto cifre ( come sopra, nel nostro caso, 00606830). A questo punto dobbiamo indicare che il tool lavorerà su tutte le pagine del sito e cliccare su Crea Tag. Ecco fatto: le nostre heat map sono pronte per essere create

Come istallare Crazy Egg con Google Tag Manager per creare heat maps

Come si imposta uno Snapshot?

Utilizzare Crazy Egg per disporre di heat maps del vostro sito è abbastanza semplice e veloce: il tutto vi porterà via meno di un minuto. Inserite l'URL della pagina che desiderate monitorare, aggiungete una descrizione e scegliete il dispositivo che verrà utilizzato per catturare lo screenshot (desktop, tablet o cellulare). 

È inoltre possibile tenere traccia delle persone che utilizzano un determinato dispositivo, ad esempio nel caso in cui vogliate analizzare il comportamento degli utenti che accedono al sito da mobile. Nel caso in cui desiderassimo monitorare il traffico proveniente da tutti i dispositivi, sarà possibile, in una fase successiva, confrontare il mobile con la mappa di calore desktop.

Heat Maps: Come si fa uno Snapshot in Crazy Egg

Quali funzionalità ha Crazy Egg?

Crazy Egg è uno strumento completo che permette di utilizzare diverse funzionalità in quanto alla creazione di mappe di calore.

Vediamole insieme.

1# Le Heat Map

Questo report genera una mappa termica basata su scatti reali degli utenti sul vostro sito web e vi restituisce una comprensione di come interagiscono con i contenuti.

Come si può vedere, le parti che ottengono molti click sono evidenziate dai colori, le aree di colore più chiaro sono quelle con i contenuti che hanno ricevuto un maggior numero di interazioni. Dietro ogni click si nascondono una quantità elevata di informazioni che possono essere consultati grazie al tool di Crazy Egg chiamato Confetti, di cui parleremo più avanti.

Mappe di calore: il colore indica il comportamento degli utenti

2# Le Scroll Map

Sono una rappresentazione visiva della quantità di tempo che i visitatori trascorrono visualizzando alcune sezioni della pagina. Utilizzando queste informazioni, è possibile ridefinire la priorità dei contenuto, capendo quali sono i più importanti e quali sono le sezioni della pagina più popolari. Le valutazioni vanno fatte in base a come sono colorate le aree della nostra pagina web.

Mappe di calore: come funzionano le Scrool Map di Crazy Egg

3# Overlay Tool 

Questo strumento vi fornise il numero di click di ogni elemento delle vostre pagine, grazie ad una collezione di piccoli marcatori colorati, collegati a tutte le sezioni che sono state cliccate. È possibile aprire i marcatori per recuperare ulteriori informazioni su quella particolare zona. 

Heat map: il tool Overlay

4# Confetti Tool

Il rapporto Confetti mostra alcune somiglianze con la mappa di calore. La sovrapposizione confetti è una mappa che rende possibile la visualizzazione delle sezioni più popolari in base ai clic, ma con un’analisi molto più profonda delle Click Map. Ogni singolo click detiene tantissime informazioni, che Confetti è in grado di distinguere e di classificate in base a categorie: per esempio il browser utilizzato, il paese da cui è effettuata la connessione dell’utente, il dispositivo utilizzato. I click appartenenti alla stessa categoria hanno lo stesso colore.

Se volete sapere ad esempio dove hanno cliccato tutti gli utenti che utilizzano Chrome, sarà sufficiente selezionare la categoria browser. Riceverete una lista di tutti i clic categorizzati in base al browser, in cui sarà possibile filtrare gli utenti di Chrome.

Le zone con più click le visualizzi con il tool Confetti di Crazy Egg

Adesso tocca a voi!

Non vi resta che scegliere uno strumento con il quale analizzare il vostro sito web per scoprire come gli utenti si comportano su di esso.

Avete provato a creare una Heat Map con questi tool?

La mappa di calore che avete ottenuto vi mostra che è possibile migliorare la distribuzione degli elementi delle pagine? Fatemi sapere se grazie a questi suggerimenti avete riorganizzato il vostro sito rendendo più facili le interazioni e se, grazie a questo, le conversioni sono aumentate. 

Francesca Caponetto
Pro

Fa ottime domande e dà risposte brillanti.

Francesca Caponetto, classe Ottantacinque, dal 2012 mi occupo di comunicazione e formazione web per diversi clienti sul territorio nazionale, in qualità di SEO Specialist. La selezione che ho dovuto fare sul mio parco clienti, mi ha portato ad adottare per la mia attività l'approccio strategico Account Based Marketing e, poi, a proporlo a poche aziende scelte, tra le quali "Pino il Pinscherino" il mio brand di accessori e abiti per cani di piccola taglia e per i loro padroni.
Mi trovate su Accountbasedmarketing.it.
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Commenti

2000
Gabriele Rispoli
Nuovo arrivato

Si è appena iscritto o è troppo timido per dire qualcosa.

Complimenti Francesca, davvero un ottimo articolo!
Mi sento di suggerire però anche un altro tool, molto figo e funzionale, e che forse integra qualcosina in più, Hotjar.
Link: https://www.hotjar.com/
Francesca Caponetto
Pro

Fa ottime domande e dà risposte brillanti.

Ciao ragazzi, voi avete mai avuto esperienze con i tool descritti nell'articolo? Se sì, raccontatecele qui di seguito. Ne conoscete di diversi? Indicateceli!
Nuovo arrivato

Si è appena iscritto o è troppo timido per dire qualcosa.

Francesca Caponetto
Ciao, io uso Hotjar ed è spettacolare, ti permette anche di registrare le sessioni: vedi il mojuse che si sposta e dove va a cliccare; in più c'è anche un utilissimo moduletto survey per quando l'utente abbandona la pagina, e raccogliere il motivo, ad esempio, di un bounce dopo pochi secondi.

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