“Copiare è male”. Questa frase, soprattutto nel mondo della SEO, viene ripetuta molto spesso, quasi come un mantra, per sottolineare l’importanza di creare contenuti sempre nuovi e originali, che consentano al tuo sito di distinguersi rispetto a tutti gli altri. 

Ma se copiare è male, al contrario prendere ispirazione può rivelarsi una buona idea, anzi, molte volte è il modo migliore per comprendere come si sta relazionando il motore di ricerca rispetto alla query per la quale ti vuoi posizionare.

Prima di effettuare un'analisi dei competitor è però importante individuare il search intent della chiave per poter strutturare un contenuto della pagina in linea con quello che il motore di ricerca ritiene sia l'esigenza dell'utente. 

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La comprensione dell'intento di ricerca di una o più chiavi, e la conseguente stesura e strutturazione dei contenuti, è una delle attività principali per far sì che la nostra pagina si posizioni.

Terminata la comprensione della SERP, studiarla e studiare i competitor presenti è un lavoro impegnativo e meticoloso, ma che in generale si può strutturare in cinque passaggi principali:

1. Effettuare la ricerca

Il primo passaggio è sempre la ricerca, per scoprire quali sono effettivamente i competitor da prendere in considerazione. Una ricerca senza essere loggati in Google e in modalità incognito (quindi con cookie e cronologia cancellati) è sicuramente un buon metodo, ma i dati potrebbero essere comunque influenzati da altri fattori (che non possono essere sempre controllati). 

Pertanto, il mio consiglio è di fare questa ricerca seguendo anche altre due modalità:

  • SEMrush: il primo metodo è quello di effettuare una ricerca tramite SEMrush, il quale permette di ottenere una fotografia abbastanza neutrale dei siti che si posizionano per una determinata keyword. È possibile esportare i posizionamenti in modo molto comodo, cliccando l’apposito pulsante situato al termine della lista dei siti ed ottenendo un foglio di calcolo con tutti i dati.

ricerca dei competitor con semrush

  • Il secondo metodo consiste nell’utilizzare la modalità Anteprima degli annunci di Google Ads. Questa funzione si trova loggandosi in Google Ads all’interno del menù generico della piattaforma:

Analisi dei competitor con Google Ads

Oltre ad esportare i risultati, il consiglio è di inserirli in una tabella, così facendo sarà possibile evidenziare, in modo immediato, le differenze ed estrarre una lista effettiva dei competitor che al momento primeggiano nella SERP di interesse.

2. Check del profilo backlink

Individuati i competitor, inizia il lavoro di confronto per trovare i punti che accomunano le pagine posizionate, in modo da elaborare una strategia su misura. Come per qualsiasi strategia SEO, le macro aree da prendere in considerazione sono due:

  • profilo backlink
  • ottimizzazione on-site.

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Per la valutazione del profilo backlink, possiamo procedere con alcuni dei più noti tool, ma anche con il già citato SEMrush, il quale offre una funzione specifica per raffrontare facilmente il profilo backlink di più URL tramite la Bulk Analysis.

 

Analisi profilo backlink dei competitor con SEMrush

Nel dettaglio, il consiglio è di impostare URL come “Results Scope”, in modo da comprendere se è stata effettuata sulla pagina una specifica attività di link building o meno:

backlink-comparison.png

Nel caso specifico di “agenzia SEO Milano” si è notato come, su 4 siti con una pagina dedicata, 3 non sembravano aver effettuato alcuna attività di link building sulla pagina.

Ovviamente, il fatto che un tool non rilevi link non indica per certo che non sia stata fatta attività di link building, ma permette di intuire con buona probabilità su quali attività focalizzarsi, almeno in prima battuta.

3. Analisi della struttura di internal linking (del sito verso la pagina di interesse)

Un altro importante tassello nell'analisi dei competitor è quello relativo alla strategia di linking interno. Il fatto che una pagina non abbia link esterni non preclude la possibilità che essa riceva in realtà link juice tramite una strategia di link building.

È infatti fondamentale verificare il modo in cui una pagina è linkata internamente alla struttura del sito, analizzando il numero di link in ingresso e la loro provenienza.

Tramite uno strumento come Screaming Frog è possibile non solo monitorare il numero di link interni in ingresso di una pagina, ma anche verificare da quali pagine essi provengano e che testi àncora siano stati utilizzati.

SEMrush ha da poco rilasciato un nuovo report sui link interni che rende ancora più completa l'analisi offerta dal suo tool Site Audit.

Report internal linking per studiare la strategia dei competitor

Studia com è linkata internamente la pagina dei tuoi competitor

La verifica dei link in ingresso permette di capire come i competitor stanno distribuendo il link juice all’interno del sito verso le pagine, e quindi intuire se, anche a discapito di un’assenza di link esterni alla pagina, questa stia comunque subendo una spinta importante dalle altre pagine del sito.

Sempre facendo riferimento al caso studio “agenzia SEO Milano”, per la pagina di Instilla – l'agenzia in cui lavoro – si è scelto di non effettuare una strategia di link building specifica, almeno inizialmente, ma la pagina è stata linkata all’interno del menu di navigazione principale con àncora “agenzia SEO” e sono stati inseriti dei link ad hoc in alcuni articoli.

Le tue pagine sono ben collegate?

Scoprilo con il report Internal linking di Site Audit

ADS illustration

4. Check della struttura delle pagine ed elementi comuni che le caratterizzano

Un altro aspetto fondamentale per un buon lavoro di ottimizzazione di un sito riguarda la struttura della pagina, e anche in questo caso l'analisi dei competitor può essere molto utile per migliorare le performance.

La struttura ideale di una pagina deve garantire non solo la presenza dei contenuti più rilevanti per rispondere alla query ma anche la struttura html corretta per evidenziare il contenuto stesso.

L’utilizzo di un template può essere fondamentale per questo tipo di lavoro. È una struttura abbastanza personale e che quindi può – o meglio deve – essere rivista per poterla allineare alla propria metodologia.

Il template che solitamente utilizzo è strutturato con le prime due colonne utili a identificare, rispettivamente, le varie parti della pagina (nella prima colonna) come se fossero delle fasce o delle sezioni, e gli elementi che caratterizzano ogni singola fascia (nella seconda colonna). In ultima battuta lascio sempre una parte dedicata ad elementi che voglio prendere in analisi, ma che non si collocano necessariamente nella struttura gerarchica dei contenuti.

Con questa tabella si possono confrontare diversi siti e individuare un minimo comune denominatore, ovvero elementi che funzionano per il posizionamento in SERP (perché Google ha premiato questi siti con buoni posizionamenti). Sono informazioni preziosissime per un SEO!

Template di analisi degli elementi in pagina di vari siti competitor

5. Lavoro su SERP estere

Studiare i competitor è sicuramente fondamentale per capire come muoversi all’interno di una SERP. Non bisogna però dimenticare che il motore di ricerca a cui abitualmente facciamo riferimento nasce negli Stati Uniti e che proprio lì, in anticipo rispetto a tutti gli altri mercati, vengono rilasciati gli aggiornamenti più importanti.

Partendo da questo presupposto è quindi utile fare ricerche simili a quelle per cui ci vogliamo posizionare in Italia anche su google.com.

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Replicare quanto fatto per l’Italia, utilizzando come riferimento gli USA, è molto semplice, soprattutto sfruttando SEMrush che permette facilmente di ottenere i posizionamenti per praticamente tutti i mercati del mondo sui quali opera Google.

Nel caso preso d’esempio, su cui abbiamo lavorato con Daniele Carnelli (SEO Specialist di Instilla), abbiamo scelto in modo abbastanza casuale delle località negli Stati Uniti d’America e abbiamo fatto un’analisi soprattutto relativa alla parte di contenuto e struttura.

Tra i siti a cui ci siamo ispirati c’è sicuramente http://victoriousseo.com/seo-company-san-francisco/: in questo sito abbiamo trovato particolarmente interessante la creazione di contenuti local che permettevano di spingere meglio e in modo naturale la chiave local di riferimento.

In particolare, il paragrafo che più ci è piaciuto e abbiamo voluto riadattare, è quello intitolato “A SEO agency that knows the city”, che nella nostra versione – senza neanche troppa fantasia :P – è diventato “Un’agenzia SEO che conosce Milano”.

ispirarsi ai competitor, esempio

Instilla: pagina ispirata a un competitor

Conclusioni

Il risultato della strategia precedentemente descritta è che, in questo momento in cui sto scrivendo, la pagina https://www.instilla.it/agenzia-seo-milano che abbiamo costruito per posizionarci sulla query “agenzia SEO Milano” è stabilmente in prima posizione.

Come tutte le strategie e metodologie, anche questa richiede sempre e comunque un minimo di adattamento in base al mercato e alla competizione, ma in generale questo approccio di ispirazione alla concorrenza premia sempre con una buona visione di insieme dello scenario in cui si va a competere, fornendo buoni spunti per imbastire sia la struttura on-site che la strategia off-site di un sito.

Che cosa ne pensi di questa strategia SEO basata sullo studio dei competitor?

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Andrea CamoleseMi sono innamorato della SEO nel 2008 e da allora non sono più riuscito a farne a meno. Senza dimenticare l'importanza dei link prediligo l'ottimizzazione di tutti i fattori on-site. 
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