La SEO è Morta? No, è solo cambiata

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La SEO è Morta? No, è solo cambiata

Gaetano Romeo
La SEO è Morta? No, è solo cambiata

La SEO è "un" canale, non più "il" canale

Quante volte hai sentito questa sentenza" la SEO è morta"? Se lavori nel settore penso milioni di volte, personalmente non ho mai capito perché ci sia questa ossessione/fissazione di desiderare la dipartita della nostra amata disciplina SEO.

Sicuramente ad oggi la SEO continua ad essere uno dei canali dell'inbound marketing più importanti perché le performance provenienti da questo canale tendono ad essere migliori e il costo di acquisizione rimane tra i migliori.

La SEO non è la soluzione a tutti i problemi del mondo

Ho fatto le dovuto premesse e sarei un pazzo se non considerassi la SEO il mio canale di riferimento, anche  perché ad oggi rimane quello che conosco meglio, ma ci sono situazioni dove la SEO può in ordine essere:

  1. Fondamentale
  2. Importante
  3. Totalmente inutile

Il mio ultimo libro "SEO & Inbound marketing" si focalizza molto su questi aspetti cercando di spiegare e anche "educare" sul concetto che il canale da scegliere per una strategia di marketing digitale non va scelto di default, spesso perché siamo più bravi in una disciplina piuttosto che in un'altra, ma analizzando con scrupolo diverse dinamiche quali budget, obiettivi e KPI ben definite a monte.

Quando la SEO è fondamentale

Come ho detto precedentemente, l'errore da non compiere è quello di partire a razzo senza aver analizzato con criterio e raziocinio la situazione in essere del tuo cliente o del tuo progetto. Fatto questo mi piacerebbe analizzare con te in maniera esaustiva i tre punti esplicati precedentemente.

Dunque quando la SEO è fondamentale? 

In linea di massima quando hai budget a disposizione la SEO dovrebbe sempre essere la madre di ogni strategia.

Metaforicamente parlando, la SEO va immaginata come l'attività che ti permette di avere un negozio al centro della città piuttosto che rimanere in fondo ad un quartiere periferico, in poche parole visibilità!

Ma non sempre questa visibilità è sinonimo di essere cliccati, lo vedremo più avanti. La SEO diventa obbligaria in settori competitivi, quando bisogna confrontarsi in scontri titanici e sarebbe meglio evitare di fare voli pindarici.

Se lavori in settori quali finanza, dating o travel devi per forza di cose investire in SEO e fare anche tanta link building, perché la di là del budget che possiedi questi saranno settori dove anche i tuoi competitor investiranno tantissimo negli altri canali, quindi la visibilità SEO, che alla lunga è quella che assicura i migliori costi di conversione, risulta essere fondamentale per la vita della tua azienda.

Come a me piace solitamente ripetere nei miei speech, "Copiare è bello te lo dice Gaetanello". Perché affermo questo? Intanto prendi con le pinze quanto detto e cerca di capire cosa intendo quando affermo che copiare potrebbe essere parte della tua strategia.

Quando si arriva in un mercato saturo o quasi, bisogna sapere prendere spunto da chi nel nostro settore sta già facendo bene e quindi cercare di carpire i loro segreti. Come fare? C'è un tool che si chiama SEMrush ne hai mai sentito parlare :) 

Osserva i tuoi competitor con SEMrush

Come vediamo nell'immagine basta cliccare su competitor e così facendo ci verrà fornita una schermata dei nostri "nemici", ma dobbiamo essere bravi noi a saper sfruttare questo a nostro vantaggio, come?

SEMrush – Competitor

Cliccando sulla voce Competitor (Analisi dominio > Ricerca organica > Report Competitor) troveremo il risultato come nell'immagine sopra.

Per competitor si intendono tutti quelli che competono con noi in SERP a livello di keyword posizionate.

SEMrush – Panoramica dominio

Una volta scoperto e "spiato" i segreti del nostro competitor siamo pronti a rubargli le idee migliori :)

Questa solitamente è una tecnica SEO che funziona molto perchè si mandano gli altri a fare il lavoro sporco per noi, in poche parole sono loro che analizzano e svelano le fette di mercato per noi, basta essere pronti e svegli.

Quando la SEO è importante?

Capita a volte che la SEO potrebbe essere molto importante, ma non fondamentale perché forse con budget buono, ma non altissimo sarebbe il caso di rivolgersi ad altri canali. Quando?

Supponiamo che lavori nel settore travel e hai un cliente che ha un piccolo albergo in riviera, pensi che la SEO possa essere importante e sicuramente lo è, ma non hai valutato la folla di competitor che puoi trovarti a fronteggiare, soprattutto le odiatissime (per chi fa SEO e si trova a scontrarsi con loro) OTA.

Cosa sono le OTA?

Le Online Travel Agencies (acronimo OTA) sono agenzie di intermediazione online (IDS) del settore turistico e giocano un ruolo fondamentale nel mondo del web marketing turistico. Oltre alla capacità di ricevere prenotazioni, l'OTA conferisce visibilità al nome della struttura ricettiva su internet. (fonte https://cs.wubook.net/)

Qualche esempio di OTA? Booking, Expedia, Venere e chi più ne ha più ne metta. Come ben saprai, riuscire ad arrivare nelle posizioni che contano è quasi impossibile, in quanto le prime posizioni sono "già prenotate" da questi giganti a tre teste e quindi per competere con loro la to SEO avresti bisogno di molto budget.

Hai mai sentito parlare di brand protection? In poche parole le OTA non solo prendono le prime posizioni dei risultati organici, ma, fai attenzione, comprano il tuo nome brand su Adwords! Quindi devi proteggere il tuo brand contro le OTA perché le commissioni che poi gli hotel devono alle OTA sono veramente salate e quindi alla domanda: ma la SEO serve in questo caso? La risposta è sì, ma vista la situazione sarebbe meglio dedicare tempo e denaro sul proprio brand, anche perché è risaputo che chi ti cerca tramite nome brand è seriamente intenzionato a prenotare da te!

SEO vs OTA

Nell'immagine precedente notiamo come l'Hotel Nautico di Riccione sia stato costretto a fare brand protection, ma nonostante ciò deve subire l'attacco di Booking.com e posizionarsi alle sue spalle.

Quando la SEO è totalmente inutile?

Abbiamo fin qui parlato del fatto che la SEO non è per nulla morta, ma è decisamente cambiata. Arrivati alla fine di questo lungo excursus siamo arrivati alla conclusione di questa mia riflessione sul ruolo della SEO all'interno di un macro sistema come quello dell'inbound marketing. Mio caro amico ti sorprenderò dicendoti che ci sono situazioni dove la SEO a mio avviso, almeno in fase di start-up, non serve a nulla.

Quando? Immagina di dover creare la strategia di un e-commerce di scarpe e hai budget decisamente limitato, in più il sito è online da pochissimo tempo, cosa dovresti fare secondo te?

Potresti investire nella SEO e forse se sei bravo riuscire a posizionarti molto bene, ma poi capita che in SERP ti trovi rivali quali Zalando o Yoox, secondo te il navigatore chi cliccherà? A chi darà la sua fiducia? A te che non ha più pallida di chi tu possa essere o a Zalando?

Ok, sicuro che hai risposto la seconda :) Continuo dicendoti che un progetto nuovo ha bisogno di creare prima una Brand identity e poi una Brand awarness, una volta che il tuo marchio sia posizionato sarai pronto per andare a battagliare in SERP con i giganti.

Particolare non da poco, con quale canale lavori alla crescita del tuo Brand? Ovviamente tutti i social network, che hanno sostituito la televisione (soltanto per questioni di budget).

Spero che il mio articolo ti abbia creato curiosità e soprattutto indirizzato verso una via sempre più strategica e a volte meno tecnica, se ti ho incuriosito ti invito ad approfondire il discorso leggendo il libro che ho scritto sull'argomento.

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