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Luca Carchesio

Guida al Disavow Tool di Google

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Luca Carchesio
Guida al Disavow Tool di Google

Cos’è il Google Disavow Tool? A cosa serve e perché dovresti tenerlo in considerazione o almeno conoscerlo approfonditamente?

Il Google Disavow Tool, nato nell’Ottobre del 2012, è un ambiente e/o sezione presente nella Google Search Console ideato dallo stesso Google per permettere ai webmaster e ai seo di intervenire sui link tossici, spam e pericolosi che potrebbero minare il posizionamento del sito che li riceve.

Attraverso questo tool è possibile “Rinnegare” i link sospetti ed innaturali in modo che essi non minino l’autorevolezza del sito e non facciano perdere Ranking nei risultati di ricerca Google.

Si tratta essenzialmente di uno strumento per chiedere a Google di non tener conto di specifici link segnalati e NON quello di rimuoverli dalla Search Console. Infatti, nonostante la segnalazione di rinnegamento eseguita correttamente è probabile che vengano conservati i link in entrata nell’elenco dei backlink.

L’Azione di Disavow sarebbe rappresentata da una frase del tipo:

Ciao Google, puoi non tener conto di questi link durante la valutazione del mio sito?

Quindi lo Strumento Disavow di Google è un tool che permette agli editori di operare su alcuni backlink, specifici url o interi domini in entrata frutto di attività spam, di negative seo, o di acquisto di backlink (ritenuti poi tossici o a basso valore) o di mettere al riparo il sito da una penalità google (in corso o eventuale)

Nonostante ciò Google, attraverso una recente intervista di Marie Hayne’s a John Mueller, rivela che è in grado di capire se un sito riceve backlink innaturali e che quindi i siti web autorevoli ed eticamente corretti possono dormire sonni tranquilli.

So I have a question about the disavow tool. So we get people all the time who want us to do link audits. And ever since Penguin 4.0, so September of 2016, where Gary Illyes said, and I think you said as well, like Google’s pretty good at ignoring unnatural links.

— Marie Hayne

Passiamo alla fase operativa ed iniziamo ad utilizzare il Google Disavow Tool:

image.png

  • Procedi al Click Rifiuta Link

image.png

  • Carica il file contenente l’elenco dei link e le motivazioni del rinnego image.png

Come si scrive l’elenco dei link da rinnegare? Qual’è la sintassi da usare? Come si scrivono le motivazioni?

Ecco un esempio pratico di file txt da inviare a Google:

# Contacted owner of sitospam.com on 23/02/2020
# to ask for link removal but got no response
domain: sitospam.com
# Contacted owner of sitovendobacklink.com on 12/03/2020
# to ask for link removal but got no response
domain: sitovendobacklink.com
# sitohacker.com removed most link, but missed these
http://sitohacker.com/pagina-2.html
http://sitohacker.com/pagina-12.html
http://sitohacker.com/backlink-21.html

Analizziamo il documento da inviare a Google che abbiamo appena realizzato:

Nell'esempio sopra riportato ho scritto la Motivazione sotto forma di Commento attraverso l’utilizzo del cancelletto (# questo è il commento) così come avviene per scrivere un commento in Python o un commento su .Htaccess

Ogni volta che si va a capo con un commento, ovviamente, bisogna rimettere il cancelletto.

# Contacted owner of sitospam.com on 23/02/2020
# to ask for link removal but got no response

Successivamente, su un'altra riga, si inserisce il dominio con la sintassi

domain: sitospam.com

Oppure l’elenco degli url scritti così

http://sitohacker.com/pagina-2.html

http://sitohacker.com/pagina-12.html

http://sitohacker.com/backlink.html

Una volta realizzato e salvato in formato .txt da inviare a Google attraverso lo strumento di rinnego link caricatelo nella schermata vista in precedenza.

Noterai che nell’ultima schermata, un messaggio contenuto nel popup, ci dica che tutto si è svolto correttamente.

L’Operazione di rinnegamento link è conclusa e da questo momento non avremo più notizie di questa operazione nella Search Console se non una semplice notifica di avvenuta e corretta sottomissione del file (vedi icona campanella in alto a destra della search console)

La segnalazione dei link a Google, come spesso detto e ribadito, è un’operazione molto pericolosa e su questo vorrei argomentare bene per cercare di trasferire ai lettori il mio pensiero al riguardo:

Perché segnalare uno o più link con lo Strumento Disavow sarebbe un’operazione pericolosa o meglio delicata? 

Essenzialmente perché rinnegare link buoni scambiati per toxic link porterebbe sicuramente ad una perdita di posizionamento grave o meno grave però a differenza di quanto leggo in rete c’è chi mette troppa pressione su questa attività e incute paura in chi dovrà usare il tool disavow.

Secondo me chi si pone la domanda sull'utilizzo o no di questa risorsa ha sicuramente riscontrato qualcosa che non va nel proprio sito, magari avrà identificato del traffico un pò strano da risorse referral sconosciute e fuori dal range d’azione del sito, da un altro paese o da un "dominio very strange" e allora si domanda:

  • Sarà pericoloso?

  • Potrebbe minare il mio lavoro certosino?

  • Lo rimuovo?

Non si pone la domanda:

  • Oggi non ho nulla da fare… potrei utilizzare il disavow tool?

  • Cos’è il disavow tool? quasi quasi lo provo!

  • Fammi vedere cosa succede se rinnego dei link!

Quindi lo Strumento Disavow è pericoloso o no? Sì, se usato inconsapevolmente, per gioco o se si fanno esperimenti senza cognizione di causa. Ma un SEO, se definito tale, non è un professionista improvvisato e userà il disavow tool quando nelle sue analisi compaiono Criticità legate al Link Building.

  • Hai acquistato backlink? Puoi rinnegarli con il disavow tool.

  • Sei bersagliato dallo Spam? Puoi rinnegarli con il disavow tool

  • C’è della Negative SEO contro il tuo business? Puoi correre ai ripari con il disavow tool

Ma un Toxic / Spam Backlink come si riconosce?

I tools per il Link Building, come ad esempio Backlink Audit di SEMrush, ti segnalano quali link potrebbero essere sospetti e tossici con un valore che va da 0 a 100 dove 100 è il massimo della pericolosità di un Backlink. Se non hai la possibilità di utilizzare un Tool Professionale dedicato al Link Building puoi far ricorso semplicemente alla Search Console alla sezione “Link”.

Questo è il mio modus operandi per individuare backlink tossici e spam:

1. Analizzo e recensisco i link in entrata sul dominio individuando gli eventuali backlink sospetti e che richiedono uno studio maggiore che vedremo tra un po’.

Una volta individuati i domini strani, nuovi e mai visti e con estensioni “creative” e non del mio paese (.ru, .au, .porn, .zz ecc..) li inserisco uno sotto l’altro in un documento vuoto, molto spesso nel mio editor di codice preferito. Una volta avuta la lista accendo il mio Muletto Linux Ubuntu 20 apro il browser Chromium e raggiungo 1 alla volta i dominio sospetti.

Molti dei domini spam che puntano backlink alla tua risorsa sono spesso offline o restituiscono un errore 504 bad gateway quindi tutti i domini che si comportano così sono al 99,9% spam! Puoi inserire i domini da rinnegare in elenco in un altro documento vuoto.

Continuando a navigare i domini nel browser ti imbatterai in siti web scarni, in lingua araba / sinti o lingue lontanissime dal business del tuo sito web o dal raggio d’azione dello stesso. Se ti occupi di Web Design, perché mai dovresti ricevere un backlink naturale da una risorsa pakistana che tratta di religione / politica / giardinaggio? Ecco, un sito web così è al 99,9% tossico e proveniente da un circuito spam che lederà sicuramente il tuo sito web.

2. Un‘altra operazione che effettuo, penso personalissima operazione, è misurare il pagerank del sito in questione.

Un sito zzzturandot.tu che punta 100 link al tuo sito non può avere una storia misurabile con il pagerank tool e quindi mi aspetto che il valore del PR sia o N/D o 0 e infatti la maggior parte delle volte è N/D. Queste Spam Web farm non hanno una vita come quella del tuo sito ma svolgono un lavoro più che altro. Il Lavoro è inondare le risorse di link spam per uno scopo specifico:

  • Negative SEO

  • Distribuzione di Malware, Virus

  • Furto di Identità attraverso specifiche landing page

  • Scraping di Email

  • e molto altro...

Per questo motivo non hanno storico, non hanno vita e misurano un PR inesistente. Insomma è un altro test confermativo per individuare i backlink spam da rinnegare. Anche se lo menziono per ultimo, non lo è in termini di importanza… lo cerco sui Motori di Ricerca e analizzo le SERP in cerca di “veridicità”.

Quando un sito è spam o è segnalato nelle comunità dei SEO e WebMaster, o è presente sui siti web che si occupano di censire le risorse spam come blacklistalert.org o spamhaus.org o non vi è traccia assoluta della sua indicizzazione. Come fa un dominio a “backlinkare” una risorsa e nello stesso tempo non essere indicizzato?

Perché è spam! Perché non esiste e soprattutto perché NON deve esistere agli occhi degli spider... probabilmente presto morirà.

3. Infine controllo esattamente, nel caso la risorsa fosse navigabile, l’ancora da cui proviene il backlink. Nel 99,9% dei casi l’ancora è pesantemente denigratoria o “spammosa” ad esempio.

In Link proveniente da un commento, dove il link è ancorato nel nome dell’autore del commento, potrebbe chiamarsi “Amoxicilline” o “Porn” o “Link Exchange” o altre centinaia di query spam su cui è ancorato il dominio del sito (o un URL specifico)

Come si fa ad avere dubbi sulla pericolosità di un tipo di link del genere? Rinnegatelo! Tranquilli...è Spam.

Hai qualcosa da aggiungere sul Google Disavow Tool? Raccontaci la tua esperienza!

Luca Carchesio
Guru

Sa tutto del marketing digitale.

Classe 79 - Web Designer, Esperto SEO e Trainer in Prometeo Coaching®. Coach Professionista e Consigliere Nazionale dell'Associazione Coaching Italia A.Co.I. In Aula insegno Web Marketing, SEO, SEM e Comunicazione Visiva. Scrivo per piacere su bibibi.it
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