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Dario Ciracì

Finire in Google Discover per un boost del traffico: case study

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Dario Ciracì
Finire in Google Discover per un boost del traffico: case study

Circa un anno fa Google ha lanciato Discover, una sorta di feed di notizie che mostra agli utenti Android, dai propri dispositivi mobili, un elenco di argomenti, sotto forma di schede, correlati ai loro interessi. Al clic su una scheda, l’utente viene rimandato sulla pagina di destinazione.

Alla base del funzionamento di Discover c’è un apposito algoritmo che, stando alle linee guida di Google, determina cosa mostrare all’utente in base all’interazione con i prodotti Google o agli interessi (e, dunque, ricerche effettuate) dell’utente.

Non c’è, dunque, una possibilità ben chiara su quali possano essere le modalità per entrare in Google Discover. Ad oggi sappiamo che solitamente ci finiscono siti web di news e che il contenuto è solitamente di recente pubblicazione, sebbene nella pagina dedicata, Google afferma che anche contenuti di non recente pubblicazione potrebbero rientrarvici se il contenuto risulta essere pertinente con gli interessi di un utente.

Finire in Google Discover per un boost del traffico: case study. Immagine 0 Google discover

Le best practice di Google per essere su Discover

Google non fornisce risposte precise ed esaustive al riguardo. Gli unici due consigli forniti dal motore di ricerca sono di pubblicare contenuti che si ritengono interessanti per gli utenti e di utilizzare immagini di alta qualità (almeno di 1200px).

Bisogna inoltre assicurarsi che Google sia autorizzata a mostrare le tue immagini di alta qualità usando il formato AMP o facendo richiesta ad uno specifico form.

Non c’è altro. Non ci sono particolari tag o dati strutturati da inserire per potervi comparire.

Un’immagine realizzata da Giorgio Tave riassume le best practice fornite da Google per entrare in Google Discover.

Finire in Google Discover per un boost del traffico: case study. Immagine 1 La Piramide di Google Discover

Cosa succede quando entri in Discover: un caso di studio

A marzo dello scorso anno, da Google Search Console del mio blog, Webinfermento.it, noto, nell’apposito report dedicato (report non disponibile per tutte le proprietà Search Console) la presenza di impression e clic derivanti da Discover.

In tutto il 2019, Webinfermento è finito per cinque volte nella sezione Discover con tre articoli diversi.

Gli articoli, nello specifico, sono:

Finire in Google Discover per un boost del traffico: case study. Immagine 2 Reportistica di Discover in Google Search Console

Se andiamo a vedere i risultati, notiamo che non sempre finire su Google Discover ha comportato una spinta in termini di traffico aggiuntivo, ma in un caso è stato così, esattamente nel primo caso, quello dell’articolo dedicato ai migliori strumenti SEO. I risultati di clic aggiuntivi registrati da quel post sono piuttosto notevoli.

Parliamo di 304 clic in 4 giorni, di cui 230 ricevuti il solo 21 marzo 2019, per un totale di 1581 impression, che portano il CTR a 18,8%.

Finire in Google Discover per un boost del traffico: case study. Immagine 3 Boost di traffico organico con Google Discover

Per un blog di nicchia come il nostro che in media fa 1500 visite al giorno, riceverne più di 200 in un giorno solo da Discover non è affatto male!

Bisognerebbe capire meglio come sfruttare l’algoritmo producendo contenuti che abbiano più possibilità di finire in questa sezione. Sembrerebbe poi, che la presenza in Discover duri circa 3-4 giorni, con il picco dei clic che avviene nel primo giorno della comparsa della scheda nel feed.

Se andiamo ad analizzare poi, le immagini presenti in ognuno dei tre articoli, notiamo che nessuna di quella presente (ne quella di anteprima, ne quelle interne al post) raggiungono i 1200px, ma si attestano tra i 600 e gli 800px.

Credo dunque, che esser finito su Discover sia stato più merito della tematica e qualità del contenuto.

Gli articoli, infatti, trattano argomenti che, pur essendo di nicchia, sono ormai conosciuti e, probabilmente ricercati, da un numero sempre più ampio di persone. La SEO o le potenzialità di marketing con Whatsapp, sono ormai note anche ai meno “addetti ai lavori”.

Ho dunque l’impressione che parlare di argomenti di tendenza aumenti le probabilità di finire su Google Discover.

Monitorare Discover su Google Analytics

Al momento Discover in Google Analytics non ha una voce di tracking dedicata. Andando ad ispezionare le date in cui l’articolo degli strumenti SEO è finito in Discover, noto però quello che potrebbe/dovrebbe essere il suo referral.

Finire in Google Discover per un boost del traffico: case study. Immagine 4 Referral (potenziale) di Discover in Google Analytics

Conclusioni

Come abbiamo visto, Google Discover rappresenta un’opportunità per la SEO che bisogna imparare a sfruttare. Chiaramente, è un’opportunità per i più fortunati, in quanto non tutti i siti sono automaticamente candidati a finire nel box feed mobile Android. Quando ci si riesce però, quei click possono realmente fare la differenza perché essere su Discover permette di ricevere un traffico extra.

Ricapitolando, cerca quindi di:

  • produrre contenuti di alta qualità
  • indirizzarli ad uno specifico target di utenti
  • creare engagement sul contenuto, condividendolo su tutti i canali social
  • assicurarti di avere immagini di qualità di 1200px.

Ti è mai capitato, per qualche tuo sito, di finire nell'ambito box Discover?

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Dario Ciracì
editorialista

Gli editorialisti di SEMrush sono autori che hanno dimostrato la loro esperienza nel marketing digitale e contribuiscono regolarmente alla nostra comunità.

Dario è il fondatore dell'agenzia Webinfermento e autore del blog Webinfermento.it.. Specializzato in SEO, Content Marketing e Link Earning, partecipa come docente e relatore nelle più importanti conferenze italiane di web marketing. Ha curato numerosi progetti di successo nel Content Marketing e ha scritto il libro "Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing", edito da Flaccovio Editore.
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