Quando si tratta di content marketing una delle domande che si chiedono i blogger neofiti, e soprattutto gli addetti marketing delle aziende, è: come trovare idee per creare contenuti. Per chi si occupa di content può sembrare banale, ma di fatto, non è così. Capire di cosa parlare, l’argomento di cui scrivere spaventa molte persone a tal punto da spingerli a sentenziare che il content non fa per il loro business. Niente di più falso! Oggi te lo dimostrerò, spiegandoti proprio come usare la rete per trovare l’ispirazione e fare content.

Creare contenuti per il tuo blog (personale o professionale) significa innanzitutto mettersi nelle scarpe dei lettori. Devi toglierti dalla testa che il blog debba parlare solo ed esclusivamente di te. Se il tuo responsabile marketing quindi ti fa pressioni, preparati a discutere perché i blogger troppo egocentrici non hanno vita facile (almeno agli inizi). Per conquistare il tuo pubblico e quindi poter cominciare a dare voce alle tue idee, devi come prima cosa essere di aiuto ai lettori. Come? Intercettando i loro bisogni.

Ecco. Potrei chiudere qui l’articolo. Potrei dirti che trovare le idee giuste per creare contenuti di valore significa aiutare i tuoi lettori. A ogni modo, non voglio limitarmi a questo. No. Oggi, ti spiegherò cosa puoi fare e quali tool puoi sfruttare per intercettare questa domanda e usarla per creare i tuoi contenuti.

La prima regola per creare contenuti di valore è essere utile ai lettori.

Come trovare argomenti per il blog

Concentrati sui tuoi lettori, usa le buyer persona

Prima di domandarti quali siano gli argomenti di interesse dei tuoi lettori, devi chiederti chi sono. Di cosa hanno bisogno? E come può il tuo blog (o la tua azienda) aiutarli a risolvere la sfida che stanno cercando di vincere. Rispondi a queste domande, disegnando le tue buyer persona, un identikit dettagliato del tuo potenziale cliente-lettore, che si concentra sui suoi bisogni, i problemi e gli obiettivi che si pone. Col tempo, quindi, riuscirai a renderti conto che ogni buyer persona ha domande, bisogni, dubbi diversi. Il risultato? Idee per contenuti diversi da creare, adottando persino toni di voce di differenti o, perché no, anche visual e immagini customizzati.

Il marketing dei contenuti funziona per tutti, se intercetti bene la domanda (latente e diretta).

Se pensi che il content marketing non faccia per il tuo business, ti stai sbagliando di grosso.

Scegli le giuste keyword

Una volta che avrai compreso chi sono i tuoi lettori, di cosa hanno bisogno, dovrai dare uno sguardo sia ai tuoi obiettivi che ai loro. Dovrai quindi performare una keyword research ovvero cercare, attraverso i vari tool che ci sono sul mercato, le parole chiave che le tue buyer persona usano online, sui motori di ricerca, per intercettare i servizi che offri. Non finisce qui, però.

Trova le query

Identificate le keyword non hai mica fatto. Anzi! Ti toccherà approfondire questo studio concentrandoti proprio sulle query ovvero le domande (più o meno complesse) che le diverse buyer persona rivolgono alla rete per ottenere le informazioni di cui hanno bisogno. Ti renderai conto, infatti, che queste query cambiano da buyer persona a buyer persona e nelle diverse fasi del funnel perciò avrai così tutta una serie di idee da sviluppare per creare i tuoi contenuti. 

Online trovi diversi tool, gratuiti e pagamento, per performare questo tipo di ricerca. Io, personalmente, in genere uso Answer The Public e il Topic Research di SEMrush. Il primo è un tool che ti permette di intercettare esattamente la domanda che viene posta dagli utenti parlanti di una data lingua, in un dato paese, relativamente a una keyword. Ti restituisce quindi una serie di query suddivise in ordine alfabetico, per preposizione e che puoi vedere anche graficamente in una serie di immagini scaricabili.

Il secondo, quello di casa SEMrush, in realtà fa molto di più. Vediamolo più da vicino, velocemente.

Cerchi argomenti per i tuoi contenuti? Usa il Topic Research di SEMrush

Tra tutti i tool che uso quotidianamente il Topic Research è una vera e propria fonte di ispirazione. Si tratta di uno strumento immancabile nella cassetta degli attrezzi di chi, come me, si occupa di content strategy e content management per agenzie di marketing e aziende. A differenza di AnswerThePublic, infatti, non solo ti permette di intercettare le query, ma ti fornisce anche una serie di possibili core-topic da sviluppare sul tuo blog, indicandoti anche quelli che hanno performato meglio online su siti, portali e pagine web di altri proprietari. In altre parole, potrebbero essere i tuoi stessi concorrenti a darti l’idea giusta da sviluppare in base alle tue peculiarità. Avrai quindi in una sola interfaccia titoli e domande. A quel punto perciò non dovrai far altro che prendere nota di tutte queste informazioni e prepararti a metterle in ordine successivamente.

Analizza il sentiment della tua community

Se i tool sono il braccio destro di uno strategist, non significa che programmi, applicazioni e software siano sufficienti. Gran parte del lavoro va condotto anche empiricamente, con un’attenta analisi dei contenuti già online e delle reazioni che hanno generato. Sì, lo ammetto: quando devo lavorare a una strategia, dedico tempo anche a leggere le eventuali conversazioni che un post è in grado di causare sui profili social di chi lo pubblica. Spesso, sono proprio le community, i dissing, o semplicemente i commenti, a darmi idee per nuove prospettive o argomenti da trattare.

Ti faccio un esempio pratico. 

Qualche anno fa, quando stavo muovendo i primi passi nel mondo del brand journalism e del content marketing, lavoravo in un’azienda casearia. Durante l’estate, notammo che la maggior parte delle e-mail dai clienti finali riguardavano la conservazione dei prodotti stagionati. Scrissi così una guida su “Come conservare il Caciocavallo” che per lungo tempo ha portato buoni risultati, in termini di click-to-rate. Diventò una risorsa utile per i clienti del caseificio che finalmente sapevano trovare una risposta a quell’interrogativo.

Insomma: di tool ce ne sono moltissimi, ma ricorda di azionare il cervello, di osservare bene e unire i puntini.

l miglior tool è sempre il nostro cervellino.

— M. Pogliani

Tieni sotto controllo i tuoi competitor

Lo scrivevo poco fa: osservare è cruciale. Ecco perché è importante tenere traccia dei progressi dei nostri concorrenti. I contenuti creati dalla concorrenza possono indicarci la strada da percorrere aiutandoci a capire quali gap di contenuto possono essere colmati e quali, invece sono i topic che, di fatto, è quasi inutile trattare dal momento che le chance di posizionamento sono alquanto rare. 

Anche in questo caso SEMrush è tuo alleato. Ti fornisce una serie di dettagli in grado di farti capire, nello specifico:

  1. Gli sforzi SEO dei tuoi concorrenti;

  2. Quali contenuti mettono online;

  3. Quali attività di curation vengono condotte.

Oltre alle mille potenzialità dello strumento, che ti abbiamo spiegato qui, però, ancora una volta ti invito ad aprire gli occhi e porti criticamente nei confronti del brand concorrente. Guarda, analizza, cerca di capire e soprattutto: non copiare!

Ogni marca ha la sua nicchia di mercato, il suo tono di voce, ma anche la sua unicità. Lasciarsi ispirare è una cosa, emulare è solo controproducente.

Valuta gli esiti della tua campagna e aggiorna i contenuti

Da content marketer, non posso ignorare i numeri. Le KPI di un contenuto sono fondamentali perché servono a capire se la tua strategia è efficace, se merita degli aggiustamenti o, semplicemente, se hai vanificato ogni sforzo. 

Definire i tuoi S.M.A.R.T. goal e quindi gli indicatori di performance è un qualcosa di imprescindibile che ti aiuta, poi, a trovare anche nuovi argomenti o a travestirli sotto nuova forma.

Sì. Capita spesso in agenzia che i clienti siano convinti che per fare contenuto sia necessario creare sempre qualcosa di nuovo. Le analisi SEO invece spesso dimostrano che un contenuto che sta già funzionando può aver bisogno di qualche aggiustamento, modifica o miglioramento. È quindi in questo modo, analitiche alla mano, che potrai capire se i tuoi pezzi devono essere approfonditi, sfoltiti o trasformati in altre tipologie di contenuto.

Poniamo, per esempio, che tu scriva un blog post parlando dell’incidenza di certe patologie su diverse tipologie di pazienti. Il risultato potrebbe essere un articolone che contiene numeri, cifre, statistiche e dettagli che il singolo lettore può ritenere di difficile fruizione. D’altra parte: cosa vuoi che importi a un utente adolescente che soffre di crisi di panico dell’incidenza dell’ansia nei pazienti ultraquarantenni? 

Potresti quindi prendere quelle stesse informazioni e usarle per la creazione di una serie di articoli dedicati alle diverse buyer persona e, perché no, trasformarli anche in comode infografiche scaricabili che permetteranno ai tuoi lettori di conservare le informazioni importanti, in un PDF di facile fruizione.

Trovare nuove idee per creare contenuti efficaci è tutt’altro che difficile. Presuppone però pazienza, dedizione e forza di volontà, lo avrai capito. Tu come te la stai cavando? Raccontacelo nei commenti!

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Giovanni GiaccioCopywriter, appassionato di storytelling e local marketing. Curo progetti di Inbound e Content Marketing per YourTarget, agenzia specializzata. Ho inoltre il piacere di collaborare con altre realtà, più o meno piccole, come copywriter freelance e content marketer. Nel tempo libero, mi alleno, mangio libri e divoro serie tv. Non appena posso, zaino in spalla e macchina fotografica alla mano, visito posti e catturo immagini che diventano #storieinunafoto.
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