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Co-branding: quando è una buona idea unire due brand?

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Co-branding: quando è una buona idea unire due brand?

Emanuel Paglicci
Co-branding: quando è una buona idea unire due brand?

Si parla di strategie di co-branding quando due brand compatibili per valori o target decidono di lavorare in sinergia per aggiungere valore all'esperienza di acquisto dei rispettivi target di consumatori.

L’intero è molto più della somma delle singole parti: le persone beneficiano di numerosi vantaggi da un’esperienza di co-branding, molto più che non acquistando singolarmente da ciascun brand.

In queste situazione l’energia a livello emozionale aumenta, iniziano nuove conversazioni, ci sono più interazioni e si crea maggior ronzio intorno ai due brand, che fidelizzano nuovi utenti.

Cosa dire riguardo al futuro del co-branding? Rappresenterà in maniera sempre più imponente la carta vincente da giocare lungo il percorso di conversione del potenziale cliente, perché apporta un’esperienza unica, impossibile da trovare sul mercato senza l’apporto di entrambi i brand.

Il punto di forza del co-branding sta nel fatto che offre il meglio di ciascuno dei due mondi, combinando tra loro concept compatibili e mettendo sotto lo stesso tetto due brand, ognuno dei quali fa leva sulla propria efficacia e immagine.

Fare co-branding significa garantirsi infinite possibilità di business

Tra gli obiettivi principali di co-branding ci sono:

  • far crescere le quote di mercato aziendali

  • aumentare l’audience

  • cambiare il posizionamento percepito

Il co-branding è una vera Scienza dell’Alleanza: nasce dall’incontro di due brand ma nulla vieta a terze parti di unirsi alla partnership.

La lista delle nuove possibilità è infinita.

Un’occhiata ravvicinata ai pro e contro del co-branding

Nel momento in cui i consumatori percepiscono in maniera positiva la strategia di co-branding, ecco che allora questa si rivela un successo anche dal punto di vista dei profitti. Questo perché il prodotto messo sul mercato con la firma del brand partner, costa molto di più!

Un esempio di co-branding? Chi ricorda la Fiat 500 by Gucci? Uscì sul mercato con un rialzo del 52% rispetto al prezzo di una Fiat 500 standard!

Co branding: Fiat e Gucci

7 benefici top delle strategie di co-branding

In qualità di strategia di marketing, il co-branding è quella che senza dubbio si presta di più ad incrementare i ricavi dell’azienda, in virtù della sua scalabilità. Inoltre una partnership tra brand piccoli o di media grandezza è altrettanto produttiva rispetto a due grandi player del mercato che entrano in campo.

Ecco i principali vantaggi tattici e strategici del co-branding:

  1. Introduce prodotti o servizi di un brand ai consumatori dell’altro

  2. Rappresenta una notevole riduzione dei costi per la pubblicità

  3. Accresce il fascino di un prodotto o servizio

  4. Riposiziona un brand con un appeal più elevato

  5. Allarga la fetta di mercato dal punto di vista geografico

  6. Permette a un brand più piccolo di potenziarsi e a uno più grande di focalizzarsi su una nicchia

  7. Dà origine al cosiddetto spillover effect: un effetto secondario positivo che altera la prima impressione negativa.

5 rischi frequenti che il co-branding comporta

Le strategie di co-branding sono efficaci e produttive da vari punti di vista, come abbiamo appena esaminato: a patto però di scegliere il partner giusto! Senza budget da superstar a disposizione né la capacità di resilienza di un grande brand, i business più piccoli dovranno procedere con cautela e prestare attenzione ai dettagli della nuova partnership, come se si trattasse di scegliere un fornitore.

Ecco i 5 step da seguire per ridurre i rischi da co-branding azzardati:

  1. Identifica i partner con i quali hai un’intesa profonda

  2. Collabora con partner che rispecchiano i valori del tuo brand

  3. Scegli partner leader nel loro settore

  4. Crea un programma strategico con brand complementari al tuo

  5. Tieni traccia di ogni comunicazione e delinea un contratto

Perché il co-branding è spesso trascurato

Ciò che è bene non perdere mai di vista è che il tuo brand viene comunque e sempre prima di tutto e va protetto.

I business più piccoli spesso trascurano le strategie di co-branding per tre ragioni in particolare:

  • Paura che i rischi superino gli aspetti positivi

  • Pensiero errato secondo il quale le nuove opportunità semplicemente arrivano da sole

  • Mancanza di una visione strategica nel marketing del brand

E invece, quando sviluppiamo partnership di co-branding, con la giusta tattica e strategia, ecco che queste si trasformano in potenti strumenti di marketing.

6 consigli per fare co-branding con successo

Consigli personali ma basati su esperienze reali vissute con i nostri clienti:

  1. Effettua ricerche, valuta con cautela, comprendi a fondo la mission del tuo partner

  2. Assicurati che il tuo brand sia realmente sullo stesso piano dell’altro e che i benefici siano reciproci

  3. Proteggi il logo del tuo brand e l’integrità del marchio

  4. Struttura due campagne differenti: una con obiettivi personali e l’altra con obiettivi congiunti (monitorando il ROI di entrambe)

  5. Sviluppa una brand strategy, assegnando compiti e responsabilità nonché scadenze ai singoli individui

  6. Comunica. Comunica, comunica.

Il Co-Branding nell’era digitale

Quella digitale è la nuova era della conoscenza. Il mondo online è il luogo in cui storytelling portentoso e strategia si incontrano per far in modo che ogni business, piccolo o grande che sia, incontri il proprio pubblico di potenziali clienti.

I social network giocano un ruolo cruciale, a ben vedere sono il primo dei posti in cui il co-branding si manifesta, se pensiamo alle relazioni che il brand instaura con influencer e brand ambassador.

Co-branding: il questionario che ti aiuta a decidere

Abbiamo visto come una strategia di co-branding può giovare moltissimo alla tua azienda: se di piccole-medie dimensioni per affermarsi sul mercato, se invece si tratta di un brand già noto e imponente, il co-branding rappresenta la carta vincente per focalizzarsi su una nicchia specifica di consumatori, magari “più” alto-spendente, sfruttando la soddisfazione aumentata del cliente per vendere di più.

Per valutare, a partire da oggi stesso, la possibilità di una partnership e cominciare a delineare un progetto ed una strategia di marketing efficaci, ecco alcune semplici domande sulle quali sviluppare importanti considerazioni.

  1. Quali partnership di co-branding innovative ti hanno impressionato negli ultimi tempi?
  2. Saresti propenso ad utilizzare il co-branding come parte integrante della strategia di rivitalizzazione della tua azienda?

  3. Hai già in mente alcuni potenziali partner di co-branding per il tuo business?

  4. Hai già obiettivi ben delineati per la tua eventuale campagna di co-branding?

Si tratta di domande parimenti importanti ai fini della della definizione di una strategia di co-branding e della progettazione di un piano strategico di marketing per la tua azienda.

Su un punto però, in particolare, vorrei soffermarmi per alcune considerazioni conclusive.

Nel punto 2 ho fatto cenno alla rivitalizzazione del brand: una ventata di novità, rinnovamento, cambiamento, trasformazione per ridare linfa vitale alla tua azienda e impennare il business. Un punto importante su cui concentrarsi, altrimenti detto re-branding.

Una strategia di co-branding potrebbe rappresentare un ottimo punto di partenza per un re-branding aziendale.

L’occasione d’oro per svecchiare l’immagine aziendale e proporne una agile, fresca, innovativa, insomma in linea con le moderne richieste del mercato. La chiave del successo sta nell’attirare l’attenzione di nuovi e sempre più numerosi clienti in target e la collaborazione commerciale con il giusto partner non può che permetterti di raggiungere in modo più veloce l’obiettivo preposto.

E, infine, se differenziarsi sul mercato diventa un’impresa sempre più difficile a causa della concorrenza agguerrita nel settore, ecco che una campagna di co-branding permetterà il salto di qualità che aspettavi da tempo per le tue performance.

Potresti proporre un approccio inusuale nel tuo campo e rivoluzionare così l’esperienza del tuo utente finale, ad esempio semplificandogli la vita o facendo chiarezza in un ambito di per sé nebuloso e ostico, come quello assicurativo o finanziario.

Come hai visto il co-branding offre interessanti vantaggi ma può riservare anche grandi rischi.

Ora voglio metterti alla prova. Immagina il miglior sodalizio tra brand della storia: quali sarebbero le aziende coinvolte?

Puoi far riferimento a campagne che si sono già verificate e che ti hanno colpito particolarmente. Oppure puoi pensare a brand che insieme farebbero scintille ed essere il primo a proporre una loro sinergia.

Ricorda: sii creativo ma non perdere mai di vista la coerenza e i valori dei brand coinvolti!

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Emanuel Paglicci è Marketing Director presso Ander Group SA. 10+ anni di esperienza internazionale e un primo e-book: Attira nuovi clienti e vinci la concorrenza con la lead generation. Ad aprile 2018 è uscito il suo libro "I contatti servono se sai trasformarli in clienti ricorrenti" edito da Dario Flaccovio.

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Co-docente del corso: APF Specialista in Marketing presso Swiss Management School (SMS School)

Formatore con 15 certificazioni in Inbound Marketing, Sales e Growth Driven Design, è guest author nel blog SEMrush, su Ticinonews e sulla rivista Ticino Management.

Autore delle pubblicazioni:
>> “Healthcare and Insurance Companies: How ESG Scorecards Can Be a Sustainable Solution for Both”, del Polytechnic Institute of New York University.
>> “How To Transform Perfect Strangers into Paying Customers”, edito da Business Express Press (New York).
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Daryana Solntseva
Ottimo articolo! E’ importante anche tenere a mente che i vantaggi di un’attività co-branded dovrebbero essere reciprocamente proficui e vantaggiosi :)
Emanuel Paglicci
Daryana Solntseva
Ciao Daryana, grazie e sono d'accordo al 100% con quanto hai detto. :)