Intervista a Enrico Altavilla: cosa aspettarsi da SeriousMonkey e una chiacchierata sulla SEO

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Intervista a Enrico Altavilla: cosa aspettarsi da SeriousMonkey e una chiacchierata sulla SEO

Valentina Pacitti
Intervista a Enrico Altavilla: cosa aspettarsi da SeriousMonkey e una chiacchierata sulla SEO

Il 22 e il 23 maggio si terrà a Milano "SeriousMonkey", l'evento formativo sulla SEO organizzato da Enrico Altavilla.

Un'occasione golosa per chi studia e ama la SEO, due giornate intense, la prima con un focus strategico, la seconda dedicata agli aspetti più tecnici della materia, in cui non solo si vedrà la teoria ma si parlerà soprattutto di come mettere in pratica strategie efficaci per guadagnare e mantenere buone posizioni nelle pagine dei risultati di ricerca.

Incuriositi dalle prime anticipazioni di Altavilla sull'evento e dal corposo programma pubblicato sul sito di SeriousMonkey, abbiamo deciso di chiedere al suo organizzatore di raccontarci qualche dettaglio in più e di svelare ai lettori del blog di SEMrush cosa aspettarsi da questo evento formativo di alto livello sulla SEO.

Non solo: come potete immaginare, è difficile parlare con Enrico Altavilla e non chiedergli qualche consiglio pratico, qualche suggerimento per fare meglio sul web. E infatti non ci siamo riusciti: nell'intervista che troverete qui di seguito parliamo anche di consigli di ottimizzazione delle risorse e dei peggiori errori SEO mai visti, di scenari futuri, con i motori di ricerca che potrebbero anticipare le richieste degli utenti, e di possibili competitor per Google.

Pronti per scoprire le anticipazioni di Enrico Altavilla?

Ecco la nostra intervista con cui scaldiamo i motori in attesa del 22 maggio, quando si apriranno le porte di "SeriousMonkey".

Con che idea di esperienza formativa è nato SeriousMonkey?

Enrico Altavilla: "SeriousMonkey è un evento SEO che rappresenta una bella sfida e ho deciso di pormi due obiettivi. Il primo è quello di incentrare l'evento su metodologie: step da seguire che gli iscritti possono applicare una volta tornati al lavoro per migliorare i risultati dei propri progetti. Il secondo obiettivo è quello di proporre solo temi SEO concreti ma avanzati, evitando nozioni base e banalità. È sicuramente un evento di formazione SEO con un focus sulla utilità dei contenuti."

Che cosa dobbiamo aspettarci da SeriousMonkey? 

E. A.: "Mi piacerebbe contribuire a colmare una lacuna che osservo da anni nel settore SEO: tante capacità tattiche ma pochi elementi di strategia. Per esempio, ancora oggi osservo tanti eCommerce che possiedono profonde carenze SEO semplicemente perché a monte non è stata svolta in modo efficace un'analisi del mercato, di ciò che i consumatori desiderano e di come esprimono le proprie esigenze sui motori di ricerca. La conseguenza è che i siti non possiedono sezioni che sono invece indispensabili per acquisire larghe fasce di potenziali clienti.

Detto in modo molto diretto: queste aziende stanno rifiutando denaro senza rendersene conto. 

Con SeriousMonkey punto ad aggiustare un po' il tiro ed è per questo che la prima giornata dell'evento sarà dedicata interamente alla spiegazione di metodi utili alla fase di pianificazione e strategica della SEO: metterci la testa prima di muovere le mani. La seconda giornata dell'evento sarà invece incentrata sugli aspetti SEO tecnici, sicuramente più tattici, ma non per questo meno importanti. Insomma, "roba tosta" ;) pensata per i SEO che desiderano fare un passo avanti."

Parlando di SEO: pensi che le strategie di ottimizzazione per i motori di ricerca cambieranno nei prossimi 5 anni? Come ti immagini che possa evolvere Google?

E. A.: "È molto facile predire una società in cui i servizi di ricerca saranno sempre più pervasivi e trasparenti all'utente finale. Si va in direzione di un Google onnipresente, in grado di assistere l'utente a prescindere dal contesto e dal luogo. Il segnale più evidente di questa evoluzione si osserva nel già ampio uso dei dispositivi mobile, ma pian piano si faranno strada anche nuove interfacce di comunicazione con i motori di ricerca e con Internet, per esempio i dispositivi per la casa da usare esclusivamente con la voce.

La SEO sta già cambiando ed è destinata a cambiare ulteriormente, proprio perché l'interfaccia tra utente e motore non è più prevalentemente un box dove scrivere testo.

Già noi SEO stiamo un po' arrancando, per esempio esistono molti servizi che calcolano indici di visibilità di un sito su Google, ma non tutti forniscono indici separati tra visibilità su desktop e visibilità su mobile, nonostante il canale mobile meriti spesso una valutazione a sé stante.

Allo stesso modo, lo studio di ciò che gli utenti cercano sui motori dovrà adeguarsi al fatto che i cambi di interfaccia comportano anche un cambio del linguaggio: le query di ricerca vocali sono sicuramente più discorsive rispetto a quelle digitate. La conseguenza è che i SEO eccessivamente incentrati su concetti quali la "selezione di keyword" faranno qualche fatica ad adeguarsi ad un motore di ricerca che desidera fornire risultati utili a prescindere dalle parole con cui gli utenti si sono espressi.

Mi attendo quindi che sia i SEO sia i tool che essi usano si adegueranno per andare incontro a questo nuovo scenario in cui le interazioni tra utenti e motori avvengono in più modi, attraverso interfacce diverse e inducendo gli utenti ad esprimersi attraverso linguaggi differenti."

Immagini mai l’affermazione di un competitor di Google? Da dove potrebbe arrivare? E come potrebbe essere migliore un motore di ricerca?

E. A.: "No, in occidente non immagino l'affermazione di un serio competitor di Google. Non escludo tuttavia a priori che qualche colosso orientale riesca a far breccia un minimo in occidente anche a furia di grandi investimenti, ma più che una previsione è un auspicio alimentato dalla curiosità di vedere come Google si comporterebbe di fronte ad un avversario più agguerrito degli attuali.

Una miglioria per tutti i motori di ricerca sarebbe quella di prendere un po' le distanze dal concetto di "query" (interrogazione esplicita del motore) e curare più la parte predittiva, permettendo all'utente di ricevere supporto prima ancora che vi sia una richiesta esplicita.

Sono personalmente affascinato da questo possibile scenario perché non solo cambierebbe il paradigma attuale con cui gli utenti usano i motori, ma anche perché cambierebbe la natura del settore della SEO, che ha sempre fatto parte dell'inbound marketing proprio in virtù del fatto che l'interazione col motore veniva sempre iniziata dall'utente. In un mondo di notifiche push e assistenti virtuali, questo modello è destinato a cambiare."

Quali sono i peggiori errori SEO che hai visto fare?

E. A.: "Nel corso degli anni ne ho visti fare parecchi, ma oggi direi che il peggiore è quello di fare SEO in modo tattico e senza valutare prima gli aspetti di mercato e di marketing del progetto al quale si deve lavorare. Senza un approccio di quel tipo nascono a catena tanti tipi di errore SEO, per esempio quello di "tradurre un sito", quando in realtà l'obiettivo è quello di rendere un'offerta commerciale compatibile con la richiesta di mercati differenti."

Parliamo di dati strutturati: hai un caso studio sull'effettiva efficacia di questi elementi?

E. A.: "Non personale ma, giusto per fare un esempio, nel corso degli anni ho letto il risultato di diversi test che mostravano come le "aggregated review" e le relative "stelline" che Google mostrava in SERP potevano essere benefiche per indurre gli utenti a fare più click.

Banalmente, se ci si differenzia dai competitor sulla SERP e si induce il motore a mostrare un elemento che attrae l'occhio e l'attenzione dell'utente, si ha una chance in più di ottenere una visita sul sito.

Non appena avrò un po' di tempo mi piacerebbe fare un test personale sui dati strutturati che è possibile fornire a Google non attraverso i contenuti del sito ma attraverso la modifica dei dati strutturati di WikiData, a cui Google attinge per popolare il proprio Knowledge Graph."

Nella sua ultima ricerca SEMrush ha analizzato gli errori che incidono più pesantemente sulle prestazioni dei siti web. Lo studio ci dice che il 68% dei siti analizzati non minimizza i file JavaScript e CSS. Ci dai qualche consiglio per ottimizzare questi elementi?

[Per vedere i risultati dello studio: Ricerca sulle prestazioni dei siti web – SEMrush 2018]

E. A.: "Su JavaScript ci sarebbe da scrivere tanto, in questa sede mi limito a dire che i contenuti di un sito generati da JavaScript non sempre vengono percepiti da un motore di ricerca e che motori di ricerca diversi hanno diverse capacità di gestione del JavaScript. Per esempio, del codice JavaScript correttamente eseguito da Google potrebbe dare grattacapi a Yandex, quindi fare SEO per un sito che ha obiettivi su mercati in cui Yandex è utilizzato implica dover stabilire a monte come gestire anche quei motori che non hanno un pieno supporto di JavaScript. Il secondo problema con JavaScript è che codici eccessivamente lunghi o complessi possono rallentare il disegno delle pagine web da parte di browser e spider dei motori, il che può avere ripercussioni sulla qualità dell'esperienza di navigazione degli utenti e di conseguenza sull'opinione che Google o altri motori si faranno sul sito. L'obiettivo è dunque quello di produrre codice JavaScript snello e di gestirlo in modo che i visitatori di una pagina non eseguano codice JavaScript non necessario per quella specifica pagina. Questo è un fenomeno purtroppo comune.

Riguardo i CSS, è suggerito semplificarli e usare per ogni pagina solo quelli indispensabili per quella specifica pagina. L'ottimizzazione di JavaScript e CSS rientra tra le varie tecniche di ottimizzazione delle performance e della reattività dei siti. A voler essere rigidi non è un tema strettamente SEO ma oggi la SEO si è estesa molto e infatti a SeriousMonkey ci sarà un intervento sull'ottimizzazione delle performance dei siti, su come farlo con tecniche al passo coi tempi e su un tool ufficiale di Google che svolge diverse analisi sulle performance di un sito e persino una sua semplice (*molto* semplice) "valutazione SEO"!"

Mancano pochi giorni per SeriousMonkey: l'appuntamento è per il 22 e il 23 maggio a Milano ma puoi seguire l'evento anche in streaming. Per ulteriori dettagli dai un'occhiata al sito.

E tu parteciperai a SeriousMonkey?

Faccelo sapere nei commenti!

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Responsabile del Blog italiano di SEMrush.
Copywriter, appassionata di social media e nuove tecnologie, amo trarre ispirazione dalla realtà per sperimentare nuovi contenuti e nuove forme di comunicazione. Viaggiatrice e cittadina del mondo, ho scelto come casa Madrid.
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