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Giulia Bezzi

Cosa significa avere un sito web?

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Giulia Bezzi
Cosa significa avere un sito web?

In questo momento di apertura verso il mondo online, trovo doveroso fermarci a riflettere su cosa significa avere un sito web.

Voglio parlarne perché, ascoltando molti miei colleghi nei vari contributi video di questo periodo, mi sono resa conto di non essere l'unica ad avere a che fare con tantissime offerte che iniziano tutte con "voglio un sito web perché adesso sono tutti online" e che finiscono tutte con "ah, non pensavo ci volesse tutto questo tempo".

Se da una parte il periodo ha regalato, a noi del settore web, la sensazione che le persone siano riuscite a capire a cosa serve lavorare bene per la promozione online, dall'altra ci sta portando tantissimo impegno per far capire alle PMI cosa significa avere un sito web, quali siano i passaggi obbligatori della sua creazione, che tipo di attività servono per far visitare il proprio sito web e quando davvero si inizia a guadagnare.

Io utilizzo sempre il paragone tra un sito web e un negozio in centro a Roma in Via Del Babbuino. Ci sono caratteristiche molto simili che ci possono aiutare per far capire cosa significa:

  1. costi affitto o acquisto, allestimento, mantenimento, magazzino e logistica 
  2. personale che sappia parlare almeno l'inglese molto bene
  3. competizione con i più grandi brand 
  4. grande affluenza di pubblico
  5. pubblicità del negozio

Cosa significa avere un sito web? Avere un business plan

cominciare da un business plan

Prendiamo i cinque punti sopra descritti e partiamo dal primo, non ti dico quanto costa comprare o affittare un locale in centro Capitale perché è decisamente differente, per fortuna, dal sito web, ma ciò che voglio proprio evidenziare che non è nemmeno un problema di sito web, ma di tutto ciò che accade attorno allo stesso.

Per me, intanto, esistono due tipi di siti web: gli e-commerce e il resto del mondo. 

Nel primo caso, per capire cosa significa avere un sito web dobbiamo porci una serie di domande che elenco a scopo esplicativo, ma per nulla esaustivo: 

  • voglio persone all'interno che si occupino dell'e-commerce o esternalizzo tutto?
  • ho pensato che dietro al sito web dovrà esserci un gestionale che parla con il mio e-commerce per fornire informazioni sulla giacenza del prodotto come minimo fino a dare il via all'ordine?
  • so che, una volta ordinato il prodotto, le persone si aspettano venga consegnato alla Amazon style (NdR. anche in una giornata lavorativa)?
  • dall'ordine ho un sistema che si coordina con tutti gli spedizionieri per il ritiro e la distribuzione della merce ai singoli clienti? 
  • caspita, le persone devono pagare in qualche modo, ho valutato con quali sistemi di pagamento
  • ho un customer care in grado di gestire tutte le richieste che mi arriveranno dal momento della scelta fino a quando non è arrivato il prodotto a casa e oltre?

Non ho sicuramente finito ma, solo così, dovrei aver fatto intendere al mio interlocutore che non si può aprire subito un sito web e serve un bel business plan, non un SEO specialist in prima battuta. 

Ci sono investimenti importanti da compiere anche quando si desidera un blog o un classico sito vetrina in cui raccontare la propria attività per ottenere contatti, perché non siamo soli nel web e apparire richiede un primo momento di progettazione economico finanziaria. 

Dobbiamo valutare quali sono i nostri obiettivi, in quanto tempo vogliamo raggiungerli, analizzare i nostri punti deboli e prevedere soluzioni per eliminarli in partenza, valutare il costo delle risorse, della modifica di processi interni, delle infrastrutture tecnologiche da adottare, dei consulenti che dovranno seguirci.

Cosa significa avere un sito web? Come minimo, averlo pensato per bene.

Per approfondire leggi: Palestre e centri fitness: il nuovo business model per sopravvivere a Covid.

Cosa significa avere un sito web? Avere le persone giuste che ci lavoreranno

affida la gestione del tuo sito web a personale competente

Il personale bilingue del negozio in Via del Babbuino, semplicemente quello. Già, perché è un po' difficile vendere qualcosa senza qualcuno che ci comunica cosa vende, perché comprarlo, se la taglia indossata è quella giusta, se può essere abbinato ad altro, perché dovrebbe essere differente online?

Ci servirà quanto meno un responsabile del sito web che:

  • controlla i lavori di ristrutturazione del sito web per valutare che sia adatto a ciò che vendiamo;
  • determina una strategia di contenuti per vendere, facendosi capire perfettamente dal proprio pubblico;
  • scrive i contenuti del sito o dirige i copywriter dell'agenzia web scelta per scriverli;
  • definisce le attività da svolgere sul sito web in autonomia o con il proprio digital strategist;
  • valuta l'andamento delle vendite o dei contatti generati;
  • studia i risultati per proporre nuove attività, perfezionare ciò che già funziona, cassare ciò che sta facendo spendere solo soldi;
  • fornisce informazioni al proprietario del sito web sui prodotti più venduti, quelli più resi, quelli che non piacciono, quelli che hanno avuto maggiori critiche o complimenti.

Certo, si può esternalizzare tutto, ma dovrebbe essere buona norma avere un referente interno che se ne occupi: si velocizzano le attività ma, soprattutto, sono sicuramente molto più ben svolte.

Per approfondire leggi: SEO: meglio esternalizzarla o gestirla in-house?.

Essere conosciuti per il proprio Brand

Se il sito web serve al posto della brochure patinata, conviene continuare a spedirla via posta, magari aggiungendoci qualcosa di personalizzato per far sentire speciale chi la riceverà e sarà sicuramente un investimento migliore.

Se, però, si è convinti che sia il modo migliore per acquisire i clienti, allora alla domanda "cosa significa avere un sito web" bisogna aggiungere: olio di gomito, sudore della fronte, bell'investimento per essere riconoscibili.

Al mondo esistono 1,71 miliardi di website (e non 20 boutique come quelle di una normale via di una qualsiasi città) ma solo 200 milioni sono in attività (fonte: infodata sole 24 ore, 5 settembre 2019).

quanti siti web ci sono

Molto probabilmente ci saranno anche tanti fallimenti, ma ho la convinzione che tanti di questi siti web siano stati lasciati alla deriva, soli e soletti, con l'ultimo articolo di blog del 2010, la mancanza di certificato SSL, l'impossibilità di navigarlo da smartphone e la caratteristica grafica da videogiochi dei bar di quando avevo 14 anni, con dei pixel grandi quanto un foglio A4.

Ma sempre 200 milioni sono e allora come si può urlare più forte degli altri per farsi conoscere? Preparandosi a far brillare il proprio brand in tutti i canali di comunicazione online e offline se possiamo. 

Penso solo a quello che dico sempre ai miei clienti che non sono ancora così conosciuti: cliccheresti la prima posizione se appartenesse ad una Signora Boh, quando in seconda posizione hai Luisa Via Roma? Prenderesti un bel Sassicaia da un Signor Vinobuono quando un paio di posizioni sotto c'è il sito di Antinori? 

Io, sinceramente, seppur molto fiduciosa e ormai abbastanza scafata nel commercio elettronico, tendo a comprare da chi conosco più volentieri. Per cui è necessario pensare di lavorare non solo al proprio sito web ma a tutti i canali digital in cui è presente il nostro potenziale pubblico, o faremo parte del miliardo inattivo:

  • il tuo pubblico si riversa su Facebook e Instagram? Ci devi essere;
  • i tuoi clienti hanno grande affinità con LinkedIn? Ci devi essere;
  • hai un pubblico che si ammazza di video su Youtube? Sotto con i tutorial;
  • chi potrebbe acquistare da te legge riviste di settore specifiche? Contatta la rivista online e fatti pubblicare;
  • ci sono degli Influencer che parlano del tuo settore? Facci subito un pensiero.

E potrei andare avanti ad oltranza, il senso sta nel sottolineare che prepararsi il proprio negozio, allestirlo per bene, metterci a lavorare il miglior personale del mondo capace di convincere Frau Blucher a mettersi tacchi a spillo e minigonna, è solo la punta dell'iceberg.

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Riassumiamo: cosa significa avere un sito web?

Avere chiaro quale sia l'investimento attraverso un vero e proprio business plan.

Prevedere che ancora non esistono macchine che possano gestire la comunicazione del sito web in autonomia, serve almeno un responsabile, probabilmente dei colleghi, dei consulenti o un'agenzia che accompagni in questo percorso.

Non pensare nemmeno lontanamente che basti vedere un bel prodotto grafico online, che risponde a www.quantobelloeilmiosito.com, per avere visite continue e fruttuose. 

Avere l'umiltà di voler intraprendere un percorso che passa dalla capacità di saper comunicare cosa si vende a quella di far capire chi siamo, quali sono i nostri valori, perché sceglierci.

Io sono felicissima all'idea che sempre più PMI abbiano capito l'importanza di avere una propria casa online, in cui potersi raccontare, farsi conoscere e fare affari. Potrei dire che non tutto il male viene per nuocere, ma quando mi soffermo a parlare con le persone che ci contattano, con grande dolcezza e comprensione dico anche: non possiamo avere tutti un negozio di 150 mq in Piazza di Spagna. 

Un abbraccio immenso, mai demoralizzarsi, ma pensarla bene e, una volta deciso, perseverare con pazienza e costanza. E, se non possiamo permetterci di avere obiettivi ambiziosi raggiungibili in breve tempo, andiamo piano e lontano e ci metteremo di più. L'importante è essere consci di cosa significa avere un sito web e perché non vogliamo essere precipitosi nell'affiancare chi ci chiede di intraprendere questa strada.

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Giulia Bezzi
Superstar

Sa tutto... o quasi.

Giulia è SEO strategist, CEO della sua Società che si occupa di strategia SEO e content marketing, ama collaborare con le agenzie web, visto che non tratta tutte le aree digital, ed è la referente di numerosi progetti SEO, soprattutto per grandi ecommerce e portali.
Autore di "SEO&Journalism" accanto a Salvatore Russo, con il quale è Co-Founder di &Love srl, società che sviluppa eventi digital come SEO&Love.
Brand Ambassador di Kleecks, SaaS di ultima generazione per la crescita di conversione, e non solo, che utilizza con molti suoi clienti.
Speaker e docente per le discipline che riguardano il suo campo di attività è un'imprenditrice attenta alle tematiche sociali. A tal proposito, ha dedicato una parte della sua Società allo sviluppo de LeROSA, progetto che stimola l'indipendenza economica, culturale e intellettuale della donna, senza demonizzare nemmeno per un attimo l'uomo.
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