Il Growth hacking spiegato dagli esperti a MBSummit

Quando si parla di Growth hacking si ha spesso a che fare con il mondo delle startup e dell’innovazione. È un nuovo termine per coniare una metodologia atta a migliorare quelli che sono i collegamenti tra marketing, prodotto e business. Una delle definizioni che ho trovato più calzanti sul tema è questa:

Il Growth hacking è un processo di sperimentazione rapida sul prodotto e sui canali di marketing per trovare il modo più efficiente per far crescere un business.

Un termine coniato da Sean Ellis nel 2010.

Il Growth hacking sarà uno dei temi del Marketing Business Summit del prossimo 23 e 24 novembre in cui 32 relatori internazionali ci spiegheranno in modo pratico e concreto metodologie (SEO, ADV, Social,...) per far crescere il proprio business.

Le applicazioni riguardano diversi campi e con un processo sistematico si possono individuare i metodi per fare crescere il business aziendale, sia online che offline.

Strategie concrete di Growth hacking a MB Summit

In queste pillole di intervista alcuni dei relatori del summit ci danno il loro punto di vista sul Growth hacking e ci offrono alcuni spunti su cui riflettere per capire cosa sta accadendo nel web marketing. Alcuni di loro ci svelano anche alcune tecniche pratiche di Growth hacking che hanno sperimentato con successo per far crescere il loro business.

Benedetto Motisi, Consulente Web Freelance presso Jedi Consulting

MB Summit 2017: Benedetto Motisi

Per dirla con Federico Simonetti e Luca Barboni, autori di Growth Hacking. Fai crescere la tua impresa online (Flaccovio), parliamo di hacking della crescita, ovvero di trovare il canale di marketing migliore e in breve termine per fare esplodere un business. Per dirla con me - nerd di vecchia scuola - è come quando si metteva l'acceleratore grafico (la buona vecchia Voodoo) alla propria scheda video. 

Insomma, stiamo parlando di un mood, di un approccio al web marketing più focalizzato, e che ben si sposa ad esempio con le pratiche SEO. Nella mia ottica, ma stiamo parlando di puro esercizio di stile, anche una campagna di link building particolarmente aggressiva, può essere considerata un hacking al posizionamento - seppure qui dobbiamo fare i conti con il camminare sulla lama del rasoio di Google che, come sappiamo, è ben affiliato. Continuando con la metafora del Barber shop, e non perché i due bravi autori italiani citati hanno delle barbe di tutto rispetto, è un po' come applicare il principio del rasoio di Occam al marketing, ovvero eliminando subito le ipotesi (i canali) superflui.

Gaetano Romeo, CEO presso Digital Laboratory

MB Summit 2017: Gaetano Romeo

Il Growth hacking, a differenza di quanto in molti affermano, non è una moda del momento, ma
è un termine utilizzato negli Stati Uniti addirittura nel 2010.

Il concetto di Growth hacking si sposa alla perfeziona con le start up, infatti il growth hacker
viene visto come personaggio da start up digitali per antonomasia. Concetto che mi trova d’accordo parzialmente in quanto, se è vero che solitamente le start up hanno budget ridotti ed il professionista è costretto ad inventarsi idee brillanti a basso budget, ciò non vuol dire che anche chi goda di liquidità più elevate non possa avere necessità di avere in squadra un tipo mezzo nerd tecnico e mezzo markettaro. Sì, perché la caratteristica principale di un growth hacker è proprio questa, ovvero una personalità doppia che mescola ampie conoscenze tecniche di programmazione a quelle di marketing.

La fusione delle sue due anime dovrebbe dar vita a cocktail scoppiettanti.

Personalmente non mi definisco un growth hacker, anche se di base potrei possedere le
caratteristiche elencate, ma da tempo ormai lavoro per progetti tipici di start up. In passato
invece mi piaceva molto usare il canale Google Grants: instaurando rapporti con le
associazioni onlus, sfruttavamo le loro campagne (ovviamente anche loro avevano un ritorno importante) per aumentare la brand identity del nostro prodotto, quindi facendo del vero e proprio co-marketing.

Riccardo Mares, Digital Manager presso Studio Cappello

MB Summit 2017: Riccardo Mares

La SEO oggi deve essere intesa come un'attività ad elevato regime di coordinamento con tutte le attività del marketing e della comunicazione. La SEO oggi è nulla se non integrata in un progetto strategico di Inbound Marketing. Certo, ancora oggi valutiamo il traffico organico, valutiamo i posizionamenti, valutiamo la qualità strutturale di un sito e la qualità dei contenuti. Quello che invece costituisce il vero Growth hacking è rendere l'apporto della SEO come qualcosa di fondamentale per collegare l'utenza con il sito internet.

In termini più banali, la SEO è colei che permette di chiudere il cerchio tra le richieste dell'utenza e le risposte del sito. Banalità che al crescere di quantità di informazioni, di prodotti e di esigenze si trasforma in un'entità complessa e strategica, che permette di sostenere il sito e assicurare una base stabile (e crescente) di vita online.

Debra Mastaler per MB Summit 2017

Internet funziona 24/7 ed è estremamente competitivo; riuscire a reagire rapidamente, utilizzando metodi di marketing non convenzionali e combinati è importante e necessario per farsi notare. Chiunque cerchi di accedere a una nicchia già satura o occupata rischia di venir messo da parte dai competitor se non è in grado di guadagnare rapidamente una quota di mercato e / o l'attenzione del pubblico.

I growth hacker cercano di far crescere la loro audience rapidamente e con un budget limitato: guardano una situazione in nuovi modi e trovano occasioni per sfruttarle eticamente.

Esempi noti come programmi di referral e partnership esclusive sono modi veloci ed economici per entrare in un mercato competitivo. Idem l’offerta di strumenti gratuiti come un modo per generare buzz e inviare traffico a un sito. Queste tattiche che si auto-alimentano mi piacciono, mi piace l'idea di utilizzare i clienti esistenti per convincerne di nuovi, ma trovo interessanti anche le tattiche un po’ più graffianti che comportano commenti e annunci provocatori mirati sui social network.

Conosci il tuo pubblico prima di iniziare e selezionare la tua tattica sarà più facile. Non importa cosa farai per attirare la sua attenzione, ma assicurati che il tuo sito sia ben fatto e carichi rapidamente. Guadagnare pubblico per le tue pagine è metà della battaglia, mantenerlo è l’altra metà.

Andrea D'Ottavio, Digital Entrepreneur & CEO di Webing

Andrea D'ottavio al Marketing Business Summit 2017

Mi occupo di growth marketing da diversi anni ormai e queste sono due delle tattiche che utilizzo di più ultimamente. Sono molto efficaci, indipendentemente dall'aggiornamento dei social su cui possono essere applicate.

La prima: come espandere velocemente il proprio network su LinkedIn e ottenere visibilità gratuita sui propri contenuti. La tattica di base l'ho definita del "boomerang": visitare i profili di altre persone e aggiungere connessioni, per ricevere indietro visite al proprio profilo e visualizzazioni dei propri post e articoli. Quando visiti un profilo su LinkedIn, il profilo visitato riceve una notifica che lo informa della visita. Generalmente, poiché siamo esseri umani curiosi sempre in cerca di opportunità, clicchiamo sulla notifica per scoprire chi è venuto a sbirciare il nostro profilo. Immagina cosa significa scalare questa attività: avere centinaia di visite al proprio profilo e ottenere visibilità gratuita anche per i propri post e articoli, e magari anche qualche like e commento. Poiché questa attività può però diventare parecchio time-consuming, utilizzo un'estensione di Chrome attraverso cui visito automaticamente i profili e, in alcuni casi, faccio anche una selezione degli utenti da aggiungere al mio network tramite un messaggio "personalizzato". Espandendo il tuo network, avrai maggiori opportunità di business e di networking e potrai anche creare delle custom audience su Facebook (a partire dagli indirizzi email dei tuoi contatti su LinkedIn).

L'altra tattica di Growth hacking che consiglio di utilizzare negli ultimi tempi è su Instagram: se hai un negozio online, invece di linkare la home del sito web nella bio, puoi creare una landing page ad hoc che contenga tutte le foto che posti su Instagram. Idealmente, se ad esempio vendi abbigliamento online, i tuoi post su Instagram potrebbero essere le immagini dei prodotti che vendi, oppure degli outfit. Ecco, crea una landing con tutti gli embed. Per ogni prodotto aggiungi una descrizione, il prezzo e un pulsante con call to action (es. "Acquista ora"). Linka il pulsante al prodotto nel tuo ecommerce et voilà. Rimarrai sorpreso da quanto traffico gratuito puoi ottenere da Instagram.

Alessandro Notarbartolo, CEO di Tabbid.com

MB Summit, edizione 2017: Alessandro Notarbartolo

La gestione di un progetto come Tabbid comporta un Growth hacking continuo che diventa più un modus operandi settimanale per trovare la via migliore per avere risultati interessanti di crescita.

Come ho sempre sostenuto, la crescita di un servizio/prodotto è determinato dall’incontro delle esigenze di chi lo utilizza, il famoso Target. Trovare il processo ideale che porta a una crescita veloce passa, a mio parere, dall’essenza del significato. Considerando che tutto nasce dalle sensazioni e dalle emozioni dell’essere umano, un processo semplice e basilare di Growth hacking parte dal cosiddetto “BAR”, ossia dal punto zero, dove le persone danno gli input essenziali per poi procedere con il processo pratico della validità della soluzione.

Cosa faccio nel pratico? Ascolto le voci dei clienti quando sono al Bar, quando parlano di lavoro, prendo nota dei termini e mi appunto le loro reali esigenze. Lato back-end faccio le mie ricerche di volume relative ai termini che ho appuntato e cerco di capire se bisogna apportare delle variazioni al processo di identificazione del servizio utente. Giornalmente verifico i dati di ricerca su SEMrush e li confronto con i dati di risultato di Google Analytics, verificoil trend ed il miglioramento per poi apporre la modifica della pagina di atterraggio (landing page) settimanalmente.

Questo è il mio Growth hacking molto basic ma pratico, che ha permesso Tabbid di partire da poche visite al mese (20) fino a raggiungere 1400 visite giornaliere con un tasso di conversione dei suoi servizi che per ora è del 6%.

Conclusioni

Il Growth hacking è un’attività a lungo periodo, serve un team di persone in grado di comprendere i processi, sperimentare e trarne analisi in grado di migliorare il sistema o il prodotto.

Non è l’unica soluzione o la bacchetta magica ai tuoi problemi ma è sicuramente un nuovo approccio che può aiutarti a capire eventuali criticità per correggerle e proseguire sulla strada giusta.

Attenzione: a ottobre solo SEMrush ha uno sconto di ben 60€ per Marketing Business Summit 2017 , il codice sconto è sempre lo stesso.

Per acquistare il biglietto scontato clicca qui.

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Marco MaltraversiMarco Maltraversi, organizzatore dell’ evento MBSummit, è Founder e CEO di YourDigitalWeb, Web Agency. Ingegnere informatico e autore del libro “SEO e SEM Guida Avanzata al Web Marketing“ e del libro "SEO AUDIT AVANZATO", opera nel web da oltre 15 anni con passione, tecnica e curiosità. Docente del Master in Web Communication in Social Media Marketing e del Master in Marketing Management del Sole24Ore, docente IUSVE, è uno dei SEO italiani più attivi. Skills: Search Engine Optimization, Search Engine Marketing, Web Marketing Strategy, Web Tools, Engineering Development. MARKETING BUSINESS SUMMIT 2020 https://www.mbsummit.it CORSO SEO ONLINE - DEEPSEO https://www.deepseo.it
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