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I 10 errori più gravi nella gestione di un Brand personale

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I 10 errori più gravi nella gestione di un Brand personale

Alessandro Mazzù
I 10 errori più gravi nella gestione di un Brand personale

Ho già parlato tante altre volte di personal branding, spiegando quelle che, a mio avviso, sono le azioni da compiere per costruire il proprio brand personale in modo efficace e produttivo. E qui, difatti, si potrebbe chiudere l'argomento: una volta spiegato esaustivamente cosa fare per raggiungere un determinato obiettivo, ogni parola generale e ulteriore non potrebbe essere che vana.

Mi capita sempre più spesso, però, di incappare nei profili social di imprenditori, di dirigenti, di star della tv, di influencer e di consulenti, e di restare sbalordito di fronte ai giganteschi errori che questi – o chi per essi –  commettono nella gestione del proprio brand personale. E non parlo di sviste da nulla, di ingenui abbagli o di innocenti qui pro quo: no, parlo proprio di svarioni belli e buoni, i quali talvolta sono capaci di rovinare delle intere carriere, mettendo in serio pericolo la salute di un business.

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Per questo ho deciso di tornare sull'argomento del personal branding. Questa volta, però, non dirò che cosa è necessario fare per costruire un personal brand capace di ottimizzare la propria immagine pubblica. No, farò invece il contrario, e scriverò tutto quello che non bisogna assolutamente fare per non rovinare un lavoro lungo anni.

Quelli che seguono, dunque, sono gli errori che non dovresti mai fare nella creazione e nella gestione del tuo personal brand. Forse alcuni li hai già fatti, e ti è andata bene. Magari stai ripetendo nel tempo alcuni gravi errori che hanno già intaccato il tuo business, ma forse, con un pizzico di fortuna, sei ancora in tempo per tentare un recupero in corner. In ogni caso, ti consiglio di leggere questa lista e di fare tesoro di ogni singolo consiglio: la prima impressione, là fuori, è davvero cruciale. Vuoi davvero rischiare di darne una sbagliata?

Ecco gli errori che non devi mai commettere (o che devi assolutamente smettere di fare):

1. Fingerti qualcun altro

Errori personal branding: fingersi qualcun altro

Coltivare il proprio personal branding ha uno scopo preciso, ovvero quello di far conoscere la propria attività e i propri punti di forza al mondo esterno. La tentazione di mostrare solamente il nostro lato migliore, quindi, è del tutto naturale: è un po' quello che succede anche durante i primi appuntamenti, no? Il problema, però, è che talvolta ci si spinge troppo in là, andando ben oltre la presentazione del 'nostro lato migliore', fingendosi insomma qualcun altro. Ma i rischi di questa strategia sono davvero tanti, e le bugie – soprattutto quelle sbandierate in rete – hanno davvero le gambe corte.

E sai che c'è? Nessuno vuole conoscere, assumere o affidare un incarico a un imbroglione. Insomma, il proprio personal branding deve essere basato sulla propria immagine reale.

2. Pensare che basti poco tempo

Creare un brand personale richiede molte analisi, non si improvvisa

Lo sviluppo e il mantenimento di un personal brand richiede un bel po' di impegno e parecchio tempo. Non basta una settimana, e nemmeno un mese: è necessario creare del valore per gli utenti, e riuscire a farlo a lungo. Basti pensare al fatto che, secondo degli studi recenti di neuromarketing, sono necessarie più di 5 impressioni per fare in modo che un brand venga memorizzato da un consumatore.

3. Non creare dei contenuti originali

Tra gli errori in fatto di personal branding c'è la pratica di non creare contenuti originali

Per essere qualcuno, in rete, bisogna generare qualcosa. Questo significa che non si può pretendere di creare un personal brand efficiente se non si fa altro che condividere i contenuti altrui. Occhio, non sto dicendo che condividere il lavoro degli altri sia sbagliato, anzi, è proprio su questo che si poggiano i social network. Ti sto invece dicendo che la tua strategia di personal branding non può essere tale senza la creazione di contenuti originali in grado di apportare qualcosa di nuovo e unico al tuo pubblico.

4. Non mantenere le promesse

Errori di Personal branding: non mantenere le promesse che si fanno

Strano: ci dimentichiamo quasi sempre delle promesse che i politici fanno in campagna elettorale e che poi, più o meno puntualmente, non mantengono una volta arrivati al governo. Al contrario, invece, non ci scordiamo quasi mai di quelle aziende che promettono tanto e combinano poco.

Quindi, non affermare sul tuo sito web che risponderai a ogni email in meno di 24 ore, se poi ti prenderai due settimane di ferie senza nemmeno avvisare i tuoi follower. Non promettere ai tuoi follower un nuovo podcast ogni settimana, se non sei certo di poter garantire questo ritmo per parecchio tempo.

Insomma, non fare mai promesse che non sei sicuro di poter mantenere: per quando riguarda queste cose, il pubblico ha infatti una memoria d'elefante.

5. Puntare ad avere più follower... per avere più follower

Ossessionarsi con i followers è un errore

Non è un caso se, nel social media marketing, il numero di follower viene considerato come una 'vanity metric'. A che pro avere 100.000 follower se il livello di engagement è prossimo allo zero? È molto, molto meglio avere qualche centinaio di utenti che seguono tutte le tue azioni, e che ne vengono immancabilmente coinvolti, no? Loro condivideranno i tuoi contenuti, parleranno di te ai loro amici e colleghi, e sì, diventeranno dei clienti.

6. Non fissare un obiettivo da centrare

Grande errore in una strategia di P. branding: non avere una strategia

Non si dovrebbe mai fare nulla senza avere ben chiaro in testa il traguardo da raggiungere.

A cosa vuoi arrivare grazie al tuo personal branding? Perché vuoi spendere ore in questa attività, togliendo tempo prezioso al tuo core business?

Molto probabilmente tu non vuoi diventare un influencer, no. Forse vuoi solo condividere le tue conoscenze; forse vuoi ritagliarti un posto nella tua nicchia e avere maggiore visibilità; forse vuoi aumentare le conversioni sul tuo sito web. Quel che conta è decidere qual è il tuo obiettivo, e averlo ben fisso in mente ancor prima di iniziare!

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7. Essere un tutt'uno con il brand aziendale

Attento a non perdere il tuo brand personale identificandoti con l'azienda per cui lavori

Qui non si parla di branding, ma di personal branding. Da una parte c'è il tuo profilo, dall'altra c'è quello della tua azienda. Puoi essere un imprenditore, un consulente, un dirigente, uno startupper, puoi essere qualsiasi cosa, ma non sei la tua azienda. Il tuo marchio personale è una cosa, quello del tuo business è tutta un'altra faccenda. E questo è importante soprattutto per chi, in qualità di dipendente, potrebbe un giorno allontanarsi dall'azienda attuale: chi non sarà stato in grado di separare la sua voce da quella del brand aziendale, si lascerà alle spalle anni e anni di branding – non personale.

8. Concentrarsi solo sui social network

Certo, il personal branding, nella sua accezione moderna, non può fare a meno dei social network. Ma attenzione: non si vive di soli Facebook, Twitter e LinkedIn. Ci sono molti altri canali attraverso i quali si può contribuire allo sviluppo del proprio brand: parlo del sito web personale, del blog, ma anche delle eventuali pubblicazioni cartacee e delle care vecchie interazioni faccia a faccia.

Eventi del settore e conferenze sono dei canali da non trascurare per dare una maggiore solidità alla propria reputazione.

I social media sono diventati molto più di una semplice piattaforma di comunicazione, si sono evoluti in una parte integrante del marketing digitale. Le aziende di tutto il mondo si rivolgono ai social network, che aiutano grandi e piccole aziende a raggiungere i consumatori. Tuttavia, questa arena di marketing diventa ogni giorno più competitiva. La buona notizia è che puoi...

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9. Perdere il controllo del tuo personal brand

È un errore non occuparsi in prima persona del proprio brand personale

Alcuni professionisti, a causa dei loro tantissimi impegni, non riescono talvolta a gestire in prima persona i propri profili social e i propri canali di comunicazione. Non c'è niente di male: affidare ad altri la gestione del proprio personal brand, a un certo livello, è praticamente una prassi. Il problema nasce però nel momento in cui si inizia ad allontanarsi troppo da quell'attività, smettendo cioè di intervenire in prima persona. Molto probabilmente, in poco tempo, il brand personale diventerà qualcos'altro, potenzialmente molto – troppo – diverso dall'originale.

10. Lasciarsi andare a delle uscite infelici

Per salvaguardare il tuo brand non fare il gioco degli hater

Certo, talvolta si fa davvero fatica a non togliersi dei sassolini dalle scarpe con dei post al vetriolo su Facebook. Altre volte è quasi impossibile non rispondere per le rime ai sempre presenti attaccabrighe della rete, e ai troll. Eppure è doveroso mordersi la lingua, e non scendere mai al livello degli hater – anche perché, come diceva  Oscar Wilde, "Non bisogna mai discutere con un idiota: prima ti trascina al suo livello, poi ti batte con l'esperienza". Litigare su Facebook è come mettersi a sbraitare nel bel mezzo di una gigantesca piazza pubblica, dove migliaia e migliaia di persone possono vedere e commentare: il fatto di essere nel giusto non è certo sufficiente per essere certi di non rimediare una brutta figura.

Questi sono i 10 errori di Personal branding che più spesso vedo commettere, anche da professionisti con tanti anni di esperienza.

Tu quale altro errore aggiungeresti?

Scrivilo nei commenti, spiegandomi perché, a tuo avviso, si tratta di un comportamento sbagliato che può danneggiare chi lo commette.

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Consulente di web marketing, formatore, autore e podcaster. Nel tempo libero mangio pizza e sushi (a volte insieme!), scatto foto con il mio iPhone e mi pettino. La barba.
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Cristina Skarabot
Aggiungo un altro errore comune: essere convinti che la propria idea di business sia geniale e il proprio prodotto o servizio il migliore sul mercato. Oggi il professonista vincente è quella che sa farsi scegliere, sa distinguersi tra la folla e sa associare il suo nome a un servizio. Cosa ne pensate?
Alessandro Mazzù
Cristina Skarabot
Interessante quello che scrivi, Cristina. È da anni che illustro nei miei corsi o negli eventi (e nel prossimo libro - SPOILER) che è fondamentale distinguersi dalla massa, lavorando sul proprio focus, sulla verticalizzazione, sulla differenziazione e sul propio unique value proposition. Non posso quindi che concordare con te.
Fabio Banzato
Grazie, bell'articolo! Io aggiungerei "Rispondere sempre ai commenti", mi sembra un'ottima attività per rafforzare il proprio personal brand, senza contare che il NON rispondere è, a mi avviso, altamente deleterio.
Alessandro Mazzù
Fabio Banzato
Assolutamente d'accordo con te Fabio. Ho cercato di condensare il tutto in pochi punti ma, come giustamente hai notato tu, anche l'attività di rispondere è essenziale. Grazie
Flavio Albano
un articolo gradevolissimo... congrats
Alessandro Mazzù
Flavio Albano
Grazie mille Flavio ;)