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Edoardo Montesano

Come gestire categorie, tag e altre gerarchie per migliorare la crawlability di un sito

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Edoardo Montesano
Come gestire categorie, tag e altre gerarchie per migliorare la crawlability di un sito

Non hai (praticamente) ancora lanciato il tuo sito e sei già alla ricerca delle migliori keyword per posizionarlo su Google? La strategia è corretta, ma prima ricordati che il motore di ricerca non indicizzerà i siti che, lui per primo, non riesce ancora a... navigare correttamente!

Devi sapere, infatti, che il motore di ricerca posiziona i siti “simulando” l’esperienza degli utenti reali, attraverso il cosiddetto Crawler o Spider (sostanzialmente un bot) che va continuamente alla scoperta di nuove pagine web. Una volta che atterra sulla homepage di un sito però, non lo indicizza subito tutto, ma andrà solo su quelle pagine che riesce a scovare facilmente attraverso i link che trova, ad esempio, sulla barra di navigazione, nei bottoni, ecc.. 

Appare quindi chiaro che organizzare questi link (ovvero l’architettura SEO) sia fondamentale affinché il Crawler li navighi (e quindi li indicizzi). Più un sito facilita insomma la cosiddetta “Crawlability”, più pagine fa indicizzare al motore.

Una volta ottenuta una buona crawlability si passerà poi all’ottimizzazione delle parole chiave, attività che influenzerà l’Indexability, ovvero l’abilità di Google di catalogare il sito per keyword rilevanti rispetto alle query degli utenti che potrebbero visitarli. 

Per approfondire puoi leggere il post: Che cosa sono la crawlability e l'indexability di un sito web?

Ricapitolando e seguendo un ordine logico vediamo quindi che: 

  • gli aspetti strutturali e tecnici di un sito web influenzano direttamente la Crawlability, 
  • la Crawlability si ripercuote sull’efficacia dell’Indexability,
  • da ultimo, l’Indexability influenza il ranking all’interno della SERP. 

Struttura sito ➡️ Crawlability ➡️ Indexability ➡️ Ranking

Non è un processo semplice da capire, ma nemmeno impossibile da impostare e ottimizzare. Ovviamente Google considera almeno altri 200 fattori quando deve valutare il Search Engine Ranking quindi, se sei alle prime armi, ti consiglio, prima di continuare, di guardarti un corso sulla SEO. Lacerba, la scuola per cui lavoro, ne offre uno di introduzione gratuito. Questo ti permetterà di acquisire velocemente la terminologia e i processi di base della SEO, e capire al meglio quanto stiamo affrontando insieme.

Ma tornando al focus di questo articolo, soffermiamoci su come ottimizzare l’architettura del nostro sito per facilitarne la lettura da parte del crawler e l’indicizzazione dei contenuti. 

Come vedono il tuo sito i web crawler?

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Importanza dell’architettura di un sito web

Prima di focalizzarci sui contenuti è importante pensare e disegnare l’architettura del nostro sito: essa deve essere ben organizzata e semplice affinché l’utente possa muoversi agilmente tra le varie pagine. 

Se il tuo sito presenta una struttura intuitiva e ben ottimizzata, se i contenuti sono distribuiti secondo una logica chiara e se il sito è facilmente scansionabile dal crawler, allora avrai posto le basi per un posizionamento efficace nella SERP. 

Una delle strutture più classiche e funzionali è quella in cui l’homepage è collegata direttamente alle categorie che a loro volta si collegano agli articoli (o ai prodotti). Questa struttura è così efficace perché consente di trasferire il link juice (o autorevolezza SEO) dalla homepage alle pagine più importanti. 
In particolare cerca di organizzare bene la navbar che è l’elemento più importante sia per la User Experience che in ottica SEO. Essa dovrà contenere le pagine più rilevanti ed essere ben visibile in qualsiasi punto del sito si trovi il nostro utente. 

ottimizzazione SEO Sketch di un'architettura ad albero

Esistono numerosi tool online con cui disegnare la struttura del tuo sito, come GlooMaps, o semplicemente draw.io. In alternativa anche le tradizionali carta e matita andranno benissimo per una prima bozza. 

Ricorda che più un sito diventa grande più potrebbe diventare complessa la sua struttura, per questa ragione è fondamentale avere chiaro fin dalla sua creazione che tipo di struttura vogliamo che esso abbia. 

Per approfondire puoi leggere: Come pianificare l’alberatura e l’architettura di navigazione di un sito.

Come scelgo le pagine da inserire nel menu di navigazione? 

In questo articolo ti presento due dei metodi più utilizzati, uno più semplice e un altro più complesso, ma comunque alla portata di chiunque:

Metodo 1: 
Una tecnica veloce e utile per una prima ottimizzazione è usare SEMrush per vedere le pagine più visitate del nostro sito e inserire direttamente queste all’interno della navbar.

quali sono le pagine più importanti del tuo sito

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Metodo 2:
Un metodo più avanzato, sempre con l’aiuto di SEMrush, consiste invece nel selezionare le pagine con più visite e successivamente verificare che le stesse abbiano dei miglioramenti in ottica SEO, ossia del potenziale di crescita organico. Infine andremo anche a vedere se, tra queste pagine, sono presenti delle chiavi di ricerca che possono portare a delle conversioni al nostro sito. 

Categorie e Tag

Categorie e tag del nostro sito o blog rappresentano delle tassonomie (ovvero delle regole di classificazione) che sono utili per:

  • Organizzare i tuoi contenuti
  • Migliorare l’usabilità
  • Migliorare nel complesso l’esperienza utente.

Le categorie ti consentono di organizzare i contenuti secondo una struttura ben definita mentre i tag permettono la navigazione in modo trasversale tra gli argomenti del sito. 

Le categorie consentono quindi di trovare le informazioni nel modo più rapido possibile e, specie per siti molto grandi, rappresentano dei macroargomenti e hanno lo scopo di raggruppare in modo logico i tuoi articoli o prodotti. 

Le categorie potrebbero essere “primi, secondi e dolci” come vediamo nell'esempio:

categorie ranking Dal sito di GialloZafferano

Le categorie sono inoltre gerarchiche, ovvero all’interno di una categoria potrai creare delle sottocategorie

sottocategorie nell'architettura seo Dal sito GialloZafferano

I tag sono invece utili per organizzare in maniera trasversale i tuoi contenuti e aggiungere informazioni su quello che conterrà la tua pagina. Sono diversi dalle categorie in quanto non sono gerarchici. 
Quando utilizziamo dei tag la cosa più importante è scegliere quelli che sai già che andrai a riutilizzare in un secondo momento per altri articoli: il loro scopo, infatti, è quello di andare a creare una ragnatela di contenuti. 

È utile indicizzare Categorie e Tag?

Per le categorie sarà sempre utile farlo, mentre per i tag solo se hai definito la struttura del tuo sito e sai già a priori come dovranno essere organizzati. In particolare i tag potrebbero causare problemi perché vanno a creare contenuti duplicati che possono penalizzare il posizionamento del tuo sito. 

Ricorda: il vero problema con le tassonomie in ottica SEO è il rischio che Google percepisca il tag Cloud come Keyword Stuffing e quindi come un tentativo di manipolare la nostra posizione all’interno della SERP. 

Monitora sempre le visite al sito, cerca di capire se i tag che hai indicizzato sono realmente utili per i tuoi utenti. 

In conclusione, segui queste linee guida quando utilizzi Categorie e Tag:

  • Non creare categorie e tag uguali
  • Evita tag diversi che hanno lo stesso significato
  • Limita il numero di tag per ogni articolo a 2, massimo 3
  • Ogni articolo deve essere in una sola categoria, eccezionalmente in due
  • Non creare categorie e tag per un solo articolo
  • Non ragionare solo in ottica SEO, ma pensa all’utente quando crei una di queste due tassonomie: fai in modo che siano realmente d’aiuto per chi naviga nel tuo sito

Facile vero? Non ti resta che provare e vedere quali risultati riuscirai ad ottenere. 

Io ho finito per ora, ma se desideri approfondire ti aspettiamo su Lacerba: sono certo che troverai molti utili contenuti con cui approfondire le tue conoscenze sulla Search Engine Optimization! 

Grazie per la tua attenzione e a presto!

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Edoardo Montesano
Esperto

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Anche ciò che a primo impatto ci appare banale, ridicolo o in contrasto con le nostre convinzioni, può in realtà sorprenderci e contribuire ad arricchirci.
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