Growth Hacking: ma è veramente solo una moda?

Questo che stai per leggere è un articolo che va letto tutto d’un fiato, perché non mi soffermerò molto su tecnicismi e iperbole da super nerd, ma vorrei analizzare con te mio caro amico cosa sta succedendo nel settore digital in Italia.

In particolar modo il mio post nasce da una serie di discussioni che ho visto di recente su Facebook, dove anche illustri colleghi si chiedevano: Ma alcuni anglicismi sono forzature e mode del momento o in realtà c'è una base solida alle spalle?

Web marketing, online marketing, digital marketing,... Mio Dio, ma in che settore lavoro?

Perché si parla tanto di growth hacking

In una delle discussioni più accese, qualcuno faceva notare come ormai, purtroppo, vi siano troppe persone che s’improvvisano “guru” o “evangelist” di settore e per giustificare questo loro ruolo da super mentore hanno bisogno di inventarsi nuovi ruoli.

Ti giuro caro amico lettore di SEMrush che ho anche visto persone definirsi “life influencer”! Ma quando ti definisci influenzatore delle vite altrui, quali sono le KPI che ti poni come obiettivo? Influenzi la vita amorosa del soggetto che ti paga una fee mensile o semplicemente lo influenzi nella scelta del mutuo migliore?

Bando alle ciance e scherzi a parte, effettivamente ormai se ne vedono di cotte e di crude e capisco come sia facile far partire flame di prese in giro, in fondo il gioco degli acchiappa like piace a tutti no? Però adesso, dopo aver fatto un’introduzione in perfetto stile Gaetano Romeo, molto scherzosa e simpatica, vorrei concentrarmi su un termine che va molto di moda attualmente, così di moda che il 99% delle persone  non è capace di pronunciare correttamente: il Growth Hacking. Ovviamente io faccio parte di quell’importante fetta di popolazione italiana che è capace di pronunciarlo perfettamente :)

Web marketing e Growth hacking, ma non sono la stessa cosa?

Che cos'è il Growth hacking?

Ho sentito da più parti affermare, alcuni addirittura dichiaravano di possedere il santo Graal, che il termine Growth hacking è solo un modo diverso, ma molto più fico, di definire il concetto di Web marketing o Marketing online.

In realtà tale affermazione non è solo grossolana, ma è veramente errata e fuorviante per tutti quelli che si approcciano alle nostre professioni, ma andiamo piano dando le definizioni canoniche per queste due attività e se mi seguirai fino alla fine ti svelerò un segreto che veramente in pochi sanno.

Cosa è il Web marketing?

Il web marketing non è altro che marketing applicato al web, si differenza dal suo cugino tradizionale, ma non puoi pretendere di fare marketing online se non hai almeno una minima infarinatura di marketing tradizionale. Attente analisi dei vari segmenti di mercato, benchmark e offerte ad hoc rappresentano la conditio sine qua non di una tipica attività di web marketing. Lo scopo ultimo di ogni strategia/campagna dovrebbe essere quello di costruire funnel di vendita, in maniera tale da generare Lead per i propri clienti.

Quali sono i canali del Web marketing?

Funnel di marketing: tutti i canali

All’interno di questo macro concetto si potrebbe inserire a sua volta l’idea di inbound marketing, quindi in una strategia di web marketing i principali canali sono rappresentati da:

  • SEO
  • Attività social
  • Advertising (Adwords, Facebook ads, etc)
  • DEM
  • Email Marketing
  • Content Marketing
  • Affiliate marketing

Questi sono i principali canali che una strategia di web marketing è solita utilizzare.

E quindi cosa è il Growth hacking?

Un nuovo metodo di fare marketing: scientifico, misurabile e scalabile - dicono giustamente Luca Barboni e Federico Simonetti nel loro bellissimo libro.

In effetti il Growth hacking utilizza tutto quanto ci siamo detti nei paragrafi precedenti, ma la differenza fondamentale sta nel fatto che il più delle volte il growth hacker è una via di mezzo tra un tecnico nerd ed un marketer. La doppia anima tecnico-markettara gli permette di lavorare con budget molto, ma molto bassi cosa che però non gli impedisce di ottenere risultati eclatanti.

Il growth hacking è principalmente una tipologia di marketing destinata alle start up in quanto quest’ultime spesso sono costrette a lavorare con budget veramente limitati e limitanti. La differenza con il web marketing dei ricchi sta nel trovare l’intuizione a basso costo che rende il progetto appetibile per la nicchia di riferimento.

Qualche esempio di azienda che ha raggiunto il top grazie ai growth hacker

Sembra difficile da credere, ma una miriade di colossi multinazionali hanno iniziato con budget inesistenti e sono diventati grandi grazie alle intuizioni di un groth hacker. In particolar modo:

  • Hotmail
  • Twitter
  • Airbnb
  • YouTube
  • Facebook (solo per certi versi)

Quindi Growth hacking è solo un termine che va di moda?

Com'è nato il Growth hacking? Ecco il primo libro sull'argomento

Caro amico lettore ti avevo invitato a seguirmi fino alla fine e ti ringrazio di averlo fatto, perché adesso ti svelerò il segreto (che poi non è così segreto) di cui ti ho parlato nei paragrafi precedenti.

Il termine Growth hacking non è per nulla un concetto moderno, anzi risale al 2010.

Per fare giustizia al concetto mi piace citarti per intero un piccolo paragrafo tratto dal libro “Growth Hacking fai crescere la tua impresa online" di Simonetti e Barboni.

Sean Ellis non aveva alcuna intenzione di dar vita ad un movimento. La nascita del termine Growth hacking dipendeva semplicemente dal bisogno di definire un modo di lavorare sul prodotto e sulla comunicazione del prodotto, fondamentalmente diverso da quello che tutti noi oggi definiamo marketing.

Oni volta che Sean si confrontava con investitori, marketer e altri colleghi doveva specificare la sua visione sul modo di fare marketing per lanciare una start up. La cosa cominciava a diventare frustrante... Così per evitare di ripetersi ogni volta, preferì coniare un nuovo termine. Da quel momento diversi influencer attivi nel settore del marketing per start up hanno colto la palla al balzo per dire la loro sul Growth hacking

— Luca Barboni e Federico Simonetti

L’estratto del primo libro in Italia dedicato al Growth hacking ci apre gli occhi e ci dovrebbe far capire che prima di sparare sentenza e sentirci in obbligo di dare la nostra opinione dovremmo studiare e impegnarci di più per conoscere a fondo ogni ramo del nostro settore. Sinceramente consiglio l’acquisto del libro per chi dovesse avere ancora dubbi e ci tengo a porre l’accento sul fatto che non conosco personalmente e nemmeno online i due autori, ma per la qualità e gli argomenti trattati è un libro che devi leggere e fare tuo.

Potrebbe esserti utile leggere anche 2 post che abbiamo pubblicato sul nostro blog: 

Ti è stato utile questo post?

Spero di averti offerto qualche spunto utile sul Growth hacking.

Se ti va di continuare la discussione o approfondire qualche aspetto legato a questa tematica, lascia qui il tuo commento!

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Gaetano RomeoGrowth Manager, Start up mentor e Advisor di diverse aziende, Gaetano è nato a Palermo nel 1979, laureato in Lingue e letterature Euro-Americane, muove i primi passi nel digitale nel 2003 lavorando per piccole realtà locali. Fondamentale la sua esperienza tedesca, che lo stesso Gaetano ritiene di importanza capitale per la sua formazione non solo tecnica, ma anche umana. A Berlino, Gaetano lavora per multinazionali quali StudiVZ nel 2006, una sorta di Facebook tedesco, diventando Country manager per l’Italia, Zalando e Groupon in qualità di consulente, nel 2008 lavora a Monaco in qualità di Head of SEO per MYDAYS Italia, dal 2010 ha gestito a Milano SEO Romeo, successivamente divenuta Digital Laboratory, una delle realtà digitali più importanti in Italia. Adesso si occupa di far crescere le start up più interessanti, business advisor di notizie.it e top brand influencer di Semrush. Direttore editoriale collana digital generation per il gruppo Maggioli e direttore della Pambianco Academy, Advisor e socio di Notizie.it Autore dei libri Trova lavoro con il web, SEO & Inbound marketing e SEO per e-commerce.
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