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Valentina Pacitti

News: cos'è successo nei social network dal 23 al 28 gennaio

Valentina Pacitti
News: cos'è successo nei social network dal 23 al 28 gennaio

Anche questa settimana ci sono tante notizie interessanti che riguardano il mondo digitale, principalmente nel settore dei social network. 

Tra tutte, abbiamo deciso di parlarvi di 2 temi in particolare.

Il primo riguarda Facebook: il social per eccellenza sembra infatti pronto ad approfittare della enorme risorsa che rappresenta WhatsApp in termini di dati personali degli utenti.

Vedremo poi come i colossi del panorama social si stiano preparando ad una vera e propria battaglia per accaparrarsi quanti più utenti possibili, offrendo contenuti in uno stesso formato: quello video.

WhatsApp passerà tutti i dati privati degli utenti a Facebook?

E’ quello che è stato scoperto dallo sviluppatore freelance Javier Santos, che stava investigando sulla versione beta del servizio di messaggistica mobile per Android: Facebook sembra intenzionato ad integrare molto presto WhatsApp nella sua rete sociale.

Santos ha pubblicato sulla sua pagina di Google+ alcuni screenshot in cui, a quanto pare, già nella nuova versione dell’applicazione (la 2.12.413) é prevista un’opzione di condivisione dei dati del proprio account con Facebook.

 Screenshot WhatsApp versione beta per Android

A detta del servizio, il passaggio delle informazioni personali serve per migliorare l’esperienza dell’utente nella famosa rete sociale.

Non è ancora chiaro quali saranno le informazioni che WhatsApp passerà a Facebook, ma la notizia ha generato scalpore nei social nework e soprattutto ha allarmato quanti utilizzano abitualmente l’app, e che ora temono per la sicurezza delle informazioni personali a cui la stessa ha accesso.

E in effetti la questione non è da poco: cosa accadrà ai dati che 1.550 milioni di utenti (fonte Statista) hanno condiviso con WhatsApp?

Facebook comprò il servizio di messaggistica mobile nell’ottobre 2014 per 22 miliardi di dollari e immediatamente tutti cominciarono a temere per la propria privacy.

News: il passaggio di dati privati di WhatsApp a Facebook

Fonte foto: Business Insider UK

Ma Zuckerberg rassicurò tutti (non solo gli utenti, ma anche la Federal Trade Commission e gli organismi della Commissione europea che vigilano la libera concorrenza), garantendo la trasparenza della politica di privacy di WhatsApp e impegnandosi a non condividere con terzi i dati degli utenti, quali ubicazione, indirizzo email, numero di telefono.

A tal proposito, Facebook ha fatto sapere che la nuova versione di WhatsApp prevede un sistema di criptazione end-to-end dei messaggi, tale che nemmeno l’applicazione stessa può leggerne il contenuto.

Tornando al messaggio che appare nell’aggiornamento incriminato, abbiamo visto che la giustificazione data è “Migliorare l’esperienza dell’utente in Facebook”.

Cosa significa?

Tech Insider, riporta che in una recente intervista, Jan Koum, CEO di WhatsApp, spiegava il nuovo focus della società: avvicinare gli utenti alle aziende.

In questa nuova prospettiva va visto il passaggio di dati a Facebook: ogni utente sarà profilato a seconda dei propri gusti (attraverso i “Mi piace” di Facebook) e dati personali (età, sesso, ubicazione,...).

E come utilizzerà Facebook-WhatsApp tutte queste informazioni? 

In realtà Koum non ha ancora spiegato che tipo di interazione gli utenti avranno con le aziende, ma ha fatto l’esempio pratico di un ristorante e la possibilità di prenotare un tavolo direttamente da WhatsApp.

Questa novità potrebbe risultare davvero interessante per tutte quelle aziende che hanno una pagina Facebook e che vogliono comunicare con un target specifico di utenti già interessati ai servizi o prodotti offerti.

Inoltre tutte quelle attività che stanno investendo su strategie di local search, puntando su un rapporto ravvicinato con potenziali clienti presenti nella propria zona, potranno trarre enorme vantaggio da questa nuova funzionalità di condivisione di WhatsApp con Facebook.

Spotify, Snapchat e Vine: il successo passa per i video

Il salto di Spotify: ora anche contenuti video

Il servizio di musica in streaming made in Svezia, si prepara ad una vera rivoluzione: da questa settimana, sarà possibile visualizzare anche contenuti video

Il lancio del nuovo prodotto avverrà prima sulla app Android, e successivamente su iOS. I primi paesi che testeranno il nuovo formato saranno Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Svezia.

Al momento si tratta di brevi clip e contenuti originali, creati appositamente per Spotify ma nei piani vi è una graduale incorporazione dei principali fornitori di contenuti digitali, tra cui ESPN, Comedy Central, BBC, Vice Media e Maker Studios.

News: Spotify e i video

Fonte immagine: The Wall Street Journal

Shiva Rajaraman, vice presidente di Spotify, fa sapere attraverso The Wall Street Journal che la nuova funzionalità è stata testata negli ultimi mesi su un piccolo gruppo di utenti (una percentuale che non supera il 10%) nei 4 mercati scelti. 

Da questo periodo di prova è emerso che la forma migliore in cui presentare i nuovi contenuti è quella contestuale, ovvero offrendo video rilevanti in base al tipo di musica che l'utente ascolta.

Non si tratterà però di video musicali ma di pillole informative, programmi, serie, etc…, selezionati in base alla tipologia di utente, ai suoi gusti musicali, al momento della giornata.

Saranno disponibili pacchetti a tema, come “Le notizie della settimana” o “Risate a pranzo”, per facilitare il reperimento di video rilevanti per l’utente.

Un aspetto da sottolineare è che i video, almeno inizialmente, non presenteranno pubblicità.

Rajaraman non è infatti interessato a monetizzare i nuovi contenuti in questo modo, bensì aspira ad allargare il bacino d’utenza del servizio e ad aumentare il tempo di permanenza degli utenti nella app.

Non sarà facile per Spotify vincere questa nuova sfida, da una parte perché i fruitori tradizionali del servizio sono abituati ad ascoltare la musica in sottofondo, mentre sono impegnati in altre attività; d’altra perché l’utilizzo principale è sempre stato desktop, mentre i nuovi contenuti video saranno disponibili solo in modalità mobile.

Ma se Spotify ha deciso di scommettere su questo nuovo formato è perché il video si sta imponendo come tipologia di formato dei contenuti e, nonostante la difficoltà di farsi spazio in un settore in cui già vi sono dei giganti del calibro di YouTube, Facebook e Snapchat, vale la pena tentare il salto di qualità.

Quello che si nasconde dietro il restyle di Snapchat

E Snapchat, l’applicazione che autodistrugge i contenuti, non perde tempo…

Sono state scovate da alcuni sviluppatori immagini che mostrano una riprogettazione importante della chat della app, utilizzata dagli iscritti al servizio per scambiarsi messaggi di testo e video dal vivo. 

Le  immagini diffuse suggeriscono che la società sia pronta ad un aggiornamento che avvicinerà Snapchat agli altri servizi di messaggistica come Facebook Messenger, Line, Viber, etc..

News: Il restyle di Snapchat

Foto img: Mashable

Il nuovo look infatti, più intuito e accattivante, prevede l’integrazione di adesivi e icone, permetterà un approccio più intuito con il servizio e un nuovo modo di connettersi con le persone sia via voce che attraverso chiamate video.

Snapchat ha recentemente messo in atto una strategia per ampliare il proprio target e diventare un social mainstream a tutti gli effetti (al momento conta con 200 milioni di utenti attivi, fonte Statista), e il cammino passa proprio per la fruizione di contenuti video.

E i risultati in quanto alla consumazione del formato video, secondo quanto risulta dalla notizia pubblicata da Mashable, sono in costante miglioramento.

Parlando di video, non si può non far riferimento all’applicazione gratuita di video sharing più utilizzata, Vine, che ha celebrato pochi giorni fa il suo terzo compleanno. 

Vine: inarrestabile, celebra i primi 3 anni 

Vine, dopo aver spopolato come applicazione per la condivisione di video gag, oggi sta acquistando rilevanza come strumento giornalistico.

Molti reporter si sono serviti di questo canale per diffondere i video delle loro esperienze in zone di guerra. I video di Vine sono infatti corti (non superano i 6 secondi), sono quindi molto leggeri e possono essere messi online anche con una connessione non particolarmente buona.

Ne è un esempio l’uso fatto da Alex Thomson in Sierra Leone durante l’epidemia di Ebola

La durata dei video di Vine ne ha rappresentato la forza, perché catturare l’attenzione di un utente bombardato da informazioni, messaggi, video, con un filmato di meno di 6 secondi, significa creare un contenuto impressionante ed effettivamente di valore.

E Video di Facebook?

In effetti, il social network per eccellenza, davanti ad un trend così forte, non poteva certo star a guardare... 

Il rilascio delle statistiche relative al quarto trimestre del 2015, è stata l’occasione per intravedere i nuovi obiettivi del social network, che riguardano proprio la piattaforma video.

L’azienda aveva già rivelato le incredibili cifre registrate nel 2015: in aprile il numero di visualizzazioni giornaliere di contenuti video toccò quota 4 miliardi, in ottobre 8.

Ma il dato fu contestato da molti perché includeva i tre secondi di riproduzione automatica, e per questo non poteva essere affidabile.

Da qui il cambiamento: questa settimana Facebook stupisce tutti utilizzando una nuova metrica per misurare l’engagement e fa sapere che gli utenti hanno visualizzato 100 milioni di ore di video al giorno.

Questo significa che, invece di misurare la quantità di riproduzioni video, quello che Facebook misurerà sarà il tempo totale di visualizzazione, guarda caso la stessa metrica utilizzata da YouTube sin dal 2012. 

Come va interpretata questa scelta da parte di Facebook?

Sicuramente come la volontà di rivaleggiare direttamente con Google (proprietario di YouTube) sul suo stesso terreno e, quindi, convincere gli investitori pubblicitari della propria forza.

YouTube, al momento, non sembra aver ragioni per preoccuparsi: fonti statistiche affidabili, anche se non ufficiali (YouTube non ha infatti ancora rilasciato statistiche proprie), dicono che le ore di video visualizzati giornalmente si aggirano sui 650 milioni. 

Il successo ottenuto da Vine in questi 3 anni (40 milioni di utenti registrati nel mondo, fonte Vine) e l’interesse dimostrato da altri 3 colossi come Facebook, Spotify e Snapchat dimostrano che il formato video non è solo un trend passeggero, ma che si tratta di una tipologia di contenuti che incontra il favore degli utenti di internet, e che per questo ogni azienda dovrebbe tenerlo in considerazione quando pianifica le proprie strategie di vendita.

Gli utenti fruiscono i contenuti rapidamente, mentre sono intenti a svolgere altre attività, da qui la preferenza per il formato visuale piuttosto che testuale.

Questo ci suggerisce che se vogliamo ottenere la loro attenzione dobbiamo produrre contenuti che rispondano a queste caratteristiche e il video si adatta perfettamente a queste nuove esigenze degli utenti.

Foto (news): Shutterstock

Ci vediamo la prossima settimana con nuove notizie!

Responsabile del Blog italiano di SEMrush.
Copywriter, appassionata di social media e nuove tecnologie, amo trarre ispirazione dalla realtà per sperimentare nuovi contenuti e nuove forme di comunicazione. Viaggiatrice e cittadina del mondo, ho scelto come casa Madrid.

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