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Davide Ciambelli

Cosa sono i Core Web Vitals e come cambiano la SEO

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Davide Ciambelli
Cosa sono i Core Web Vitals e come cambiano la SEO

Nei primi giorni di maggio 2020 Google ha annunciato nel suo blog ufficiale l'introduzione di una serie di metriche che valutano la user experience di un sito web e ritenute essenziali per una buona esperienza utente e un web più piacevole.

Questi fattori sono la base del progetto "Core Web Vitals 2020" e saranno integrate alla SEO attraverso un set di specifici indicatori di UX che diventeranno ufficialmente un fattore di ranking nel 2021.

Google è da tempo impegnato a rendere più semplice ed efficace l'usabilità dei siti web con l'obiettivo di facilitare l'esperienza di navigazione degli utenti e fornire risposte velocemente e in modo chiaro.

Come misurare le performance di un sito

Strumenti per misurare i Core Web Vitals Strumenti per misurare i Core Web Vitals

Ad oggi le performance di un sito possono essere misurate usando:

Questi strumenti si basano su dati raccolti dalla Chrome User Experience, un set di dati pubblici e metriche sull'esperienza utente provenienti dagli utenti che utilizzano Chrome in condizioni reali.

Tuttavia questi dati sono un campione perché comprendono solo quelli di utenti che hanno dato il consenso ad alcune condizioni come la sincronizzazione della cronologia e l'abilitazione dei report sulle statistiche di utilizzo.

Fortunatamente abbiamo a disposizione alcuni strumenti per tracciare questi dati che vedremo alla fine.

Cosa sono i Web Vitals

I Web Vitals sono parametri standard per misurare la qualità dell’esperienza di navigazione di un utente su un sito web. Tra questi ce ne sono tre chiamati "Core" ritenuti fondamentali da Google e consistono in metriche e indicatori legati alla velocità, al tempo di risposta e alla stabilità del layout di un sito web.

Questi sono i tre fattori principali:

  1. LCP: Largest Contentful Paint - Velocità di caricamento (loading)
  2. FID: First Input Delay - Interattività della pagina (interctivity)
  3. CLS: Cumlative Layout Shift - Stabilità visiva del caricamento (visual stability)

Largest Contentful Paint (LCP)

Core Web Vitals: Large Contentful Paint Core Web Vitals: Large Contentful Paint

La metrica LCP indica il tempo di rendering dell’elemento più grande (Largest) visibile all’interno della schermo quando si carica il sito e misura la performance del caricamento.

Nel dettaglio può essere compreso tra:

  • elementi di tipo immagini <img>
  • elementi di tipo immagini <image> dentro a elementi di tipo <svg>
  • elementi di tipo video <video>
  • elementi di immagini in background caricati attraverso la mitica funzione url() che si usano dentro i CSS
  • Un elemento di blocco (Block-level) che contiene testo o altri elementi

Ciò che conta è quello che appare nella viewport di apertura del sito mentre tutto quello che è “below the fold” non viene considerato.

Questa metrica presume che l’oggetto più grande visibile nella finestra sia il contenuto principale e penalizza contenuti invasivi come titoli molto grandi, immagini di apertura enormi, video, banner pubblicitari e pop-up. Nei due esempi che seguono, l'elemento più grande individuato sono le due immagini principali.

Esempio di Largest Contentful Paint Esempio di Largest Contentful Paint

Per fornire una buona esperienza utente i siti dovrebbero caricare il contenuto "above the fold" entro i primi 2,5 secondi e sono considerati lenti già sopra i 4 secondi.

Da notare che non viene considerato il tempo di download ma la quantità di spazio che l’oggetto utilizza nella finestra dell’utente. Se gli elementi sono renderizzati sia sopra che sotto il limite della pagina, solo la parte visibile è considerata rilevante.

Lo stesso vale per gli elementi in scala. Un’icona di 800×800 pixel se ridotta a 50×50 pixel conta solo per 50 pixel. Se si ingrandiscono le immagini, è rilevante solo la dimensione dell’immagine originale.

Pertanto, come regola generale, è importante non inserire "above the fold" video o immagini superiori a 250 pixel di larghezza. Immagini di 300 pixel o banner pubblicitari di 336×280 o 300×250 comportano già penalizzazione importante.

First Input Delay (FID)

Core Web Vitals: First Input Delay Core Web Vitals: First Input Delay

Il First Input Delay è il tempo trascorso tra la prima interazione di un utente con una pagina del sito (ad esempio il clic su un collegamento, un pulsante o qualsiasi listener JavaScript) e il momento in cui il browser risponde effettivamente a quell’interazione. Misura l'interattività in base al tempo che il browser impiega a rispondere agli input dell’utente. Altre interazioni, come lo scorrimento e lo zoom, sono azioni continue e non sono considerate.

Google considera solo il primo input delay perché sarà il segnale iniziale che avrà l'utente sulle capacità di risposta del sito e risulterà fondamentale per modellare l'impressione generale della qualità e dell’affidabilità di navigazione.

Ad oggi i principali problemi di interattività su un sito web si verificano durante il caricamento della pagina perché il codice viene suddiviso in più caricamenti oppure viene caricato troppo JavaScript in anticipo.

Per una buona esperienza, gli utenti dovrebbero essere in grado di interagire con la pagina entro 100 millisecondi.

Cumulative Layout Shift (CLS)

Core Web Vitals: Cumulative Layout Shift Core Web Vitals: Cumulative Layout Shift

Il Cumulative Layout Shift misura lo spostamento degli elementi visibili e i cambiamenti di layout che arrivano all’improvviso e si verificano durante l’intera durata della visita della pagina causando uno shift dopo il caricamento dell’area del sito dovuto al ridimensionamento, con un effetto piuttosto fastidioso.

Il calcolo del CLS è piuttosto complicato e si esprime come il prodotto di due valori, la componente d’impatto e la componente di distanza utilizzando questa formula:

punteggio layout shift = componente impatto * componente distanza

La componente d’impatto misura lo spazio normale occupato da un elemento nella finestra e quello che occupa dopo il suo spostamento. L'unione dell'area visibile dell'elemento prima e dopo lo spostamento decreta la percentuale della vista totale quindi la sua componente di impatto.

La componente di distanza è la distanza maggiore che un elemento instabile ha coperto nel riquadro durante lo spostamento (in orizzontale o in verticale) diviso per la dimensione più grande della finestra (larghezza o altezza, a seconda di quale sia maggiore) e si misura sempre in percentuale.

Il CLS è dunque il prodotto di queste due componenti e per una buona UX dovrebbe essere inferiore a 0,1.

Esempio del Cumulative Layout Shift Esempio del Cumulative Layout Shift

L'immagine precedente mostra un blocco di testo - che occupa metà della parte visibile dello schermo - spostarsi in basso di un 25% dell'altezza della finestra. Il rettangolo rosso indica l’unione dell’area visibile dell’elemento prima e dopo lo spostamento, ossia 50% + 25% = 75% della finestra, quindi la componente d'impatto è 0,75.

E siccome l’elemento instabile si è spostato del 25% dell’altezza della finestra, il valore della componente di distanza è 0,25.

In base alla formula scritta in precedenza, il punteggio CLS è uguale a 0,75 * 0,25 = 0,1875 che risulta essere migliorabile.

La page experience

Core Web Vitals Page Experience Core Web Vitals Page Experience

Gli sviluppatori di Google hanno elencato i criteri presi in esame per la valutazione di un sito e le metriche utilizzate dall’algoritmo per capire come un utente percepisce l’usabilità di una pagina web.

Alcuni fattori di posizionamento indispensabili che Google richiede sono:

  • ottimizzare per i dispositivi mobili
  • minimizzare al massimo il caricamento delle pagine
  • garantire la sicurezza con HTTPS
  • strutturare adeguatamente gli annunci pubblicitari con gli interstitial (pagine pubblicitarie realizzate con JavaScript o Flash)

Come migliorare i Core Web Vitals

Google consiglia di correggere tutte le metriche etichettate come "Scarse" e alcune delle correzioni di pagina più comuni dovrebbero includere:

  • ridurre le dimensioni della pagina a meno di 500 KB.
  • limitare il numero di risorse della pagina a 50.
  • valutare l'introduzione di AMP

Conclusioni

Google ha creato una nuova libreria JavaScript dedicata ai Core Web Vitals e API che permettono di misurare ogni parametro e raccogliere dati degli utenti reali. In questo modo è possibile sfruttare le API per tracciare autonomamente il comportamento degli utenti sfruttando Google Tag Manager per trasferire le metriche su Google Analytics ed esportarle su Google Data Studio.

In definitiva possiamo dire che l'introduzione dei Core Web Vitals ci ricorda ancora una volta che l'obiettivo principale rimane quello di creare siti facili e veloci da navigare, soprattutto per gli utenti mobile. Sottovalutare questi aspetti non solo rischia di diminuire le conversioni del nostro sito ma il pericolo è rimanere confinato alle posizioni più basse della SERP.

Davide Ciambelli
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