7 consigli per fare Email marketing nel modo giusto

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7 consigli per fare Email marketing nel modo giusto

Cristina Skarabot
7 consigli per fare Email marketing nel modo giusto

Per valutare il successo di una campagna di email marketing è necessario conoscere quali sono i numeri da analizzare e in questo articolo voglio mostrarti i passaggi essenziali per avere successo, migliorando il CTR e l’open rate dei tuoi messaggi di posta elettronica.

Oggi parlare di email marketing – che sia la classica email promozionale o la newsletter informativa – significa affrontare il problema di finire tra lo spam in caselle di posta ormai stracolme di messaggi. In pochi vogliono o hanno il tempo di tenere ordinata la casella di posta elettronica e il risultato è una inbox ricca di messaggi di cui le persone non hanno realmente bisogno e in cui è sempre più difficile trovare quello che si cerca.

Anche per questo oggi uno dei compiti più difficili del marketer è quello di aumentare il CTR e l’open rate dei messaggi promozionali o informativi inviati alle liste di utenti del sito che hanno deciso di riceverli.

Per dar vita a una campagna efficace e profittevole è oggi essenziale distinguersi dai tanti competitor che affollano la casella email dell’utente, inviare messaggi a chi è veramente interessato, aspetta le tue email mensili e non vede l’ora di leggerle. Vediamo però alcuni consigli fare email marketing nel modo migliore e per aumentare CTR e open rate delle campagne.

Cosa sono esattamente Open Rate e CTR?

Partiamo dalle definizioni di Open Rate e CTR.

Con CTR si intende normalmente il tasso di rendimento di un link posizionato all’interno di un messaggio di posta elettronica. Ci permette di sapere se le persone reagiscono o meno all’invito o call to action contenuta nella email informativa o promozionale che stiamo inviando.

Il CTR permette di capire se la call to action viene cliccata e si ottiene dividendo il numero di click sull’URL per il numero di volte che l’indirizzo web è stato inviato per email.

Parlando di Open Rate, invece, mettiamo in relazione il numero di invii effettuati per email con il numero di aperture effettive e serve a capire se funziona l’apertura della mail e quindi se l’oggetto è adatto o il destinatario è ancora interessato a ricevere la comunicazione.

Naturalmente solo ottimizzando in ogni dettaglio tali passaggi potremmo parlare di un’attività di email marketing mirata ed efficace. L’uso commerciale delle mail è oggetto del documento CAN-SPAM approvato nel 2013 ma pochi operatori di marketing conoscono le regole in esso contenute. Prima di fare email marketing è necessario conoscere e rispettare tali regole.

Le regole del documento CAN-SPAM

Nella email devi inserire un indirizzo postale della sede dell’azienda ma soprattutto permettere all’utente di non ricevere più la mail e di disiscriversi dal servizio di newsletter quando lo vuole. Inoltre è vietato vendere o trasferire indirizzi email tra le liste, per maggiori informazioni il consiglio è visitare il sito della FTC.

Email marketing che funziona: le 7 regole

1. La gestione dei nuovi contatti

Il consiglio per un’attività di email marketing efficace è quello di mandare una email ai nuovi contatti che si sono registrati nelle prime 24 ore, perché questo è il momento in cui l’utente ha il massimo interesse per l’azienda o il brand. Presentarsi, presentare l’azienda e creare aspettativa sono gli elementi essenziali del primo messaggio, anche se il contenuto dipende dal tipo di business. Tra il momento in cui l’utente si registra e il primo messaggio non deve passare troppo tempo o calerà la curiosità verso il brand.

2. Invia email da persona a persona

Parliamo tanto di youtuber, influencer su Instagram, fashion blogger ma non pensiamo che la stessa regola di personalizzazione vale anche per le email e che gli utenti sono ormai refrattari ai classici messaggi di marketing aziendali, che riconoscono e ignorano proprio come la pubblicità tradizionale alla TV. Oggi fare marketing significa creare relazioni prima che vendere e gli individui vogliono parlare con individui non con dei brand, a cominciare dal mittente della mail e dalla personalizzazione dell’indirizzo di invio. Non più da [email protected] ma da [email protected].

3. Cura anteprima e oggetto della mail per migliorare il CTR

Oggi il software di lettura della posta elettronica mostra un’anteprima del messaggio e in questi 50 caratteri devi catturare l’attenzione di chi legge per spingerlo ad aprire la tua mail: è una delle attività di micro-copywriting più efficaci quella di personalizzare l’anteprima delle email. Stessa attenzione va data all’oggetto della email che deve essere credibile, mostrare vantaggi, portare novità, fare leva sulla scarsità e fare domande.

Infine il messaggio mail deve essere della lunghezza adatta al target, considerando che oggi la maggior parte delle persone ha la inbox piena e non leggerà email lunghe ma sceglierà messaggi concisi. Fai un A/B test, analizza i risultati e poi valuta quale è la soluzione migliore per il tuo target.

4. Una chiara call to action è essenziale

Una email, per essere efficace, deve avere una CTA o call to action chiara, concisa, non interpretabile e ben visibile, magari corredata di alt text se è un bottone o un’immagine per evitare problemi di visualizzazione. Anche le immagini della tua email devono essere linkabili e se la call to action è in alto nella mail ripetila pure anche al termine del messaggio.

5. Non dimenticare il mondo mobile

Oggi il 56% delle email viene letto da mobile e la crescita è costante, mentre la lettura da desktop continua a scendere. Per questo la tua email deve essere ottimizzata pensando prima di tutto al mobile.

6. Ora di invio ideale e segmentazione nell’email marketing

A differenza di quanto dicono in molti, purtroppo non esiste un’ora di invio ideale per qualsiasi email: dipende dal tipo di business e dal target e anche in questo caso sono utili degli A/B test, organizzando magari i destinatari per orario di apertura della email. Si tratta di un buon suggerimento per aumentare l’Open Rate assieme alla necessità di segmentare la lista dei destinatari per evitare mail aperte e subito cancellate perché non in linea con l’informazione che l’utente stava cercando.

Non è più possibile inviare lo stesso messaggio a un’unica lista, ma vanno distinti i potenziali clienti da quelli più fedeli, quelli interessati a uno specifico prodotto piuttosto che un altro e così via.

I contatti possono essere segmentati anche per provenienza geografica o livello di spesa, tra frequent buyer e one-time costumers e così via. Solo una lista ben profilata ti permetterà di realizzare una campagna di email marketing di successo.

7. L’importanza di una lista contatti pulita

Non sempre è necessario avere molti contatti nella propria lista per avere buoni risultati, spesso un elevato numero di utenti porterà solo ad alti costi di gestione e KPI bassi. Per quelli che non avranno più voglia di leggerti la migliore soluzione è eliminarli dalla lista, magari se vedi che non hanno aperto diverse mail e chiedendo loro se vogliono disiscriversi.

Pulire la  lista in modo regolare influenzerà in positivo i KPI, permettendoti di aumentare open rate e CTR.

Naturalmente qui abbiamo parlato di segmentazione, personalizzazione, automazione ma sono davvero molti i punti da trattare per un’efficace attività di email marketing.

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