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Giulia Bezzi

Essere primi in Google è anche buonsenso

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Giulia Bezzi
Essere primi in Google è anche buonsenso

Essere primi in Google significa, anche, avere un'ottima conoscenza di come le persone fruiscono dei siti web:

  • buona navigazione
  • pubblicità non invadente
  • contenuto che risponde immediatamente al bisogno
  • velocità nel comprendere come è fatto il sito

Per me è puro buonsenso, non c'è nulla da fare e, se il titolo è una provocazione bella e buona, continuo a pensare che se guardassimo ai nostri siti web in questo senso ne guadagneremmo tutti in posizionamento.

Vuoi essere primo su Google? Fammi navigare bene il tuo sito

Da pochi giorni, sul blog di Google che tanto amo, è uscito un articolo che parla di "Page experience" e sulla guida per sviluppatori leggiamo:

l'esperienza relativa alle pagine è un insieme di segnali che misurano il modo in cui gli utenti percepiscono l'esperienza di interazione con una pagina, al di là del suo valore puramente informativo.

— guida per sviluppatori Google

Io l'avevo scritto quando ho parlato di "come fare business da traffico organico" parlando di velocità e usabilità accanto all'utilità. Le prime due variabili sono ciò che Google definisce "page experience" e che, finalmente, è diventato fattore di ranking, del resto a buonsenso per quale motivo dovrei rimanere su un sito in cui:

  • non riesco a vedere immediatamente da cosa è composta la pagina (Largest Content Paintful - LCP);
  • devo prendere ferie per riuscire a vedere cosa succede dopo aver cliccato il menu, piuttosto che una call to action, uno slider di immagini (First Input Delay - FID);
  • scrollo e davanti a me sembra di essere in un film ad alta animazione, le cose si spostano mentre scrollo (Cumulative Layout Shift - CLS).

Per un utente, una qualsiasi di queste tre situazioni, riassunte da Google come "core web vitalis", sono abbastanza per decretare che non si può essere primi in queste condizioni. 

Ed è davvero questione di buonsenso, perché se ci capita un'esperienza del genere con il sito web altrui, la prima cosa a cui pensiamo è "Ma questo da chi se l'è fatto fare un sito? Fammi uscire che perdo solo tempo".

Per approfondire leggi questo post: Cosa significa avere un sito web?

Non mi devi ammorbare con la tua pubblicità se vuoi essere primo in Google

Ora chiudiamo tutti gli occhi, pensiamo di essere nel nostro negozio preferito, ricco di oggetti che adoriamo con qualcuno che ci sta dando fantastiche spiegazioni e tutto ad un tratto salta fuori dal nulla uno strillone "Forza ragazza comprati il mio nuovo giornale!!!" "Hai già visto la nuova offerta di detersivo a prezzo scontatissimo?" "Ehi! Guarda che spettacolo questa auto" il tutto mentre cerchi di muoverti per il negozio alla ricerca del prodotto dei tuoi sogni di cui ti stai informando. 

Solo chi non ha buonsenso, può pensare che questo sia il miglior modo di acquistare qualcosa, no?

Bene, Google ha ben chiarito che tra le esperienze negative per l'utente c'è anche la presenza di annunci pubblicitari invasivi (avrebbe voluto utilizzare termini più coloriti ne sono convinta ma è un signore).

annunci invasivi

Questo non significa assolutamente non avere nessun tipo di pubblicità nel proprio sito web ma organizzarla perché non diventi un incubo per chi legge il contenuto: organizziamola con buonsenso e rendiamo bellissima l'esperienza dei nostri lettori!

Dammi le informazioni che cerco, subito!

È la prima cosa che controllo quando leggo un testo scritto dai miei web writer: chi arriva nel nostro sito vuole avere immediatamente la risposta alla domanda che ha posto al motore di ricerca, non è interessato affatto a preamboli stile "Quel ramo del Lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte...". Urta i nervi il più delle volte.

Diamo subito risposta alla domanda e poi possiamo approfondire.

Pensiamoci bene, abbiamo appena effettuato la ricerca, ci arrivano davanti i risultati, già da qui capiamo se la pagina risponderà o meno alla mia curiosità, clicchiamo e in pochissimi secondi decidiamo se continuare la lettura o meno. 

E, sicuramente, se crediamo di fare colpo mostrando tutte le nostre capacità di scrittura per romanzi, il risultato è "sai che ti dico bello il mio Premio Strega, adesso mi cerco qualcuno che voglia darmi informazioni".

Per cui, regola di buonsenso: trattiamo le prime righe del nostro testo come fosse l'abstract di un articolo scientifico.

Sarà che ho dovuto scrivere la tesi con sola bibliografia inglese ma non smetterò mai di ringraziare chi si è inventato quelle pochissime righe che mi hanno salvato la vita da letture complete di articoli complessi.

Prendo spunto da una presentazione di come scriverlo di Uniroma2 che dice: 

  • spesso è l'unica parte che viene letta dell'articolo
  • scriverlo aiuta anche a organizzare i contenuti correttamente

E, ancora, gli obiettivi dell'abstract di un articolo (che va benissimo anche per un post di blog tipicamente informazionale) sono:

  1. sintetizzare fedelmente l'articolo
  2. costruire un passaggio tra il titolo e l'articolo
  3. autonomia, star in piedi da solo ed essere utilizzabile in un database (e Google che cos'è?)

Per cui, consiglio a tutti di pensare al proprio post così:

  • nella prima riga scriviamo la meta description, perché sono i 155 caratteri che conquistano l'utente prima di entrare in pagina e ritrovandoli anche all'inizio del testo abbiamo già dato sicurezza di essere nel posto giusto;
  • successivamente, attraverso un bullet point, un elenco numerato o tre righe tre di testo, diamo informazioni su ciò che contiene l'articolo e che risolverà per noi (magari ci scappa anche un bel featured snippet);
  • da quel momento in poi, organizziamo il testo con titoli pertinenti all'intento di ricerca per quel post, senza mai andare fuori tema.

Cosa cercano gli utenti online?

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Please specify a valid domain, e.g., www.example.com

La navigazione è fondamentale per essere primi in Google

Sono anni che esistono i siti web e tutti abbiamo chiara la differenza tra una testata giornalistica e un e-commerce, tra un blog e un sito vetrina, questo perché negli anni abbiamo accumulato grande esperienza nella navigazione e i web designer lavorano costantemente per rendere tutto semplice. Evitiamo di complicarlo.

Se stiamo cercando un "vestito da sera in seta nero da donna" ci aspettiamo di entrare in qualcosa di simile

navigazione-siti-web.png

Sappiamo perfettamente che nelle categorie troveremo tutto quello che riguarda gli altri capi di abbigliamento e che, utilizzando i filtri, potremmo modificare: taglia, colore, marca, prezzo e chi più ne ha più ne metta.

Così come sappiamo che i siti aziendali hanno tutti lo stesso menu, a partire dal chi siamo e che, invece, i siti degli hotel mostrano sempre una gallery di immagini di ciò che c'è all'interno ma, anche degli spazi esterni e così via. 

Ecco, è buonsenso evitare di modificare troppo gli elementi distintivi di una determinata categoria di siti perché il risultato sarà soltanto quello di dirottare un potenziale cliente in un altro luogo a lui più familiare, più veloce da navigare e riconoscibile.

Non è nel layout che si deve essere diversi dai nostri competitor, ma nel valore aggiunto del nostro prodotto o servizio, nei particolari di quello che offriamo, nella bellezza delle immagini piuttosto e dei contenuti interessanti e ricchi di ispirazione.

— Giulia

Anche la forma vuole la sua parte per permettere una fruibilità migliore di tutto ciò che si vende, si promuove, si scrive. Sono convinta che se prendessimo un template qualsiasi, cambiassimo i colori, le foto e il font non riusciremmo ad avere sito web identico. Sicuramente, però, sarà riconoscibile e, come tale, facilmente navigabile a prova di frequenza di rimbalzo. 

E tu, cosa ne pensi?

Spero di averti ispirato ad osservare con occhio critico il tuo bellissimo sito o averti dato spunti interessanti per rivalutare il tuo operato finora. Alla prossima!

Giulia Bezzi
Superstar

Sa tutto... o quasi.

Giulia è SEO strategist, CEO della sua Società che si occupa di strategia SEO e content marketing, ama collaborare con le agenzie web, visto che non tratta tutte le aree digital, ed è la referente di numerosi progetti SEO, soprattutto per grandi ecommerce e portali.
Autore di "SEO&Journalism" accanto a Salvatore Russo, con il quale è Co-Founder di &Love srl, società che sviluppa eventi digital come SEO&Love.
Brand Ambassador di Kleecks, SaaS di ultima generazione per la crescita di conversione, e non solo, che utilizza con molti suoi clienti.
Speaker e docente per le discipline che riguardano il suo campo di attività è un'imprenditrice attenta alle tematiche sociali. A tal proposito, ha dedicato una parte della sua Società allo sviluppo de LeROSA, progetto che stimola l'indipendenza economica, culturale e intellettuale della donna, senza demonizzare nemmeno per un attimo l'uomo.
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