Come scrivere una scheda prodotto per E-commerce

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Come scrivere una scheda prodotto per E-commerce

Leonardo Guerrini
Come scrivere una scheda prodotto per E-commerce

Il testo di una scheda prodotto è molto più di un contenuto qualsiasi, poiché può fare la differenza nelle conversioni del tuo e-commerce e il posizionamento sui motori di ricerca.

Succede quasi sempre così: ci si preoccupa della user experience, si sceglie la giusta palette di colori in tema con i prodotti venduti, si mettono le call to action nei punti migliori, ma poi si trascurano i fondamentali di un e-commerce: le schede prodotto.

In questo articolo scopriremo insieme qualche best practice per descrivere al meglio un prodotto online, e farlo piacere sia ai lettori che ai motori di ricerca!

Partiamo dai fondamentali: cos’è una scheda prodotto?

In ogni e-commerce che si rispetti, a prescindere dalla tipologia di merci vendute, la scheda prodotto rappresenta l’ultimo contenuto consultato prima dell’acquisto.

In realtà si tratta di un mix di parole, immagini e altri contenuti multimediali (come i video) che contribuisce a far cliccare l’icona del carrello e concludere l’acquisto. Da queste semplici considerazioni, si può comprendere bene come le schede prodotto meritino un’attenzione particolare.

Gli errori più comuni che vengono commessi negli e-commerce

Ora che hai compreso l’importanza delle descrizioni e del ruolo cruciale nell’acquisto di un prodotto, vediamo insieme i principali errori che vengono compiuti da chi gestisce i testi di un e-commerce. Eccone alcuni:

  • Molte schede risultano copiate da altre pagine web o, nel caso degli e-commerce che vendono prodotti di varie marche, direttamente dai siti delle aziende produttrici. Questo è di gran lunga l’errore più frequente, nonché il più nocivo per chi vuole ottenere visibilità anche tramite la SEO. Google, infatti, detesta e penalizza le pagine con contenuti duplicati.
  • Molto spesso le descrizioni dei prodotti in vendita negli e-commerce sono scarne, ridotte a una manciata di frasi, senza la minima attenzione all’aspetto SEO e nemmeno in grado di rispondere alle domande del lettore.
  • Il copy utilizzato nelle descrizioni delle schede prodotto ha un taglio troppo “istituzionale” e non ricorre a nessuna leva persuasiva per catturare l’attenzione del potenziale acquirente.
  • Infine, i testi utilizzati non sono evocativi e non tengono conto del fatto che l’e-commerce è un vero e proprio negozio, che però non consente di toccare né ricorrere ad altri organi di senso per apprezzare il prodotto, a parte la vista.

In questo articolo propongo alcune soluzioni e degli esempi virtuosi dal punto di vista dell’usabilità e della visibilità sui motori di ricerca.

Una scheda prodotto deve essere SEO friendly

Spesso il grande errore di chi gestisce un e-commerce è quello di non sfruttare appieno le potenzialità della SEO nella vendita dei prodotti. Se è vero che in alcuni settori merceologici c’è una concorrenza spietata, preparare il terreno in vista di una possibile risalita nelle SERP di Google è quasi un dovere.

E qui veniamo al primo errore: duplicare i contenuti, scopiazzati da altri e-commerce o dalle schede prodotto delle aziende produttrici. Oltre a essere una pratica sgradita ai motori di ricerca, rappresenta un’occasione persa per rendere la propria descrizione unica e in grado di rispondere all’utente in maniera esauriente: presupposti fondamentali per ottenere un migliore posizionamento e, soprattutto, vendere.

L’ottimizzazione SEO, in particolare la scelta delle parole chiave, va effettuata in base al tipo di merce venduta.

Prendiamo il caso di un modello di box doccia prodotto da un'azienda di sanitari nota. In questo caso, la miglior strategia SEO sarà quella di puntare su una parola chiave del tipo “box doccia marchio famoso”.

Al contrario, se questo particolare del bagno è di un marchio ancora poco conosciuto, l’utente potrà trovarlo soltanto scrivendo “box doccia”. Insomma, l’ottimizzazione per i motori di ricerca varia in funzione dei prodotti che si vogliono vendere.

Le pratiche SEO riguardano la produzione di testi ottimizzati, ma la partita si gioca fin nei metadati, cioè quei tag visibili soltanto ai motori di ricerca. Ancora nel 2018, il “peso SEO” del tag title è importantissimo, per questo in molti casi coincide con la parola chiave principale della scheda prodotto.

Il title, inoltre, in coppia con la meta description gioca anche un’altra importante partita, quella sulle SERP.

La descrizione, in particolare, è il primo microtesto letto dal nostro potenziale cliente, la frase che stuzzica la curiosità del lettore e spinge a fare clic!

[Per approfondire puoi leggere il post: Come scrivere Headings, Title e Meta Tag Description efficaci!]

Una scheda prodotto deve essere anche “human friendly”

Una prima considerazione riguarda il ruolo del copywriting che parla alle persone, e alla risoluzione dei loro problemi: questo modo di scrivere non è poi così lontano dal SEO copywriting. Al contrario, con gli aggiornamenti di Google degli ultimi anni, rivolgersi nella maniera migliore alle persone e cercare di risolvere i loro problemi, significa anche essere premiati dai motori di ricerca.

Ma come si fa a conquistare la fiducia di chi sta leggendo la nostra scheda prodotto? Innanzitutto, parlando la sua stessa lingua. Un esempio è certamente più emblematico di mille parole.

Quello che segue, è lo screenshot di una scheda prodotto di Simplycris.com, e-commerce di un’azienda che produce e vende intimi per grandi e bambini. In questo particolare caso, si tratta di una scheda prodotto relativa a un perizoma, l’intimo più femminile che ci sia, noto per la sua sensualità e un po’ per la comodità. Guarda come viene descritto questo modello di perizoma, per “rassicurare” la potenziale acquirente che è un intimo anche comodo da indossare:

Scheda prodotto di un perizoma venduto da Simplycris

Nel caso di uno slip per bambini, la descrizione è rivolta alla persona che, nel 99,9% dei casi, si occupa di questo tipo di acquisti, vale a dire la mamma, usando un linguaggio informale che prende in giro anche un “vizio” tipico delle mamme italiane:

Scheda prodotto canottiera Simplycris

L’utilizzo di un linguaggio colloquiale cerca anche di lenire, in qualche modo, la mancanza del commesso in carne e ossa, tipico dei negozi tradizionali. A tal proposito, avrai notato come le descrizioni precedenti siano ben strutturate e si concludano con i classici suggerimenti per il lavaggio, l’asciugatura e la stiratura, per non parlare delle informazioni relative al tipo di materiale degli intimi.

E qui veniamo a un altro concetto fondamentale: la tua scheda prodotto è davvero utile?

Risponde a tutte le domande che si sta ponendo il potenziale acquirente? Davvero sta fugando tutti i dubbi che girano nella mente del lettore che è approdato sulla tua scheda prodotto? Se la risposta a queste domande è sempre affermativa, allora la tua descrizione è persuasiva e, soprattutto, in grado di vendere.

Infine, un buon copy per un prodotto online deve essere in qualche modo evocativo, stimolare i sensi che vengono “inibiti” davanti a uno schermo. È vero, ci sono le immagini e la possibilità di scrutare ogni piccolo dettaglio del prodotto, ma un linguaggio evocativo e cinestesico può in qualche modo far vivere delle esperienze sensoriali, come in un negozio vero.

Questa scheda prodotto, a mio parere, riesce nell’intento poiché racconta nel dettaglio come è fatto uno zaino Nitro e i suoi innumerevoli spazi, proprio come se l’acquirente lo stesse indossando e scoprendo:

Scheda prodotto di uno zaino Nitro

Scrivere una scheda prodotto: attenzione all’usabilità

E qui entriamo nel campo della user experience, cioè l’esperienza che vive chi approda sulla nostra scheda prodotto. Inutile girarci intorno: l’attenzione del lettore dobbiamo conquistarcela in pochissimo tempo, altrimenti se ne va e ci “tradisce” con un altro e-commerce.

Da questo punto di vista, nell’abode the fold ci deve essere il succo di ciò che vogliamo comunicare e mettere in mostra. Nella parte inferiore della pagina, poi, scateniamoci con descrizioni dettagliate e informazioni aggiunte che il lettore, a questo punto coinvolto, leggerà fino in fondo.

Per migliorare la lettura delle schede prodotto, in particolare, possiamo ricorrere a:

  • i grassetti, per evidenziare le parole e i concetti chiave;
  • gli elenchi puntati e/o numerati, utili per schematizzare le informazioni più importanti;
  • i video, meglio ancora se dei mini tutorial che mostrano come usare o montare un determinato prodotto.

In conclusione, le schede prodotto se ben fatte possono aumentare la visibilità del tuo e-commerce e migliorare i tassi di conversione.

Sei d’accordo con quello che ho scritto?

Sono davvero curioso di conoscere il tuo punto di vista sulle schede prodotto: fammi sapere la tua opinione a riguardo!

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Lavoro nel campo del web marketing dal 2008. Sono entrato in questo meraviglioso mondo da copywriter, per poi espandere progressivamente le mie competenze in altri settori del digital marketing: dalla SEO alla pubblicità online, fino alla consulenza per piccole/medie imprese e liberi professionisti.
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Damiano Bertuna
Ciò che scrivi è sacrosanto, ma complicato da trasmettere, personalmente mi imbatto spessa in clienti o potenziali tali che pensano che avere un ecommerce sia una passeggiata. Gli aspetti da curare sono tantissimi e quello delle descrizioni è uno dei fondamentali.

Per rendere l'idea alla gente dico sempre che avere un ecommerce equivale ad avere un negozio fisico in termini di "fatica" quotidiana per farlo andare avanti e crescere nel tempo.

Ottimo articolo.
Leonardo Guerrini
Damiano Bertuna
Ciao Damiano,
grazie per il complimento all'articolo e per il tuo contributo.

Effettivamente l'accostamento tra un negozio fisico e l'e-commerce è azzeccato: molte persone credono di avere vita facile, se si "sbarca sul web", per vendere le proprie merci. Forse è per questo motivo che vedono l'e-commerce come il paradiso, non rendendosi conto che ci vuole tanta fatica e i risultati sono tutt'altro che scontati.

Anzi, per molti settori merceologici è un vero e proprio azzardo aprire un'e-commerce...

Quanto meno ci vorrebbe quel minimo di consapevolezza del rischio di non vendere neanche un articolo. E a rendere consapevole di questo rischio il cliente, in teoria, dovrebbe pensarci il consulente o la web agency che si occupa della realizzazione dell'e-commerce.

Siamo certi che questo avviene sempre? :)

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