10 domande e 10 risposte sui Core Update di Google

Dario Ciracì

Jan 05, 20217 min read
google core update

Recentemente Google ha rilasciato un nuovo update algoritmico. Ormai da 3-4 anni Google rimescola un po’ le carte in tavola nelle SERP con i Core (o Quality) Update. Quello di dicembre è il terzo pubblicato in questo 2020, considerando che gli altri due sono stati pubblicati (e notificati) rispettivamente a gennaio e a maggio.

Quando parliamo di Core o Quality Update facciamo riferimento ad update abbastanza importanti in termine di riflesso sui posizionamenti nelle SERP. Tant’è vero che gran parte dei tool di tracking della volatilità delle SERP, come il Sensor Tracking Tool di SEMrush rilevano forti scossoni e cambiamenti nelle top-10 dei risultati di molte nicchie. Quando l’update è molto importante vengono solitamente interessate tutte le SERP settoriali.

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C’è tuttavia da considerare, che di update algoritmici Google ne pubblica anche mensilmente. Hanno però effetti minori sulla volatilità e variazioni considerevoli in SERP.

L’obiettivo dei Core Update è quello di rendere le SERP sempre più pertinenti e precise rispetto agli intenti di ricerca. Il risultato restituito nella SERP deve, non soltanto disambiguare una query laddove possa prestarsi a più intenti interpretativi dell’utente, ma anche essere, tra tutti quelli presenti, quello più rilevante.

Ho deciso di raccogliere una decina di domande tra le più diffuse nelle discussioni negli ambienti SEO, ma anche tra quelle che mi sono state fatte da clienti con i quali ho avuto modo di lavorare. Per avere una visione più ampia sui Core Update, ti consiglio di leggere anche questi miei due articoli, pubblicati sempre qui su SEMrush:

Ti consiglio inoltre di vederti il webinar che realizzai per SEMrush, perché i pattern su cui si è mosso quest’ultimo update di dicembre sono esattamente gli stessi che avevo individuato esaminando i siti caduti con l’update di maggio durante il webinar.

Veniamo a noi con le domande più diffuse sui Core Update a cui cerco di dare una risposta sulla base di analisi statistiche, di osservazione di pattern di siti colpiti e di qualche caso di recupero a cui ho lavorato.

Una piccola premessa: i Core Update sembrano legati tra di loro e in qualche modo sembrano interessare siti già colpiti, in positivo o in negativo, con gli update precedenti. Ogni update può dare o togliere traffico a questi siti ed è più facile che ad essere colpiti siano siti di medio-grandi dimensioni. Meno probabilità c’è invece per i siti appena nati.

1. Quali sono i siti e i fattori target del Core Update?

I fattori interessati possono essere tanti e differenti tra un Core update e l’altro. L’update di agosto 2018, conosciuto come Medic Update, aveva infatti un focus maggiore sui siti cosiddetti YMYL (Your Money Your Life), ovvero siti in grado di influenzare decisioni economiche o scelte salutistiche delle persone. Per questo furono colpiti molti siti editoriali e eCommerce a tema medico, anche se non esclusivamente quelli. Il fattore principale che viene interessato dai Core Update è il grado di pertinenza di una pagina rispetto ad un intento di ricerca.

Nello specifico, viene modificata l’interpretazione, effettuata dal motore di ricerca, di un intento per renderlo quanto più vicino possibile al reale bisogno informativo determinato in quel momento dal bot. Per capirci meglio, gli intenti di ricerca possono mutare nel tempo (sia perché cambiano i modi in cui cerchiamo, sia per effetto dell’avanzare della tecnologia, come le ricerche vocali) e Google, da anni cerca di disambiguare le query (ricordiamoci di Hummingbird). Di conseguenza possiamo affermare che difficilmente vedremo una fine ai Core Update, ma che saranno sempre attivi e, probabilmente, sempre più frequenti.

2. Che tipologie di pagine vengono interessate dai Core Update?

Un po’ tutti i siti colpiti dagli update che ho avuto modo di analizzare perdevano traffico e posizioni principalmente dalla parte editoriale dei loro contenuti, quindi blog o F.A.Q page o altre sezioni di tipo informativo. Difficilmente ho visto perdere posizioni a pagine prodotto, tranne in quei casi in cui queste presentavano porzioni abbondanti di testo descrittivo e il cui fine era anche quello di intercettare ricerche informative da keyword long tail. 

Relativamente alle sezioni editoriali, ci sarebbe da aprire una parentesi sul concetto di “verticalità tematica” di un sito. Tanto più un sito allarga l’orizzonte degli argomenti tematici trattati, tanto più è probabile che, prima o poi, qualche Core Update possa interessarlo.

Un altro dei pattern che ho potuto confermare in questi anni è infatti che ad essere premiati sono spesso siti ben verticalizzati su specifiche nicchie. Per capirci, un sito che parla solo di farmaci galenici è più specializzato di un sito che parla di farmaci a tutto tondo. Di conseguenza, se cerco una preparazione galenica avrò più probabilità di trovare online il sito nicchiato rispetto a quello più generalista.

3. Il Core Update è una penalizzazione?

No. Tecnicamente neanche i vecchi Penguin e Panda erano penalizzazioni, ma filtri algoritmici. In questo caso non sarebbe corretto parlare neanche di filtro algoritmico perché, a tutti gli effetti, è come se fosse un riordino o rimescolo dei risultati in SERP.

4. Perché il mio sito perde traffico dal Core Update?

Il sito perde traffico perché determinate pagine vengono retrocesse nelle SERP. Le percentuali di traffico perse possono variare a seconda del volume di ricerca della query. 

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Qui entriamo in un terreno minato ed in un’area ancora grigia. Grigia perché, allo stato attuale, nessuno sembra in grado di capire esattamente che ruolo hanno i link in tutto ciò, ovvero quanto influenzano e in che modo i Core Update. Dalle mie osservazioni ho notato due pattern ricorrenti:

  • Puoi fare (o aver fatto) tutta la link building che vuoi, anche di ottima di qualità, puntando a siti con altissimo trust. Tuttavia, se il contenuto di una determinata pagina, anche spinta da link esterni, non risponde più bene ad uno specifico intento di ricerca, quei posizionamenti non saranno comunque recuperati.
  • Dall’altro canto, ho notato anche come, a resistere ai Core Update (sebbene qualche gigante sia caduto, vedi Aranzulla.it), siano sempre i soliti “big” dell’editoria. E cosa li fa stare su se non gli ottimi profili link? Ricordiamoci che a determinare gli esiti dei Core Update siamo noi stessi utenti. Tendiamo a cliccare e a leggere siti come MyPersonalTrainer o Multiplayer perché “ci fidiamo” dell’autorevolezza che si portano dietro, anche a fronte, magari, di contenuti non proprio “all’altezza”, di pubblicità un po’ invasive o di una navigabilità non ottimale.

Fermo restando, dunque, che è inutile fare link building su pagine colpite da Core Update, perché anche “super link” non permetteranno di recuperare i posizionamenti, sarebbe sempre utile acquisire link in modo costante e crescente, indipendentemente dai Core Update.

6. C’è un modo per recuperare dal Core Update?

Si è possibile recuperare. Ma come ribadisco ogni volta ai miei clienti o ai nuovi prospect, richiede tempo e pazienza. Bisogna partire dall’effettuare un audit SEO e risolvere tutte le problematiche tecniche del sito che possano impedire o limitare un’ottima navigabilità del sito da parte degli utenti e un perfetto assorbimento delle pagine da parte del bot. Dopo di che vanno analizzate, nel dettaglio, le posizioni e le pagine perse, vanno analizzate le SERP per vedere, ad esempio, per le query a più elevato volume di ricerca, quali sono ora le pagine dei competitor mostrate in cima alle SERP da Google e raffrontare le nostre pagine con le loro per cogliere ciò che le differenzia. Se si trovano dei pattern comuni, bisogna lavorare su quelli e risolverli.

Se, ad esempio, per rispondere ad una query ho condito la mia pagina di una lunghissima (ed inutilissima) intro in chiave SEO, oltre a centinaia di megabyte di fastidiosissima display ads, mentre quelle dei competitor che dopo l’update sono salite in top-3 hanno ora pagine pulitissime, veloci, prive di pubblicità e che rispondono immediatamente alla query, ecco, allora quello è già un pattern di analisi sul quale lavorare. 

Figura 1 esempio recupero sito da Core UpdateBisogna inoltre considerare le tempistiche. Possono essere lunghe, a volte anche molto lunghe e, ad ogni modo, dovrà attendersi il rilascio di un nuovo Core Update. Se non risolvi tutti i problemi emersi dall’analisi di un professionista, puoi anche dimenticarti di recuperare quel traffico. Tanto vale lavorare sullo sviluppo di nuovo traffico da nuovi contenuti.

Sulla base dei Core Update sino ad ora pubblicati e ai siti da me analizzati e recuperati, ripartirei l’importanza dei 3 fattori in questo modo:

  • 50% contenuto della pagina rispetto alla pertinenza per un intento di ricerca. Questo è da intendersi come capacità del contenuto di soddisfare il bisogno informativo dell’utente in modo completo e, soprattutto, nel minor tempo possibile;
  • 25% usabilità, navigabilità, adv intrusivo;
  • 25% profilo link e sua qualità.

8. Quali le tempistiche da attendersi per un recupero?

Mi è capitato di recuperare un sito dopo 6 mesi. Lo stesso ha perso di nuovo una parte di traffico dopo 9 mesi e ha recuperato più del doppio del traffico dopo 12 mesi. In linea di massima non c’è una statistica certa. Come non c’è un unico recupero o un unico crollo di traffico che possano verificarsi nel tempo. Ricordiamo infatti che il contenuto meno “fresco” tenderà a rispondere sempre meno ottimamente ad intenti di ricerca mutevoli nel tempo.

Gli audit SEO tecnici e qualitativi andrebbero effettuati almeno una volta all’anno e i contenuti andrebbero aggiornati con maggiore frequenza.

9. I Core Update guardano sempre agli stessi segnali?

Grosso modo si, almeno finora. Se per “stessi signali” si intenda la capacità di rispondere in maniera migliore ad un intento di ricerca. Tuttavia non sappiamo esattamente quanto incidano tutti gli altri fattori (link, adv, velocità sito, ecc.) nel mix. Di certo c’è che i segnali degli utenti (clic e pogosticking in SERP per utenti loggati e che usano Chrome) è determinante nei Core Update e, nonostante Google lo abbia più volte negato, sono certo che un ruolo chiave nei Core Update lo giochino preventivamente anche le analisi effettuate dai Quality Rater.

10. E se ho un sito rientrante nella categoria YMYL (Your-money-your-life)?

In quel caso l’attenzione dovrà diventare doppia. Oltre ad un Audit SEO e a un Content Audit, sarà necessario effettuare un Quality Audit che raffronti il proprio sito con gli esempi indicati nell’apposita sezione presente nelle linee guida per i Quality Rater. Occhio quindi anche a fattori esterni, come recensioni, articoli esterni che riguardano la reputazione di un brand o di una persona, perché potrebbero correlarsi, in maniera indiretta, con la perdita di ranking.

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Dario CiracìDario è il fondatore dell'agenzia Webinfermento e autore del blog Webinfermento.it.. Specializzato in SEO, Content Marketing e Link Earning, partecipa come docente e relatore nelle più importanti conferenze italiane di web marketing. Ha curato numerosi progetti di successo nel Content Marketing e ha scritto il libro "Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing", edito da Flaccovio Editore.
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