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Come differenziare il tuo brand personale da colleghi e competitor?

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Come differenziare il tuo brand personale da colleghi e competitor?

Alessandro Mazzù
Come differenziare il tuo brand personale da colleghi e competitor?

Perché i brand funzionano? Semplice: perché i brand ci piacciono. L'esistenza stessa dei brand ci fa sentire bene, perché sottolinea la nostra libertà di scelta. Non c'è un unico tipo di pasta: c'è la Barilla, c'è la De Cecco, c'è la Voiello, c'è la Rummo, c'è la Garofalo e via dicendo. E lo stesso vale per i caffè, per gli pneumatici, per le scarpe... la possibilità di scegliere tra un brand e l'altro ci fa un sacco bene, ci piace.

Concorrenza tra brand: come farsi scegliere

Il problema è che noi, in quanto umani sociali, non ci limitiamo a scegliere. No, noi siamo a nostra volta scelti. Chi più, chi meno. Qualcuno cerca d'essere scelto da un recruiter o da un cacciatore di teste, così da dare una spinta alla propria carriera. Qualcun altro, invece, desidera essere scelto dai clienti. Ed è proprio per questo, per aumentare iperbolicamente le possibilità d'essere scelti, che ci impegniamo nel costruire il nostro personal branding nel migliore dei modi: lo fa il consulente di marketing, lo fa il neolaureato, lo fa il manager. Lo fanno, o perlomeno, dovrebbero farlo, tutti quanti.

Preview: Analisi della concorrenza e dei mercati con SEMrush

In ambienti altamente competitivi come il mercato moderno, ottenere dati accurati e tempestivi può fare davvero la differenza per tenere sotto controllo i competitor. In questa guida abbiamo raccolto le domande principali dei marketer e abbiamo spiegato come gli strumenti e i report di SEMrush possono fornire tutte le risposte.

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Il problema, però, è che molte persone non hanno ben capito cosa significa occuparsi realmente del proprio personal brand. Non hanno capito, insomma, che quando si parla di brand si parla in primo luogo di scelta, più precisamente della libertà di scelta degli altri.

In che senso? Mi spiego subito

Esistono tante, tantissime definizioni di personal brand. In generale si dice che fare personal branding vuol dire 'promuovere se stessi'. Chi vuole essere un filino più esaustivo, dice che curarsi del proprio brand vuol dire 'concentrarsi sul proprio valore e sulle modalità di presentazione dello stesso'. Altri ancora spiegano che sviluppare un personal brand significa dare una buona ragione a un cliente o a un datore di lavoro di scegliere proprio noi.

Giusto, giustissimo. Ma non manca qualcosa? Costruire un brand personale non vuol dire solo 'aiutare qualcun altro a scegliere noi', significa aiutarlo a scegliere noi al posto di tutti gli altri candidati o concorrenti. Non basta essere bravi, buoni, belli ed economici. Bisogna essere i più bravi, i più buoni, i più belli, i più economici. Il che, si sa, è praticamente impossibile. Ma allora che cosa si può fare?

Come farsi notare sul lavoro - personal branding

Là fuori ci sono tanti, tantissimi altri professionisti che hanno il tuo stesso ruolo. Ci sono tanti altri esperti SEO, ci sono tanti altri ragionieri, ci sono tanti altri idraulici, ci sono tanti altri consulenti di web marketing... ecco, devo ammettere che non ci sono tanti consulenti per i consulenti di web marketing, ma io sono una grossa mosca bianca, e tant'è.

Se non puoi essere il più di tutti quanti, sotto tutti i punti di vista, devi perlomeno essere certo di essere diverso da tutti gli altri!

A questo proposito, per rinforzare la mia tesi...  hai mai sentito parlare dell'effetto Von Restorff? Nel campo della psicologia e delle neuroscienze con questo termine ci si riferisce a un singolare meccanismo della nostra mente la quale, davanti a una pluralità di stimoli, tende sempre a concentrare l'attenzione su quello diverso da tutti. Insomma, su un tavolo pieno di mele rosse, la nostra attenzione cadrà molto probabilmente sull'unica mela gialla presente nel mucchio. Questo per sottolineare, insomma, quanto conta differenziarsi dagli altri, soprattutto in termini di personal branding.

Differenziati dai colleghi e competitor per farti notare

Fare il camaleonte non ha alcun senso se si è alla ricerca di potenziali datori di lavoro o di clienti! Non bisogna nascondersi o confondersi, bisogna riuscire a spiccare fra tutti gli altri!

Come esiste la libertà di scelta per i consumatori (e per i datori di lavoro) così esiste anche la libertà di essere diversi, di differenziarsi. Ma cosa vuol dire differenziazione a livello di personal branding? Significa fare uscire il meglio di te, di te che, come qualsiasi altro umano, sei unico, senza eguali.

Sembra facile, ma non lo è affatto

Per essere differenti, e per esserlo in modo costante ed efficace, bisogna essere autentici. Ma per comunicare verso l'esterno la propria autenticità bisogna in primo luogo conoscere sé stessi alla perfezione, per costruire un personal brand solido, e non un castello di carte che cadrà su se stesso alla prima occasione.

Maggiori info I 10 errori più gravi nella gestione di un Brand personale Post Alessandro Mazzù

Per realizzare il tuo brand, insomma, non devi partire dal tuo sito web o dal tuo profilo LinkedIn, no, devi partire da una bella sessione di introspezione: il centro del tuo personal brand devi essere tu, non l'immagine di te che hai creato su Twitter! Questo è abbastanza chiaro, no? Comportarsi in modo differente non sarebbe solo inefficace, ma anche penoso, e alla lunga altamente stressante.

Ecco, dunque, cosa devi fare per analizzare te stesso in vista dello sviluppo del tuo brand personale: dovresti rispondere a qualche domanda mirata. E occhio, non dovrai pubblicare nessuna di queste risposte, non dovrai nemmeno urlarle per strada in pausa pranzo: quindi prenditi il tuo tempo, e soprattutto sii sincero.

Come differenziarsi a livello di personal brand: le domande da porsi per conoscersi meglio

9 domande per individuare i punti forti del tuo brand personale

Sarebbe bello iniziare e finire con una bella domandona onnicomprensiva, del tipo:

Cosa ti differenzia da tutti gli altri?

Per rispondere a tale quesito in modo esaustivo, corretto e utile per il tuo personal branding, però, dovresti già avere alle tue spalle delle belle e fruttuose sedute di introspezione. Bisogna dunque andare un po' più piano, e soprattutto essere un filino più precisi. Fossi in te, partirei dall'analisi dei tuoi obiettivi: qualsiasi sia il tuo ruolo, qualsiasi sia il tuo settore, devi porti uno o più mete da raggiungere, sul medio o sul lungo termine, a partire dai tuoi desideri. Ecco quindi le prime domande che devi farti:

  • Qual è il tuo obiettivo più alto?
  • Cosa ti renderebbe davvero felice?
  • Se ti capitasse tra le mani la famosa eredità dallo zio d'America, e se quindi nessuno ti obbligasse più a lavorare, che cosa vorresti fare per riempire le tue giornate?

Avere ben chiari i propri obiettivi ci aiuta a capire quali azioni vanno assolutamente compiute e quali, invece, devono essere evitate. Fatto questo, dovresti individuare quelle che sono le tue capacità peculiari le quali, oltre a distinguerti da tutti gli altri, ti devono aiutare a centrare i tuoi obiettivi. E  dunque:

  • In cosa sei meglio degli altri?
  • Quali sono le tue armi segrete?
  • Se qualcuno, presentandoti a un un investitore o a un datore di lavoro, dovesse descriverti nel migliore dei modi e in modo sincero, cosa dovrebbe dire?

Bene, ora sai dove vuoi andare, e sai anche con quali strumenti ci potrai arrivare. Ma in che modo ti muoverai? Quali valori, dunque, ti guideranno? Al tuo pubblico, infatti, non interesserà unicamente cosa farai, ma anche in che modo lo farai. Ecco le domande che dovresti farti per aiutare a inquadrare i tuoi valori:

  • Ti resta un anno di vita (tocca ferro): cosa faresti in questi ultimi 12 mesi?
  • Sei morto (tocca ferro di nuovo): cosa vorresti che dicessero di te le persone che partecipano al tuo funerale?

Infine, devi mettere tutto questo a frutto per differenziarti davvero, per capire cioè cosa ti rende unico:

  • In che modo il (tuo) mondo sarebbe diverso se tu non ne facessi parte?

Come differenziare il tuo personal brand

Bene, ora sai cosa ti rende unico, sai cosa ti differenzia. Come puoi differenziare, dunque, il tuo personal brand in modo efficace? Come puoi comunicare tutti i tuoi peculiari tratti distintivi alla tua audience, attraverso il tuo sito web, i tuoi social network, le tue newsletter e le tua stessa presenza?

Pensa a tutte le operazioni che fai quotidianamente per comunicare verso l'esterno, dal semplice post su Facebook fino allo speech durante un seminario. Ecco, ora inizia a ripensare ogni singola attività in base alle tue passioni, ai tuoi obiettivi e ai tuoi valori: quella che ne uscirà sarà una combinazione unica, differente da qualsiasi altra, e mostrerà il meglio di te. Ed è esattamente questo che fare personal brand dovrebbe significare, no?

Prova a mettere in pratica questi consigli: scrivi qui sotto le idee che ti sono venute per rendere unico il tuo personal brand!

Sono curioso di vedere quali soluzioni hai immaginato!

Le strategie dei tuoi competitor?

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Alessandro Mazzù
Guru

Un grande saggio del marketing digitale.

Consulente di web marketing, formatore, autore e podcaster. Nel tempo libero mangio pizza e sushi (a volte insieme!), scatto foto con il mio iPhone e mi pettino. La barba.
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Commenti

2000
Nuovo arrivato

Si è appena iscritto o è troppo timido per dire qualcosa.

Concordo pienamente. Ma questo vale per noi che siamo del mestiere. Ma c'è chi vuole costruire il suo personal brand essendo un medico, un architetto, oppure un esperto fitness...e probabilmente non è in grado di fare le grafiche o di scattare foto o qualsiasi altra cosa tecnica. Sono del parere che la comunicazione abbia in sé delle regole da seguire per fare in modo che sia efficace e che quindi debba comunque seguire dei principi. Quello che voglio dire è che dopo aver analizzato il percorso e costruito la strategia è importante applicarla. Con costanza e precisione. Spero di conoscerti presto.
Alessandro Mazzù
Guru

Un grande saggio del marketing digitale.

Simona Ruffino
Come potrei non essere d'accordo con te? Per questo prima scrivevo che è necessario affidarsi a professionisti che, in primis, elaborino un progetto, una strategia e dopo la applichino. A presto, Simona.
Nuovo arrivato

Si è appena iscritto o è troppo timido per dire qualcosa.

Ciao Alessandro,
la differenziazione é sostanzialmente quello che noi brand specialist chiamiamo PLUS di Brand. Guardandomi intorno (ed anche nella formazione che ho il privilegio di fare a tanti ragazzi o a dei giovani lavoratori nei reparti aziendali di marketing) la cosa principale che mi chiedono é se una persona da sola possa costruire il suo personal brand. Io rispondo che, in verità, per una comunicazione eccellente, sono necessarie tante competenze. Non so tu cosa pensi in merito e mi farebbe piacere confrontarmi con te.
Un caro abbraccio.
Simona Ruffino
Alessandro Mazzù
Guru

Un grande saggio del marketing digitale.

Simona Ruffino
Ciao Simona, dipende dalla persona. Mi spiego meglio: nel mio caso, lavorando in ambito marketing e comunicazione da 15 anni, riesco a gestire da solo il mio personal branding. È ovvio che in realtà la cosa dipende dalle competenze e dal background di una persona. Sinceramente non riuscirei a immaginare qualcuno che possa scrivere al mio posto o fare grafiche al mio posto, etc. Nel caso invece di una persona che vuole lavorare sul proprio personal branding ma ha un background lontano dal marketing e dalla comunicazione è necessario affidarsi a un professionista in grado di elaborare un vero piano di personal branding così poi da trovare le risorse giuste per portare avanti il lavoro. Prima di tutto viene la consulenza che definisce il tutto. Solo successivamente vengono i professionisti che realizzano praticamente quanto emerso dal progetto.
Luca Carchesio
Esperto

Offre preziosi consigli e dà profondità alla conversazione.

Ciao Alessandro, nel tuo articolo secondo me, tratti un argomento molto importante. A mio modesto parere differenziarsi è tra gli elementi più importanti dell'intero processo di sviluppo di un brand. In fase ideativa e successivamente attuativa l'elemento "diverso" o "differente" accende sicuramente una luce diversa sul marchio. Ottimo articolo! utile e concreto.
Alessandro Mazzù
Guru

Un grande saggio del marketing digitale.

Luca Carchesio
Grazie Luca, sono profondamente convinto che la differenziazione sia assolutamente fondamentale e mi meraviglio sempre nel vedere che in pochissimi ne comprendono l'importanza. A presto.

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