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Come individuare gli intenti di ricerca con il nuovo algoritmo Google Ask The Right Questions

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Come individuare gli intenti di ricerca con il nuovo algoritmo Google Ask The Right Questions

Marco Maltraversi
Come individuare gli intenti di ricerca con il nuovo algoritmo Google Ask The Right Questions

In data 2 maggio 2018 Google ha rilasciato la documentazione Ask The Right Questions: Active Question Reformulation with Reinforcement Learning”, una nuova possibile implementazione dell'algoritmo in grado di sfruttare sistemi di apprendimento automatico per dare risposte sempre più pertinenti in base agli intenti di ricerca degli utenti. Come possiamo allora individuare in modo corretto gli intenti di ricerca e sfruttare tali informazioni per i nostri progetti di visibilità online?

Machine Learning, Deep Learning e Intelligenza artificiale: perché se ne parla cosi tanto?

Apprendimento automatico, ML e AI sono termini di cui, in ambito web, si abusa spesso. È indubbio che sia il Machine Learning che l'apprendimento automatico siano realtà e vengano adottati in modo più o meno consistente negli algoritmi di Google per fornire risultati sempre più pertinenti.

La ricerca sul Machine Learning(e in generale la Visione Artificiale) ha sempre cercato di trarre spunto per lo sviluppo degli algoritmi dal cervello umano. Le reti neurali artificiali (artificial neural networks ANN) si basano sul concetto di "neurone artificiale'' ovvero una struttura che, similarmente ai neuroni degli esseri viventi, applicano una trasformazione non lineare (detta funzione di attivazione) ai contributi pesati dei diversi ingressi del neurone.

reti neurali

Recentemente, al Google I/O 2018 Sundar Pichai, sono state annunciate diverse novità tecnologiche in casa Google e soprattutto l'utilizzo massimo dell'Intelligenza Artificiale nei suoi dispositivi, nei suoi algoritmi e nei suoi prodotti.

Ad esempio Google News cambierà presto il look e le notizie verranno selezionate da algoritmi di machine learning in grado di raccogliere informazioni su un determinato fatto o avvenimento per dare la migliore notizia al lettore.

Le piattaforme di assistenza vocale mobile Google Assistant, e di conseguenza anche i sistemi smart correlati Home e Home Mini, sono un passo deciso e netto verso le ricerche vocali di nuova generazione, ampiamente sfruttate dalle Generazione X in tutto il mondo e non solo.

Per quanto concerne le immagini, ci sarà un grosso passo avanti e in questo scenario l'Intelligenza artificiale suggerirà una serie di operazioni per editare le foto (luminosità, rotazioni, condivisioni) e per dare risposte visive immediate alle ricerche degli utenti.

Come era prevedibile aspettarsi, Google è convinto dei mezzi a disposizione e investirà sempre di più su tutto il mondo dell'Intelligenza artificiale.

Il team di ricerca di Google ha anche affermato che la maggior parte dei documenti presentati sull’intelligenza artificiale sono focalizzati su algoritmi che superano i benchmark, non su come funzionano effettivamente gli algoritmi. Quindi potrebbe succedere che da qui a qualche anno non sapranno veramente più come il core del "search engine" funzioni per elaborare le richieste degli utenti.

Sicuramente sono argomenti interessanti e se vuoi approfondire ti consiglio ad esempio questo video in cui Jeff Dean spiega l’utilizzo di Deep Learning e la sua crescita esponenziale a partire dal 2014.

Oppure guarda questo video che spiega in pochi minuti come funziona il Machine Learning

Intenti di ricerca: come individuarli?

Non voglio annoiarvi con informazioni che ormai conosciamo, ovvero che esistono ricerche navigazionali, informative e transazionali. Concetti assolutamente corretti e da tenere in considerazione.

Vorrei cercare di valutare uno scenario differente per poter individuare le vecchie e care keyword prendendo in considerazione, ove possibile, tutte le novità che Google si sta portando con sé nel mondo dell'Intelligenza artificiale, machine learning e chi più ne ha più ne metta.

Prendiamo in considerazione la parola chiave "Panda": è generica, potrebbe essere associata a concetti completamente differenti come mostra la seguente figura.

keyword-panda.jpg

Una classificazione standard delle keyword fallisce quando abbiamo keyword ambigue.

Per tale motivo quando iniziamo a fare una ricerca degli intenti degli utenti dobbiamo cercare di partire da un set di topic e raffinare mano a mano la ricerca per ottenere concetti, parole chiave che possono rappresentare il servizio o prodotto presente sul mio sito web.

Prendiamo in considerazione la parola chiave "Box Doccia"  e cerchiamo di individuare le macro aree che posso essere di nostro interesse. Per prima cosa sfruttiamo il tool Topic Research per individuare gli argomenti chiave:

Ricerca dell'argomento con il tool Topic research di SEMrush

Una volta individuate e selezionate le keyword, le possiamo aggiungere nei preferiti ed esportare in Xls.

Passo successivo è quello di sfruttare il Keyword Magic Tool per individuare combinazioni di intenti di ricerca partendo dalla keyword specifica. Anche in questo scenario, una volta individuate le keyword possiamo esportarle in Xls.

Ricerca parole chiave con Keyword magic tool di SEMrush

Infine, con la ricerca delle keyword possiamo individuare le parole chiave con maggior volume di ricerca e scoprire keyword correlate da sfruttare nella nostra ricerca.

Keyword correlate - SEMrush

A questo punto avremo tra le mani 3 file XLS ricchi di keyword e topic. Possiamo ora sfruttare l'espansione degli intenti utilizzando ad esempio Keyword Research Pro (https://clevergizmos.com/keyword-researcher/).

Posso provare varie combinazioni intercettando l’intendo dell’utente [quanto costa * box doccia]
[box doccia * ] e così via...

Keyword Research Pro

Le keyword possono a loro volta essere esportate. 

In ultima battuta ci viene in aiuto il classico answerthepublic, ora anche in italiano, per capire come effettivamente le keyword possono essere ricercate dagli utenti.

Answerthepublic

Bene e adesso con tutto questo lavoro come ne vengo a capo?

Dobbiamo fare keyword clustering, organizzare le parole chiave individuate in cluster in modo tale che ogni nodo risponda a esigenze ben specifiche. Con tali cluster andremo successivamente a costruire i contenuti ad hoc per il nostro progetto web.

Esistono diversi modi di organizzare le keyword e diversi tool, personalmente mi trovo a mio agio con KeywordGrouperPro (http://marketbold.com/KeywordGrouperPro/) che permette di suddividere le keyword in cluster in base alla lunghezza delle singole parole chiavi ad esempio. 

Nel nostro caso avremo 5 file dovute dalle 5 estrazioni, ci basta ripulire i file, eliminare le keyword doppie e darle in pasto al tool. Il Risultato sarà abbastanza simile a quello riportato nella successiva immagine:

KeywordGrouperPro

Durante questa analisi è fondamentale raggruppare i Topic in cluster quando abbiamo migliaia di keyword.

Ma prima di tutto usiamo il cervello: è inutile fare un’analisi delle keyword troppo profonda se abbiamo molti topic che esulano dal contesto del progetto. Eliminiamo i topic e le keyword inutili al nostro fine.

Contestualizziamo i dati trovati basandoci sui bisogni degli utenti e sugli obbiettivi del sito, NON SOLO sui volumi di ricerca.

Uno dei più grandi cambiamenti che abbiamo visto nelle ricerche negli ultimi anni è stato l'avvento di una navigazione web altamente personalizzata. Google lo ha sperimentato unendo i suoi servizi e prodotti in un unico sistema che consente di fornire agli utenti un'esperienza di navigazione più unica, granulare e personalizzata.

Google Voice Search e tecnologie simili "imparano" a riconoscere i comandi vocali e le parole chiave attraverso l'elaborazione del linguaggio naturale. Ciò significa che, nel tempo, Google impara non solo le caratteristiche uniche della tua voce e il modo in cui parli, ma anche il tuo comportamento, gli interessi di navigazione e altre informazioni personali.

L'analisi degli intenti di ricerca è quindi fondamentale per intercettare i bisogni dei tuoi interlocutori online e fornire le risposte esatte alle loro domande.

È ovvio che il metodo proposto non è esaustivo e nemmeno completo, ma è comunque un punto di inizio per analizzare in modo differente i bisogni dei tuoi utenti e pensare a una keyword research più ampia.

Conclusioni e spunti

Per cercare di stare al passo con i tempi è fondamentale pensare ad un approccio di ricerca delle keyword differente, in grado di ipotizzare i vari scenari, tra cui le ricerche vocali, la personalizzazione di Google con i sistemi di apprendimento automatico con un occhio di riguardo all'utente finale.

Tutti gli intenti trovati dovranno poi essere organizzati ad hoc per dare i loro frutti:

  1. Sfrutta Schema.org
  2. Personalizza Google My Business per le ricerche Geolocalizzate
  3. Ottimizza i tuoi testi e pensali per gli utenti e non per i motori di ricerca
  4. Se il tuo sito lo permette, sfrutta sezioni Q&A per dare risposte puntuali e precise

Insomma il mondo della SEO è in continua evoluzione ed è fondamentale tenersi al passo!

E tu come ti tieni aggiornato sulle novità del settore?

Aspetto i tuoi commenti per condividere esperienze e sensazioni.

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Marco Maltraversi, organizzatore dell’ evento MBSummit, è Founder e CEO di YourDigitalWeb, Web Agency.
Ingegnere informatico e autore del libro “SEO e SEM Guida Avanzata al Web Marketing“, opera nel web da oltre 15 anni con passione, tecnica e curiosità. Docente del Master in Web Communication in Social Media Marketing e del Master in Marketing Management del Sole24Ore, è uno dei SEO italiani più attivi.
Skills: Search Engine Optimization, Search Engine Marketing, Web Marketing Strategy, Web Tools, Engineering Development.
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